Le novità sulla formazione obbligatoria: i chiarimenti dell’INL

(INL, febbraio 2022)

Roma, 21 febbraio 2022 – Come ormai noto, tra le principali novità introdotte dal Decreto Fiscale (d.l. n. 146/2021 conv con l. n. 215/2021) in materia di salute e sicurezza sul lavoro si annoverano le modifiche in materia di formazione obbligatoria (art. 37 Testo Unico Sicurezza – TUS). Il Decreto tuttavia dispone che la Conferenza permanente Stato-Regione debba adottare, entro il 30 giugno 2022, un nuovo accordo che accorpi gli accordi precedenti e attui le nuove disposizioni.
Trattandosi quindi di un percorso regolatorio ancora in itinere, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha ritenuto opportuno formulare alcuni chiarimenti interpretativi con la recente Circolare n. 1/2022. È anzitutto evidenziato che il Decreto ha introdotto un nuovo destinatario dell’obbligo formativo, ossia il datore di lavoro, il quale, insieme ai dirigenti e ai preposti, deve ricevere una formazione “specifica ed adeguata” e un “aggiornamento periodico”, secondo quanto sarà disposto dal futuro Accordo Stato-Regioni. Pertanto, posto che l’Accordo dovrà individuare la durata, le modalità e i contenuti minimi della formazione per il datore di lavoro, la verifica sul corretto adempimento di tale obbligo potrà effettuarsi solamente dopo la sua adozione.
È inoltre chiarito che l’Accordo Stato-Regioni dovrà individuare le modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per i discenti di tutti i percorsi formativi e degli aggiornamenti obbligatori, nonché delle modalità di verifica sulla efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.
Lo stesso destino regolatorio è riservato alla formazione “adeguata e specifica” per i dirigenti e i preposti, riguardo alla quale contenuti, durata e modalità saranno definiti dallo stesso Accordo. Pertanto, non varranno più i contenuti formativi precedentemente elencati al comma 7 dell’art. 37 TUS. Tuttavia, la Circolare evidenzia che, fino all’adozione dell’Accordo, non vengono comunque meno gli attuali obblighi formativi, secondo le modalità stabilite dal vigente Accordo n. 221 del 21 dicembre 2011. 
Alcune rilevanti novità, inoltre, riguardano la specifica figura del preposto, anche in materia di formazione. In particolare, è stabilito che le attività formative destinate a tale soggetto “devono essere svolte interamente con modalità in presenza e devono essere ripetute con cadenza almeno biennale e comunque ogni qualvolta sia reso necessario in ragione dell’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi” (nuovo co. 7-ter). Pertanto, le disposizioni del nuovo Accordo dovranno tenere conto di tali requisiti imprescindibili. La Circolare chiarisce comunque che questi requisiti saranno oggetto di verifica una volta adottata la nuova disciplina da parte dell’Accordo, o meglio una volta trascorso un periodo transitorio utile a conformarsi alle nuove regole.
Alla luce di questi chiarimenti, l’Ispettorato evidenzia che i nuovi obblighi in capo a tali soggetti (datore di lavoro, dirigenti e preposti) non potranno costituire elementi utili ai fini dell’adozione del provvedimento di prescrizione (ex d.lgs. n. 758/1994), fino all’adozione dell’Accordo.
Le ultime indicazioni riguardano l’addestramento. Il TUS, infatti, prevede che l’addestramento debba essere svolto da “persona esperta e sul luogo di lavoro”. In merito, il nuovo decreto ha precisato che “l’addestramento consiste nella prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale; l’addestramento consiste, inoltre, nell’esercitazione applicata, per le procedure di lavoro in sicurezza. Gli interventi di addestramento effettuati devono essere tracciati in apposito registro anche informatizzato”. Riguardo a tali disposizioni, la Circolare chiarisce che trovano immediata applicazione, anche per quanto riguarda il tracciamento degli addestramenti in appositi registri informatizzati, evidentemente per le attività svolte dopo l’entrata in vigore del decreto (21 dicembre 2021). Pertanto, la violazione degli obblighi di addestramento si realizza anche qualora venga accertata l’assenza della “prova pratica” e/o della “esercitazione applicata” richieste dalla nuova disciplina. Diversamente, non rileva ai fini sanzionatori il tracciamento dell’addestramento nel registro informatizzato, che tuttavia è uno elemento utile sotto il profilo delle procedure accertative.

Per approfondire: INL_Circolare_1_2022

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