Lavoro nero e irregolare: cambio di rotta dell’INL sui verbali di accertamento a cura dell'Ufficio Servizi Istituzionali

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con le circolari n. 1 e n. 4 del 2019, sancisce il nuovo indirizzo interpretativo in materia di verbali ispettivi di accertamento, ribaltando l’impianto che si era formato sulla base del D.Lgs. 124/2004 e l’orientamento decennale di prassi. L’art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004, nel disciplinare alcuni elementi dell’attività di verifica e i poteri degli ispettori, stabilisce che le contestazioni delle violazioni amministrative devono essere contenute in un unico verbale di accertamento. Tale verbale, nell’ottica del legislatore, avrebbe dovuto realizzare l’obiettivo di estendere anche all’ambito amministrativo il principio del ne bis in idem e quindi di offrire al datore di lavoro ispezionato la garanzia della conclusione delle attività ispettive e la certezza che rispetto ad un dato fatto e ad un preciso periodo storico la propria situazione giuridicoamministrativa non fosse più suscettibile di ulteriori attività di accertamento e di ripresa contributiva e sanzionatoria.
La prassi che l’Ispettorato promuove oggi, invece, con un evidente cambio di rotta, circoscrive l’unicità del verbale di accertamento alla materia delle sanzioni amministrative disciplinate dalla L. 689/81, con esclusione quindi delle contestazioni di omissioni o evasioni in materia previdenziale ed assicurativa.

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