Formazione sulla sicurezza sul lavoro: le proposte della Consulta per la Prevenzione

7 giugno 2022 – La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) ha elaborato un documento che contiene alcune proposte sulla revisione della disciplina in materia di formazione obbligatoria sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (SSL). Il documento assume particolare valore a fronte della prossima approvazione del nuovo Accordo Stato-Regioni in materia, come stabilito dalla legge n. 215/2021.
In linea generale, la Consulta evidenzia la complessità del quadro regolatorio delineato dal Testo Unico Sicurezza (TUS) e dagli Accordi Stato-Regioni vigenti. È dunque necessario operare un intervento di razionalizzazione e semplificazione normativa.
Inoltre, è opportuno eliminare la separazione concettuale tra formazionale al lavoro e formazione sulla sicurezza; piuttosto, è opportuno creare percorsi formativi integrati al lavoro sicuro.
La formazione necessita poi di maggiore flessibilità, dal momento che il mondo del lavoro è sempre più caratterizzato da rapporti instabili, da mansioni variabili e dallo stravolgimento del “luogo” e del “tempo” di lavoro. Si tratta di organizzare una formazione a misura dell’individuo e delle caratteristiche del suo lavoro.
Altro tema affrontato è il coinvolgimento del sistema di istruzione. In particolare, i percorsi formativi per i professionisti coinvolti a vario titolo nella gestione prevenzionistica (Medici del lavoro, RSPP, consulenti, ecc.) e per le figure aziendali in apice (datore di lavoro, dirigente, preposto, ecc.) devono prevedere interventi a partire dai programmi dei corsi di laurea e specializzazione. Ulteriore versante riguarda gli enti formatori, la cui qualificazione deve essere attestata allo scopo di garantire una formazione efficacie e di qualità. Ad essere carente è poi il sistema dei controlli e la sostanziale assenza di un sistema di verifica successiva alla formazione e all’addestramento. È per questo necessario istituire un Piano Nazionale dei Controlli in grado di valutare la qualità della formazione. Il CIIP infatti denuncia il proliferare di «proposte formative assolutamente inadeguate con formatori non qualificati e spesso improvvisati che hanno creato un mercato di adempimenti formali e in alcuni casi truffaldino».
Oltre a meccanismi di controlli periodici presso enti formatori e in azienda, la Consulta propone la creazione di un sistema di accreditamento unico che attesti il possesso dei requisiti strutturali e organizzativi e l’implementazione delle verifiche sulla competenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Inoltre, si rende necessaria la creazione di un libretto formativo, con obbligo di aggiornamento a carico degli enti formatori, allo scopo di tracciare gli adempimenti formativi.
Ulteriore intervento prospettato è la revisione dei criteri per acquisire e mantenere la qualifica di formatore, affinché siano garantire le competenze tecnico-professionali e didattiche sulle singole aree tematiche.
La CIIP, inoltre, rimane scettica sull’uso della formazione a distanza. Infatti, secondo la Consulta, la formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti dovrebbe essere svolta preferibilmente in presenza. Solo in alcuni casi, è suggerito l’impiego dell’apprendimento da remoto, come ad esempio nel caso di presenza di competenze ad elevato profilo professionale o di elevata numerosità della popolazione lavorativa.
Vale inoltre la pena evidenziare le proposte sulla formazione del datore di lavoro, il cui obbligo è stato recentemente introdotto. Nel dettaglio, la Consulta propone una differenziazione tra tipologie di datori di lavoro: da una parte, i titolari di grandi aziende, gli amministratori delegati, i direttori generali e i direttori di stabilimento con delega; dall’altra, i lavoratori autonomi, gli artigiani, i commercianti e i professionisti con collaboratori.
Tra le altre proposte, infine, si annovera l’introduzione di momenti formativi nelle scuole per la diffusione della cultura della sicurezza. In particolare, è proposta l’integrazione della tematica di salute e sicurezza all’interno delle materie curriculari, sin dalle scuole materne, allo scopo di assicurare continuità didattica. Questo progetto richiede evidentemente una formazione specifica anche a beneficio degli insegnanti, magari coinvolgendo i Servizi PSAL dei Dipartimenti di Prevenzione.

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