Misure anti-Covid e interventi per lavoratori con figli minori in DAD o in quarantena A cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza

Legge 6 maggio 2021 n. 61 – Conversione in legge, con modificazioni del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in DAD o in quarantena
Roma, 17 maggio 2021
– Con la legge del 6 maggio 2021, pubblicata nella GU del 12 maggio 2021 n. 112, è stato convertito, con modifiche, il DL del 13 marzo 2021 n. 30, recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in DAD o in quarantena.
In sede di conversione sono state apportate varie modifiche anche all’art. 2 in materia di lavoro agile, congedi per genitori e bonus baby-sitting.
Il novellato articolo prevede interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena, applicabili fino al 30 giugno 2021.
Precisamente, è stato disposto che il lavoratore dipendente genitore di figlio convivente minore di anni 16, alternativamente all’altro genitore, possa svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza del figlio, nonché alla durata dell’infezione da SARS-CoV-2 o della quarantena dello stesso disposta a seguito di contatto ovunque avvenuto.
Tale beneficio è stato riconosciuto a entrambi i genitori di figli di ogni età con disabilità (accertata ai sensi dell’art. 3, commi 1 e 3, della legge n. 104/1992), con disturbi specifici dell’apprendimento (riconosciuti ai sensi della legge n. 170/2010), o con bisogni educativi speciali in materia di strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica, in tutti i casi previsti dal comma l del presente articolo ovvero nel caso in cui i figli frequentino centri diurni a carattere assistenziale dei quali sia stata disposta la chiusura (comma 1-bis inserito in sede di conversione).
Nel caso in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, è stato stabilito che il lavoratore dipendente, genitore di figlio convivente minore di anni 14, alternativamente all’altro genitore, possa astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza del figlio, alla durata dell’infezione da SARS-CoV-2 o alla durata della quarantena del figlio.
Tale beneficio è stato riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità (accertata ai sensi dell’arti. 3, co. 3, della legge n. 104/1992, a prescindere dall’età del figlio, per la durata dell’infezione da SARS-CoV-2 del figlio, nonché per la durata della quarantena del figlio ovvero nel caso in cui sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza o il figlio frequenti centri diurni a carattere assistenziale dei quali sia stata disposta la chiusura.
Il congedo in parola può essere fruito in forma giornaliera od oraria. Inoltre, è stato disposto che per i periodi di astensione, sia riconosciuta, in luogo della retribuzione, un’indennità pari al 50% della retribuzione stessa, con copertura da contribuzione figurativa.
Prevista altresì la possibilità che gli eventuali periodi di congedo parentale (ai sensi degli artt.32 e 33 del Testo Unico di cui al d.lgs. n. 151/2001) fruiti dai genitori a decorrere dal 1° gennaio 2021 al 13 marzo 2021 – durante i periodi di sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza del figlio, di durata dell’infezione da SARS-CoV-2 o della quarantena del figlio – possano essere convertiti a domanda nel congedo di cui sopra, con diritto all’indennità e pertanto non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.
Mentre in caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, uno dei genitori, alternativamente all’altro, ha diritto, in caso di attività non svolgibile in modalità agile, di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.
Disposta anche, per alcune categorie di lavoratori, la possibilità di chiedere la corresponsione di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting, per i figli conviventi minori di anni 14, nel limite massimo complessivo di 100 euro settimanali.
Infine, è stato puntualizzato che, per i giorni in cui un genitore svolga la prestazione di lavoro in modalità agile o fruisce dei su elencati congedi, oppure non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l’altro genitore non può fruire dell’astensione di cui ai commi 2 e 5 dell’art. 2 del provvedimento in commento, o del bonus baby sitting, salvo che sia genitore anche di altri figli minori di anni 14 avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle misure su elencate.
Sempre in tema di lavoro agile, la legge n. 61/2021 ha inserito, all’art. 2 del DL n. 30/2021, il comma 1-ter ai sensi del quale per il pubblico impiego – ferma restando la disciplina degli istituti del lavoro agile stabilita dai contratti collettivi nazionali – è stato riconosciuto al lavoratore che svolge l’attività in modalità agile il diritto alla disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche e dalle piattaforme informatiche, nel rispetto degli eventuali accordi sottoscritti dalle parti e fatti salvi eventuali periodi di reperibilità concordati. È stato precisato che l’esercizio del diritto alla disconnessione, necessario per tutelare i tempi di riposo e la salute del lavoratore, non può avere ripercussioni sul rapporto di lavoro o sui trattamenti retributivi (comma 1-ter inserito in sede di conversione).

 

Per approfondire: legge 6 maggio 2021