Misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e sostegno economico delle famiglie a cura dell'Ufficio Salute e sicurezza ANMIL

Roma, 4 maggio 2020 – Nella G.U. del 29 aprile 2020 n. 110 è stata pubblicata la legge n. 27 del 24 aprile 2020 di conversione, con modificazioni riportate in allegato al provvedimento, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18.
All’articolo 1 è stata disposta, oltre alla conversione del D.L. n. 18/2020, l’abrogazione dei D.L.  2 marzo 2020, n. 9, 8 marzo 2020 n. 11, e 9 marzo 2020 n. 14. Restano tuttavia validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi decreti-legge.
Entrando nel merito delle modifiche apportate al D.L. n. 18/2020, con specifico riferimento alla materia della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sono state apportate delle integrazioni inerenti i dispositivi di protezione individuale (DPI). Precisamente dopo l’articolo 5 (Incentivi per la produzione e la fornitura di dispositivi medici) sono stati inseriti gli articoli da 5-bis a 5-sexies.
A norma dell’articolo 5-bis (Disposizioni finalizzate a facilitare l’acquisizione di dispositivi di protezione e medicali) il Dipartimento della protezione civile e i soggetti attuatori individuati dal Capo del Dipartimento della protezione civile fra quelli di cui all’ordinanza del medesimo n. 630/2020, nonchè il Commissario straordinario di cui all’articolo 122, sono stati autorizzati, fino al termine dello stato di emergenza, ad acquisire DPI come individuati dalla circolare del Ministero della salute n. 4373 del 12 febbraio 2020 e altri dispositivi medicali, nonchè a disporre pagamenti anticipati dell’intera fornitura, in deroga al d.lgs. n. 50/2016 (Codice degli appalti pubblici).Fino al termine dello stato di emergenza è stato altresì consentito l’utilizzo di DPI di efficacia protettiva analoga a quella prevista per i DPI dalla normativa vigente, tuttavia l’efficacia di tali dispositivi deve essere valutata preventivamente dal Comitato tecnico-scientifico. L’articolo 5-bis ha consentito anche il ricorso alle mascherine chirurgiche quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari, anche prive del marchio CE, previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di sanità.
Con l’articolo 5-quater (Misure di semplificazione per l’acquisto di dispositivi medici) invece il legislatore,al fine di conseguire la tempestiva acquisizione dei DPI nonchè medicali necessari per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha autorizzato il Dipartimento della protezione civile all’apertura di un apposito conto corrente bancario per consentire la celere regolazione delle transazioni che richiedono il pagamento immediato o anticipato delle forniture.
Mentre gli articoli 5-ter, 5-quinquies e 5-sexies recano rispettivamente disposizioni per garantire l’utilizzo di dispositivi medici per ossigenoterapia, per l’acquisto di dispositivi di assistenza ventilatoria e per l’attuazione degli adempimenti previsti per il sistema sanitario.
Sempre in materia di DPI con la legge n. 27/2020 all’articolo 15, comma 1,l e parole: «dall’articolo 34 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9» sono state sostituite dalle seguenti: «dall’articolo 5-bis». Pertanto adesso è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni fermo quanto previsto dall’articolo 5-bis. Disposte anche delle piccole correzioni espressive.
Anche all’articolo 16 il riferimento all’articolo  34, comma 3, del D.L. n. 9/2020 è stato sostituito dal richiamo all’articolo 5-bis, comma 3 in merito all’utilizzo delle mascherine chirurgiche.
La legge n.27/2020 ha apportato modifiche anche all’articolo 26 (Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato) del D.L. n. 18/2020. Nel dettaglio sono stati modificati i riferimenti normativi ai commi 1 e 3 ed è stato sostituito il comma 2.
Dunque adesso a norma dell’articolo 26 il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del D.L. n. 6/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 13/2020, e di cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) ed e), del D.L. n. 19/2020, dai lavoratori dipendenti del settore privato, è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto.
A norma del nuovo comma 2 fino al 30 aprile 2020 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, della medesima legge n. 104 del 1992, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero di cui all’articolo 87, comma 1, primo periodo, dello stesso D.L. n. 18/2020. Inoltre è stato previsto che tale periodo sia prescritto dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali richiamati, i cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di competenza, nel medesimo certificato. Nessuna responsabilità, neppure contabile, è imputabile al medico di assistenza primaria nell’ipotesi in cui il riconoscimento dello stato invalidante dipenda da fatto illecito di terzi.
Al comma 3 è stato disposto che per il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva il medico curante debba redigere il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all’articolo 1, comma 2, lettere h) e i) del D.L.  n. 6/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 13/2020, e di cui all’articolo 1, comma 2, lettere d) ed e), del D.L. n. 19/2020.
Sono rimasti invariati i successivi commi. Conseguentemente a norma del comma 4 sono considerati validi i certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore delle disposizioni in commento, anche in assenza del provvedimento di cui al comma 3 da parte dell’operatore di sanità pubblica.
Confermate dunque le ulteriori precisazioni riportate nei commi 5 e 6 a norma dei quali rispettivamente è stato previsto che in deroga alle disposizioni vigenti, gli oneri a carico del datore di lavoro, che presenti domanda all’ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi con le tutele di cui al presente articolo sono posti a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per l’anno 2020.
Mentre, qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.
Modificato anche l’articolo 39 del D.L. n. 18/2020 in materia di lavoro agile. Più nel dettaglio, il termine del 30 aprile 2020 è stato sostituito con la cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVlD-19.
Inoltre è stato inserito il comma 2-bis secondo il quale le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche ai lavoratori immunodepressi e ai familiari conviventi di persone immunodepresse.
In materia di lavoro agile l’articolo 87 è stato  inserito l’articolo 87-bis (Misure di ausilio allo svolgimento del lavoro agile da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e degli organismi di diritto pubblico).
Precisamente, allo scopo di agevolare l’applicazione del lavoro agile, quale ulteriore misura per contrastare e contenere l’imprevedibile emergenza epidemiologica, i quantitativi massimi delle vigenti convenzioni-quadro di Consip S.p.A. per la fornitura di personal computer portatili e tablet possono essere incrementati sino al 50 per cento del valore iniziale delle convenzioni, fatta salva la facoltà di recesso dell’aggiudicatario con riferimento a tale incremento, da esercitare entro quindici giorni dalla comunicazione della modifica da parte della stazione appaltante. Ulteriori disposizioni di dettaglio sono state contemplate nei commi successivi.
Infine, in sede di conversione tra le norme inserite al D.L. n. 18/2020 si segnala l’art. 17-bis recante disposizioni sul trattamento dei dati personali nel contesto emergenziale.

Per approfondire:LEGGE_24_aprile_2020_n_27