Green pass: le nuove modalità di verifica della certificazione verde

Roma, 20 ottobre 2021 – Con il DPCM del 12 ottobre 2021 sono state apportate modifiche al DPCM  del 17 giugno 2021 in tema di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo.
Tra le modifiche apportate di particolare interesse è quella attinente le modalità di verifica del possesso del Green pass nell’ambito lavorativo pubblico e privato, infatti a seguito della novella oltre all’app “VerificaC19” saranno rese disponibili dal Ministero della Salute ai datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni verdi in corso di validità del personale effettivamente in servizio, di cui è previsto l’accesso ai luoghi di lavoro, senza rivelare le ulteriori informazioni conservate, o comunque trattate, nell’ambito della Piattaforma nazionale-DGC. Tali verifiche potranno avvenire attraverso:

  1. l’utilizzo di un pacchetto di sviluppo per applicazioni (Software Development Kit-SDK), rilasciato dal Ministero della Salute con licenza open source, che consente di integrare nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze (o della temperatura, come precisato in una faq della Presidenza del Consiglio dei Ministri), le funzionalità di verifica della Certificazione verde COVID-19, mediante la lettura del QR code;
  2. una interazione, in modalità asincrona, tra la Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per la gestione del personale delle pubbliche amministrazioni, e la PN-DGC per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei dipendenti pubblici degli enti aderenti a NoiPA;
  3. una interazione, in modalità asincrona, tra il Portale istituzionale INPS, e la PN-DGC, per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei dipendenti dei datori di lavoro, con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA;
  4. una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi informativi di gestione del personale delle amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, e la PN-DGC, per la verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 in corso di validità da parte dei propri dipendenti.

Nel provvedimento in commento è stato precisato che le funzionalità di verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID-19 di cui alle lettere b) e c) sono attivate previa richiesta del datore di lavoro e sono rese disponibili al solo personale autorizzato alla verifica per conto del datore di lavoro. Mentre la funzionalità di verifica del possesso delle Certificazioni verdi COVID 19 di cui alla lettera d) è attivata previa autorizzazione e accreditamento, sulla base di apposita convenzione con il Ministero della Salute.
Il pacchetto di sviluppo per applicazioni di cui alla lettera a) può essere utilizzato per la verifica della Certificazione verde COVID-19 anche in ambiti diversi da quello lavorativo, e può altresì essere utilizzato come riferimento per la realizzazione di ulteriori librerie software, nel rispetto di determinate condizioni.
In merito all’uso del pacchetto di sviluppo per applicazioni (di cui alla lettera a) e delle librerie software, è stato precisato che il trattamento dei dati personali deve essere effettuato limitatamente alle informazioni pertinenti e alle operazioni strettamente necessarie alla verifica della validità del Green pass. È infatti vietato conservare il codice a barre bidimensionale (QR code) delle certificazioni verdi COVID-19 sottoposte a verifica, nonché estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori le informazioni rilevate dalla lettura dei QR code e le informazioni fornite in esito ai controlli.
È stato anche stabilito che nell’attesa del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi COVID-19 da parte della piattaforma nazionale DGC, i soggetti interessati possano avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano una delle condizioni per il rilascio del Green pass (di cui al co. 2, lettere a), b) e c), art. 9 d.l. n. 52/2021).
Il legislatore ha anche previsto che nel caso in cui, all’esito delle verifiche effettuate con le modalità di cui alle su elencate lettere b), c) e d), l’interessato non risulti in possesso di una certificazione verde COVID-19 in corso di validità, lo stesso abbia diritto di richiedere che la verifica della propria certificazione verde COVID-19 sia nuovamente effettuata al momento dell’accesso al luogo di lavoro mediante all’app “VerificaC19.

Per approfondire: DPCM_12_OTTOBRE_2021