“Programmazione della vigilanza per il 2021” dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro "a cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza"

Roma, 30 marzo – Lo scorso 16 marzo, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato il “Documento di programmazione della vigilanza 2021”, partendo dal necessario presupposto di una ricercata coerenza con la sfavorevole congiuntura che l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha procurato anche sul fronte socio-economico e sui tradizionali assetti del mondo e del mercato del lavoro.
Meritano un primo, fondamentale focus le nuove “Verifiche Covid”: la vigilanza sull’attuazione delle misure di contenimento del contagio da Covid-19, sotto la prevalente forma di concorso al sistema delle verifiche dell’osservanza dei c.d. “protocolli di sicurezza anti-contagio”, facente capo al coordinamento dei Prefetti. Sarà infatti compito del personale ispettivo provvedere autonomamente a tali verifiche nell’ambito dell’attività di vigilanza nel settore edile.
Con l’obiettivo di assicurare la corretta adozione delle misure di prevenzione dal contagio, verranno attivate specifiche vigilanze dedicate a quei settori merceologici in cui le modalità di svolgimento della prestazione lavorativa sono caratterizzate da una elevata concentrazione di lavoratori nei luoghi di lavoro.
Il secondo punto di attenzione ha riguardato in maniera più netta l’attività di prevenzione e di promozione della sicurezza e della legalità, nella quale il ruolo dell’INL dovrà crescere ancora, specialmente con riferimento all’attività di informazione “qualificata” rivolta a lavoratori e aziende. L’attività dell’INL dunque dovrà realizzarsi, in tal modo, con l’obiettivo di privilegiare una chiave di lettura delle proprie competenze finalizzata a sostenere la ripresa economica del Paese, affiancandosi alla parte sana del sistema produttivo con l’intento di supportarla. Sarà in tal senso parimenti assicurato un confronto con le organizzazioni sindacali, le associazioni datoriali e gli ordini professionali sui temi di maggiore interesse e attualità, con la finalità di sensibilizzare gli operatori del mercato del lavoro e tutti i soggetti direttamente o indirettamente interessati alla corretta applicazione della normativa.
Ulteriore aspetto cruciale sarà poi quello riguardante l’attività di tutela dei rapporti e delle condizioni di lavoro, ponendo al centro dell’azione ispettiva le richieste dei lavoratori e delle Parti Sociali, e garantendo nel contempo priorità d’intervento su fenomeni di irregolarità, mediante la vigilanza d’iniziativa locale: questa attività sarà pertanto volta a contrastare i principali illeciti e a tutelare i lavoratori, assicurando una presenza sul territorio in termini di quanto più possibile capillare conoscenza del tessuto produttivo.
Un ampio spazio sarà poi dedicato anche alle richieste di intervento, alle conciliazioni monocratiche e, più in generale, alla tutela dei lavoratori: volendo infatti garantire un’adeguata capacità di ascolto e di risposta nei confronti del pubblico, saranno potenziate le attività di “sportello all’utenza”, garantendo prioritaria rilevanza alle richieste d’intervento formulate da soggetti qualificati.
La tutela dei lavoratori vulnerabili è posta al centro dell’attività presente e futura dell’Ispettorato: nello svolgimento dell’azione di contrasto agli illeciti sostanziali di maggior disvalore sociale ed economico infatti, particolare attenzione verrà dedicata alla tutela della genitorialità e delle categorie più vulnerabili di lavoratori quali minori, donne, extracomunitari e precari, dando vita ad accertamenti anche in relazione alla corretta applicazione della disciplina in materia di parità di trattamento e di divieto di discriminazioni.
Un paragrafo viene poi dedicato appositamente alla salute e sicurezza dei lavoratori. Partendo infatti dal quadro della strategia comune europea, dove risulta imprescindibile la promozione della cultura e delle azioni di prevenzione, con particolare riguardo alle nuove forme di lavoro e ai rischi emergenti, sarà opportuno implementare il profilo prevenzionistico, con particolare attenzione alle conseguenze dei processi evolutivi rapidamente succedutisi nell’ultimo anno su determinate fattispecie lavorative e categorie di lavoratori che risultano maggiormente esposti. Dovranno parimenti svilupparsi collaborazioni e iniziative congiunte con le ASL, volte a sviluppare strategie e piani per la vigilanza coordinata in settori e posti di lavoro caratterizzati da un alto grado di rotazione dei lavoratori o da contratti di lavoro temporanei con esposizione a condizioni di lavoro pericolose.
Particolare attenzione merita l’ambito delle costruzioni: esso infatti rappresenta un settore in Italia caratterizzato da una notevole incidenza degli eventi infortunistici, dalle conseguenze spesso gravi, se non letali, sul quale dovranno continuare a concentrarsi i controlli dell’INL in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. Partendo infatti dalle misure di incentivi fiscali per interventi di recupero edilizio, avrà certamente luogo una intensificazione dell’attività nel settore, rendendosi necessari incrementi dei controlli volti a verificare il rispetto degli adempimenti in materia di tutela della salute e della sicurezza.
Uno degli ultimi punti riguarda il lavoro sommerso e il caporalato: il rischio di espansione dell’economia sommersa ed illegale impone infatti un’intensificazione degli accertamenti in concomitanza con le fasi di incremento delle attività produttive. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata al contrasto del lavoro fittizio e dell’eventuale occupazione in nero di lavoratori stranieri interessati dalle recenti procedure di emersione.
I macrofenomeni di irregolarità andranno verificati in via prioritaria nei settori dell’agricoltura; dell’edilizia; della logistica, trasporti e grande distribuzione; dei servizi alle imprese; della gig economy e di quei settori economici che abbiano operato in continuità, tra i quali alcuni settori del terziario, servizi di assistenza alle famiglie, attività riservata di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro, aziende che hanno riconvertito la propria produzione.
Con specifico riferimento ai profili previdenziali, rivestiranno carattere di priorità di intervento gli ambiti del settore manifatturiero; della logistica e del trasporto aereo; delle aziende di delivery e lavoro etero-organizzato in genere, anche tramite piattaforme digitali; delle grandi aziende di produzione e servizi; delle pubbliche amministrazioni e delle cooperative di produzione e lavoro. Infine, per quanto concerne gli aspetti assicurativi, gli accertamenti saranno rivolti nei confronti delle aziende che svolgono un’attività non coerente con quella denunciata all’INAIL, al fine di regolarizzare le posizioni assicurative e di ripristinare condizioni di equa concorrenza nel mercato del lavoro. I settori di prioritario intervento saranno quelli della logistica e trasporti, con particolare riferimento alle aziende che dispongono di mezzi di trasporto pesanti; della grande distribuzione, con particolare riguardo alle aziende che dichiarano imponibili elevati e che utilizzano attrezzature motorizzate di movimentazione merci, previa verifica negli archivi dell’Agenzia delle entrate; metalmeccanico, con verifica sulle linee produttive di aziende che hanno denunciato produzione di minuteria metallica; delle pulizie e sanificazione, nei confronti di aziende che, alla luce della emergenza in corso, hanno ampliato l’attività con la sanificazione e la disinfezione degli ambienti; dell’amianto, nei confronti di aziende che ne effettuano la rimozione; della produzione prodotti da forno, verso aziende del settore Industria la cui voce di rischio nella nuova Tariffa 2019 corrisponde solo parzialmente alle lavorazioni ricomprese nella pregressa voce di Tariffa 2000.

 

Per approfondire:

https://www.ispettorato.gov.it/it-it/Attivita/Documents/Documento-di-programmazione-vigilanza-2021-signed.pdf

 

 

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