L’indagine conoscitiva della Procura di Milano ed i controlli sui riders a cura dell'Avv. Donatella Saccia, Ufficio Salute e Sicurezza

2 dicembre 2019 – Nuovi risvolti nell’indagine conoscitiva condotta dalla Procura di Milano sui lavoratori impiegati nelle attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l’ausilio di velocipide o di veicoli a motore assimilabili, anche attraverso piattaforme digitali (c.d. riders). Dalle notizie diffuse a mezzo stampa, gli agenti della Polizia locale del capoluogo lombardo – coadiuvati anche da esperti dell’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) e dell’Inps – da mercoledì 27 novembre, stanno effettuando i primi controlli sui ciclofattorini.
I controlli hanno inizialmente interessato la zona di Porta Genova, ma nei prossimi giorni si estenderanno alle altre zone della città. 
Precisamente, mentre gli agenti di Polizia locale controllano i profili base di sicurezza stradale, quali l’uso del casco, del catarifrangente ecc., gli operatori dell’Ats verificano il rispetto delle norme prevenzionistiche.
Ai riders viene anche chiesto di rispondere ad un questionario predisposto per raccogliere dati ed elementi utili ai fini dell’indagine.  Obiettivo degli inquirenti è far luce non solo sulla violazione delle norme antinfortunistiche, ma anche su presunti profili di sfruttamento dei lavoratori e tra i lavoratori del settore, rispetto ai quali paiono addirittura ipotizzarsi casi di caporalato.
Dalle prime indiscrezioni trapelate a mezzo stampa, la Procura di Milano sembra aver rilevato casi di cessione, da parte degli stessi ciclofattorini, degli strumenti usati per effettuare le consegne a persone sprovviste di documenti in regola, in cambio di una percentuale dell’incasso su ogni consegna. 
L’indagine è stata altresì estesa all’accertamento dei profili igienico-sanitari riguardanti i contenitori utilizzati per il trasporto del cibo; nonché alla sicurezza stradale. Precisamente, agli incidenti stradali che vedono coinvolti i ciclofattorini. A riguardo, secondo alcune testate giornalistiche, la Procura di Milano sembrerebbe intenzionata a trattare ogni singolo incidente stradale che li vede coinvolti come un caso di “infortunio sul lavoro”, con la conseguente affermazione della responsabilità penale dei datori di lavoro (ex d.lgs. n. 81/2008 e codice penale) e della responsabilità amministrativa delle aziende (ex d.lgs. n. 231/2001).
In tema di tutela dei ciclofattorini, si ricorda che il 2 novembre 2019 è stato convertito, con modifiche, il decreto legge n. 101/2019, con il quale sono stati finalmente fissati i livelli minimi di tutela cui hanno diritto i riders.