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Quali tutele per le lavoratrici dalle molestie: l’informativa dell’Ispettorato

Quali tutele per le lavoratrici dalle molestie: l’informativa dell’Ispettorato

Roma, 29 novembre 2022 – In occasione della ‘Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’ del 25 novembre scorso, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha pubblicato una brochure informativa che illustra i diritti della donna lavoratrice e gli strumenti che la legge e le istituzioni mettono a disposizione per la protezione delle donne in caso di molestie nei luoghi di lavoro.
È anzitutto specificato che con il termine ‘violenza’ si intende «ogni comportamento che degrada, umilia o danneggia la dignità, il valore o la salute della persona». La violenza sul lavoro, inoltre, può assumere diverse forme: fisica, sessuale, psicologica (attraverso abusi e aggressioni verbali) ed economica. Inoltre, sul lavoro possono essere perpetuati comportamenti di mobbing, stalking e discriminazione di genere.
La discriminazione di genere può riguardare molteplici aspetti come, ad esempio, l’accesso al lavoro, lo stato matrimoniale, di famiglia e di gravidanza, l’orientamento e la formazione professionale, la retribuzione, l’assegnazione di mansioni e qualifiche nella progressione di carriera e il diritto alla prosecuzione del lavoro. In tutte queste situazioni e in altre, la discriminazione può assumere anche una forma indiretta, “camuffata” da situazioni formalmente legittime anche se ingiuste. Infine, è da sottolineare che sono considerate discriminazioni anche le molestie e le molestie sessuali così come tutti quei trattamenti sfavorevoli scaturiti come reazione ad un reclamo o ad una azione della lavoratrice volta ad ottenere il rispetto della parità di trattamento.
La brochure ricorda inoltre che il Codice delle Pari Opportunità stabilisce che ogni trattamento meno favorevole in ragione dello stato di gravidanza, nonché di maternità o paternità costituisce discriminazione sul lavoro.
Tra i capisaldi giuridici a tutela della donna, l’articolo 37 della Costituzione sancisce la parità di diritti e di retribuzione tra la lavoratrice e il lavoratore, stabilendo inoltre che le condizioni di lavoro devono «consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione». Da questo articolo discendono dunque tutele maggiori per le donne in caso di gravidanza e maternità, come l’indennità giornaliera di maternità, i congedi e i permessi, l’interdizione dal lavoro in caso di gravidanza e nei primi mesi di vita del figlio e la priorità nella concessione del part-time.
Rispetto alla tipologia di danno riconosciuto in sede di giudizio, questo può essere biologico, economico e morale.
Per contrastare discriminazioni e violenze nei luoghi di lavoro, le donne possono anzitutto contattare il medico competente dell’azienda, il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori, i rappresentanti sindacali e/o il consulente di fiducia.
Allo scopo di prevenire tali circostanze, il datore di lavoro ha il dovere di adottare le misure per proteggere i lavoratori/le lavoratrici, anche intimando il licenziamento dei dipendenti responsabili delle molestie sessuali sul lavoro. È ovviamente illecito, invece, licenziare un dipendente che rifiuta le molestie sessuali.
Rispetto al ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’ente collabora con la Consigliera Nazionale di Parità, sottoscrivendo protocolli di intesa con gli Organismi di Parità anche a livello territoriale. In che modo l’Ispettorato supporta le lavoratrici?

  • Rilascia informazioni in materia di tutela della maternità/paternità (es. reinserimento sul posto di lavoro; divieto di licenziamento);
  • adotta provvedimenti di interdizione dal lavoro;
  • fornisce supporto durante le dimissioni dei lavoratori e delle lavoratrici;
  • attiva le procedure di conciliazione in caso di controversie per motivi di discriminazione sul lavoro;
  • effettua ispezioni nei luoghi di lavoro;
  • emana la diffida accertativa per crediti patrimoniali;
  • segnala alla Procura;
  • irroga sanzioni;
  • prescrive disposizioni.

Pertanto, le donne lavoratrici che ritengono di aver subito una qualsiasi discriminazione di genere possono rivolgersi all’Ispettorato Territoriale del lavoro o all’Ufficio delle Consigliere di Parità delle sedi presenti nella Provincia in cui lavorano.

 

Per approfondire si rinvia alla brochure ‘Conosci le tue tutele’ (Fonte: Ispettorato Nazionale del Lavoro – INL, 25 novembre 2022).

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