Commissione europea: Rapporto UE sull’occupazione a cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza

19 novembre 2020 – In data 18 ottobre 2020, la Commissione europea ha presentato la ‘Proposal for a Joint Employment Report 2021’, nell’ambito dell’Autumn Package a preludio del semestre europeo. Il Rapporto fornisce una panoramica annuale dei principali sviluppi occupazionali e sociali nell’Unione europea.
Riportando alcuni dati, l’occupazione totale – che era aumentata di 15 milioni dalla metà del 2013 – è diminuita di 6,1 milioni di persone tra il quarto trimestre del 2019 e il secondo trimestre del 2020: il calo più netto osservato in due trimestri successivi. Pertanto, dopo sei anni di sviluppo positivo verso l’obiettivo occupazionale di Europa 2020, proprio nel 2020 il tasso di occupazione si è allontanato da esso.
Inoltre, la repentina riduzione dell’orario di lavoro e le ulteriori misure di salvaguardia del mercato del lavoro, insieme al calo dei tassi di attività, ha portato finora a un aumento solo moderato del tasso di disoccupazione, attestatosi ad 1 punto percentuale fino a settembre 2020. Tuttavia, la disoccupazione giovanile (15-24) è aumentata in modo più marcato e la quota di giovani non occupati né impegnati in percorsi di istruzione o formazione (NEET) è aumentata vertiginosamente.
Stagnante è invece il divario di genere: sebbene dal 2013 i tassi di occupazione femminile siano aumentati, il divario retributivo di genere è solo leggermente migliorato, nonostante le donne abbiano un livello di istruzione medio più elevato.
Un ulteriore warning è lanciato in relazione ai soggetti più vulnerabili, con particolare riferimento alle persone con disabilità, ai migranti e alle famiglie con figli, maggiormente esposti al rischio di povertà a causa della pandemia.
Alla luce di questo quadro, la Commissione europea ha proposto delle raccomandazioni rivolte agli Stati membri al fine di sostenere il mercato del lavoro durante e dopo la pandemia. Anzitutto, gli Stati sono chiamati a mantenere le misure di riduzione dell’orario di lavoro per tutto il tempo necessario, associandoli a programmi di miglioramento delle competenze e di riqualificazione professionale. Inoltre, non appena le condizioni lo consentiranno, sarà necessario introdurre misure di sostegno alla riallocazione della manodopera, ad esempio tramite incentivi alle assunzioni, in particolare verso l’economia verde e digitale, proteggendo i lavoratori durante la transizione.
Gli Stati membri dovranno introdurre misure a garanzia di ambienti di lavoro sicuri, adattati alle perduranti esigenze di distanziamento sociale, rendendo ampliamente disponibili schemi di lavoro flessibili.
Sarà poi fondamentale introdurre misure che sostengano il mercato del lavoro e le opportunità di miglioramento delle competenze per far fronte all’aumento della disoccupazione giovanile, in particolare attraverso il sostegno all’apprendistato (in particolare nelle PMI), agevolazioni per l’assunzione, infrastrutture per l’apprendimento, nuove tecnologie e attrezzature da lavoro.
Ulteriore asset d’intervento dovrà riguardare gli investimenti nei servizi pubblici per l’impiego, soprattutto per aumentare la loro capacità, modernizzare la loro infrastruttura ICT, rafforzare i sistemi di profiling e fornire al personale competenze adeguate.
La Commissione europea, inoltre, invita a promuovere la contrattazione collettiva e innovare la regolamentazione del mercato del lavoro e dei sistemi fiscali e previdenziali, allo scopo di ridurne la frammentarietà e promuovere lavori di qualità, assicurando al contempo ai lavoratori atipici e autonomi un adeguato accesso alla protezione sociale.
E ancora, è urgente investire nella qualificazione e riqualificazione professionale, soprattutto al fine di rafforzare le competenze digitali e, parallelamente, i sistemi di apprendimenti, anche mediante la partnership pubblico-privata.
Anche i sistemi di protezione sociale necessitano di essere rivisitati al fine di razionalizzarli e renderli maggiormente inclusivi. Parallelamente, per garantire inclusione nel mercato del lavoro, gli Stati membri sono chiamati a potenziare i servizi di educazione e cura per l’infanzia e di assistenza per le persone più anziane, alleggerendo gli oneri familiari.
Infine, ulteriori raccomandazioni riguardano gli investimenti nelle abitazioni per i meno abbienti nonché nelle capacità del sistema sanitario, sia in termini di digitalizzazione che di copertura sanitaria e riqualificazione professionale per gli operatori sanitari.

Per approfondire:

Joint_Employment_Report_2021