Protocollo nazionale attivazione punti vaccinazione anti Covid nei luoghi di lavoro A cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza

Roma, 16 aprile 2021 – Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro
(Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Ministero dello Sviluppo Economico, Commissario Straordinario emergenza Covid, Inail, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Cisal, Usb, Confindustria, Confapi, Confcommercio – Imprese per l’Italia, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Alleanza Cooperative, Abi, Ania, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confservizi, Federdistribuzione, Confprofessioni, Confimi, Confetra, 6 aprile 2021)
In data 6 aprile 2021 è stato siglato dal Governo e dalle Parti sociali il “Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”. 
Nelle premesse al documento è stato evidenziato che la vaccinazione delle lavoratrici e dei lavoratori realizza il duplice obiettivo di concorrere ad accelerare e implementare a livello territoriale la capacità vaccinale anti SARS-CoV- 2/Covid-19 e a rendere, nel contempo, più sicura la prosecuzione delle attività commerciali e produttive sull’intero territorio nazionale, accrescendo il livello di sicurezza degli ambienti di lavoro. In questa prospettiva, le organizzazioni di rappresentanza delle imprese hanno avvertito la responsabilità sociale di collaborare attivamente all’iniziativa, sia attraverso l’offerta di spazi aziendali di grandi dimensioni presenti nei diversi territori per l’utilizzo diretto da parte del sistema pubblico dell’emergenza come punti di vaccinazione aggiuntivi, sia attraverso l’impegno delle aziende e dei datori di lavoro alla vaccinazione diretta del proprio personale, nella convinzione che solamente un’azione generale e coordinata può abbattere i tempi della vaccinazione, ampliare la tutela e consentire di proteggere la salute collettiva.
Nel Protocollo è stato altresì sottolineato che l’iniziativa è finalizzata alla realizzazione dell’impegno delle aziende e dei datori di lavoro alla vaccinazione diretta dei lavoratori che prestano la loro attività in favore dell’azienda, e costituisce un’attività di sanità pubblica che si colloca nell’ambito del Piano strategico nazionale per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 predisposto dal Commissario Straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica.
In base al punto 2 del Protocollo, possono manifestare la disponibilità ad attuare piani aziendali per la predisposizione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2 (Covid-19) tutti i datori di lavoro, sia singolarmente sia in forma aggregata, e indipendentemente dal numero di lavoratrici e lavoratori occupati. Ciò potrà avvenire anche con il supporto o il coordinamento delle Associazioni di categoria di riferimento.
A tal fine, i datori di lavoro interessati devono attenersi alle Indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro (adottate dal Ministero della Salute e il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, d’intesa con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, con il Commissario Straordinario per il contrasto dell’emergenza epidemiologica e con il contributo tecnico-scientifico dell’Inail), nonché di ogni altra prescrizione e indicazione adottata dalle Autorità competenti per la realizzazione in sicurezza della campagna vaccinale anti SARS-CoV-2/Covid-19. Potranno essere vaccinati tutti i lavoratori che, a prescindere dalla tipologia contrattuale, prestano la loro attività in favore dell’azienda e che ne abbiano fatto volontariamente richiesta. Inoltre, la vaccinazione potrà riguardare anche i datori di lavoro o i titolari.
In merito ai costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, ivi inclusi i costi per la somministrazione, è stato disposto che siano interamente a carico del datore di lavoro.  Sono invece a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi), la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e gli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite.

Per approfondire: Protocollo_vaccinazioni_Covid_luoghi_lavoro