L’inclusione dei disabili nella strategia di sviluppo delineata nell’edizione 2019 del Rapporto ASViS a cura dell'Ufficio Studi

7 ottobre 2019 – Presentato lo scorso 4 ottobre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con la partecipazione tra gli altri del Presidente della Camera Roberto Fico, del neo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e del Commissario UE agli Affari Economici Paolo Gentiloni, il Rapporto Asvis 2019, la pubblicazione principale dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che annualmente fornisce un quadro sull’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU. L’Agenda, approvata dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, si articola in 17 obiettivi e 169 target da raggiungere entro il 2030 e tocca svariati aspetti dello sviluppo sostenibile, compresa l’inclusione dei disabili, a loro volta oggetto di una specifica Strategia. I diritti umani, la pace, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile, evidenzia la Strategia, possono essere goduti solo se le persone con disabilità sono integrate nella società. L’ONU punta a rafforzare l’inclusione dei disabili e vuole garantire una cultura organizzativa che le riconosca e le valorizzi, coinvolgendo attivamente le organizzazioni rappresentative.
Come si evince dal Rapporto Asvis, nel nostro Paese tra il 2010 e il 2017 le 9 aree dell’Agenda che hanno registrato miglioramenti sono: salute, uguaglianza di genere, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e consumo, qualità della governance, giustizia e istituzioni e cooperazione internazionale e condizione economica. Peggiorando invece in sei: povertà, alimentazione e agricoltura sostenibili, acqua e strutture igienico sanitarie, sistema energetico, condizione dei mari ed ecosistemi marini e terrestri e rimanendo stabile per l’educazione e la lotta al cambiamento climatico.
Tra le iniziative positive realizzate nell’ultimo anno nel nostro Paese in tema di disabilità, il Rapporto cita l’incremento del Fondo per la non autosufficienza, che tuttavia non sembra ancora idoneo a soddisfare le esigenze delle persone con disabilità, il potenziamento degli interventi dell’INAIL per il diritto al lavoro delle vittime di infortuni e malattie professionali, l’aumento dei fondi per il Dopo di noi, per i caregiver e per la mobilità.