Impatto dell’epidemia COVID-19 sulla mortalità: cause di morte nei deceduti positivi a SARS-CoV-2 a cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza

23 luglio 2020 – Lo scorso 16 luglio è stato pubblicato da Istat e ISS il report aggiornato dedicato alla mortalità da Covid-19. In esso, sono state analizzate le informazioni riportate dai medici in 4.942 schede di morte, riguardanti soggetti diagnosticati positivi al SARS-CoV-2 (il 15,6% del totale dei decessi notificati al Sistema di Sorveglianza Integrata ISS fino al 25 maggio). Nello specifico, il COVID-19 è risultato essere la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al test SARS-CoV-2, mentre per il restante 11% le cause di decesso sono malattie cardiovascolari (4,6%), tumori (2,4%), malattie del sistema respiratorio (1%) o diabete (0,6%). COVID-19 è una malattia che può rivelarsi fatale anche in assenza di concause. Non ci sono infatti concause di morte preesistenti a COVID-19 nel 28,2% dei decessi analizzati, percentuale simile nei due sessi e nelle diverse classi di età. Solo nella classe di età 0-49 anni la percentuale di decessi senza concause è più bassa, pari al 18%.
La quota di deceduti in cui COVID-19 è la causa direttamente responsabile della morte varia in base all’età, raggiungendo il valore massimo del 92% nella classe 60-69 anni e il minimo (82%) nelle persone di età inferiore ai 50 anni. Associate a COVID-19, le concause più frequenti che contribuiscono al decesso risultano essere le cardiopatie ipertensive (18% dei decessi), il diabete mellito (16%), le cardiopatie ischemiche (13%), i tumori (12%).

Per approfondire:

Report_Istat_ISS_luglio