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Sentenza disastro ferroviario Andria-Corato: 2 condanne e 14 assoluzioni

Sentenza disastro ferroviario Andria-Corato: 2 condanne e 14 assoluzioni

16 giugno 2023 – Ieri, dopo quasi sette anni dal quel tragico incidente, il Tribunale di Trani ha pronunciato la sentenza per il disastro ferroviario provocato dallo scontro frontale tra due treni delle Ferrovie Bari-Nord, gestite in concessione dalla società Ferrotramviaria, che viaggiavano sullo stesso binario nel tratto tra Andria e Corato, il 12 luglio del 2016, e che causò la morte di 23 persone e il ferimento di altre 51.
Due condanne e quattordici assoluzioni, è questa la decisione del Tribunale di Trani. La condanna per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni gravissime è arrivata solo per il capotreno, Nicola Lorizio (sette anni di reclusione) e il capostazione Vito Piccarreta (sei anni e sei mesi di reclusione). Entrambi dovranno risarcire le parti civili. Tutti assolti gli altri 14 imputati così come la società Ferrotramviaria “perché il fatto non sussiste”.
Ricordiamo che in conseguenza della terribile tragedia dinanzi al Tribunale di Trani si è instaurato un procedimento penale, che ha visto anche l’ANMIL costituita come parte civile, assistita dall’Avv. Massimiliano Gabrielli, in cui erano imputate la società Ferrotramviaria e 16 persone fisiche, tra dipendenti e dirigenti dell’azienda, dirigenti del Ministero dei Trasporti e dell’Ustif (organo periferico del ministero), accusati a vario titolo di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni grave colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro e falso.
Secondo l’accusa a determinare lo scontro fu un errore umano nel sistema di comunicazione telefonica tra le due stazioni, ritenuto obsoleto e insicuro dalla Procura di Trani. Ma anche, secondo l’ipotesi accusatoria, una serie di concause e leggerezze organizzative e la mancata applicazione da parte della società di aggiornati sistemi di sicurezza, in particolare il segnalamento automatico Scmt (sistema di controllo marcia treno) che consente di sopperire in tempo ad eventuali errori umani o tecnologici.  I treni – l’Et1016 proveniente da Corato, e l’Et1021 proveniente da Andria – viaggiavano su un binario unico alternato regolato col sistema del blocco telefonico, ritenuto dal Pubblico Ministero, Marcello Catalano, “non sicuro ed obsoleto”. Un sistema in base al quale i capistazione si scambiano dispacci per autorizzare la partenza dei treni verso la stazione successiva. Fu così che dalla stazione di Andria fu concesso alle 10.45 il via libera per la partenza dalla stazione di Corato dell’ET1016 e, senza aspettare l’arrivo di questo convoglio nella stazione di Andria, fu fatto partire alle ore 11:00 l’ET1021 verso Corato. L’impatto ad alta velocità tra i due convogli fu inevitabile.
Il Pubblico Ministero ha chiesto 15 condanne a pene comprese tra i 12 e i 6 anni di reclusione e un’assoluzione. Per Ferrotramviaria è stata chiesta la sanzione amministrativa di 1,1 milioni, oltre alla revoca delle autorizzazioni, licenze e concessioni per l’esercizio dell’attività (fra cui il certificato per la sicurezza) per un anno, oltre alla confisca di 664.000 euro, somma che – sempre secondo l’accusa – la società avrebbe dovuto investire per mettere in sicurezza la tratta con la realizzazione e l’uso del blocco conta assi sulla Corato-Barletta.
Sgomento, rabbia e dolore. È la reazione dei familiari delle vittime dopo la lettura della sentenza che non ha reso giustizia alle 23 vittime del disastro. «È una vergogna». «Non è giustizia questa: li avete uccisi due volte», sono state le dichiarazioni di alcuni familiari presenti in aula.
Bisognerà attendere, ora, il deposito delle motivazioni della sentenza per capire le ragioni che hanno portato i giudici a decidere per l’assoluzione dei 14 imputati e a condannare esclusivamente il capotreno e il capostazione.
Per usufruire del supporto legale dell’ANMIL è possibile rivolgere richiesta di  consulenza gratuita contattando il Numero Verde 800180943

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