L’allarme del Terzo settore nell’emergenza COVID-19: “Se non interviene il Governo qui si chiude” a cura dell'Ufficio Servizi Istituzionali

13 marzo 2020 – “Il rischio è che la vicenda Coronavirus metta in ginocchio i nostri mondi: e sarebbe un problema per il sistema di welfare dell’intero Paese”. Questo l’allarme di Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore. Quella che tante volte viene definita la spina dorsale del Paese rischia il collasso: migliaia di realtà impegnate nei servizi educativi e nei centri diurni, nelle cooperative e nelle associazioni che gestiscono mense, biglietterie museali, centri sportivi. Le attività si fermano e questi mondi non hanno liquidità sufficiente per garantire mesi di stipendio a fronte di entrate crollate al suolo e al blocco delle attività di raccolta fondi e autofinanziamento grazie al quale sopravvivono le realtà che non ricevono fondi pubblici.
Il Forum nazionale terzo settore sta interloquendo con Governo e Parlamento affinché nei prossimi provvedimenti di sostegno ai settori produttivi toccati dalla crisi sia ricompreso il terzo settore. Per questo motivo, sta raccogliendo le iniziative di solidarietà messe in atto in queste settimane per fronteggiare l’emergenza e avere una stima dell’impatto economico, occupazionale e sociale degli effetti della crisi.
E poi c’è l’altro aspetto, collegato e distinto: “Noi siamo un problema ma anche un’opportunità – scandisce Fiaschi – perché siamo in grado di garantire assistenza dove manca e di offrire servizi alle fasce più fragili. Penso al mondo degli anziani e a quello dei disabili: ci sono famiglie che hanno vista stravolta la loro organizzazione perché le scuole non funzionano e spesso hanno sospeso le attività anche i centri diurni, con il risultato che i genitori hanno figlie e figli da gestire in autonomia dovendo rinunciare a ogni possibilità di sostegno e sollievo dall’esterno”. Di qui la doppia richiesta già arrivata per strade diverse alla Presidenza del Consiglio e al Governo e che verrà formalizzata durante un incontro con la ministra Nunzia Catalfo: “Chiediamo – rilancia Claudia Fiaschi – che gli ammortizzatori sociali previsti nel decreto prossimo alla firma siano estesi anche ai nostri lavoratori a partire da una cassa integrazione flessibile. Chiediamo che negli interventi straordinari e urgenti che il Governo si appresta a varare non sia dimenticata l’economia sociale del Terzo settore e chiediamo la sospensione delle scadenze fiscali e contributive. Perché davvero, se non verranno approvate misure tempestive ed efficaci, di qui a poco si chiude”.