Diritto al voto dei disabili: non in tutta l’Unione Europea è garantito A cura dell’Ufficio Servizi Istituzionali e Legali

Roma, 22 aprile 2021 – In otto Stati membri dell’Unione Europea i cittadini non possono votare per il loro candidato alle elezioni europee o ad altre elezioni se non sono in buona salute e fisicamente in grado di recarsi al seggio. In 18 Stati membri una persona non vedente non può votare senza assistenza. Se una persona ha una disabilità che le impedisce di usare le mani, non può votare nei nove paesi in cui il candidato viene scelto scrivendo il suo nome, quello del suo partito oppure il numero di identificazione sulla scheda elettorale. A denunciare questa situazione è Krzysztof Pater, componente del CESE – Comitato Economico Sociale Europeo –  che tra il 2016 e la fine del 2018 ha condotto indagini in 27 Stati membri, registrando in maniera dettagliata tutti i limiti e gli ostacoli che gli elettori con disabilità dovevano affrontare e giungendo alla conclusione che, per via di barriere giuridiche e tecniche, nessuno dei paesi dell’UE può garantire che le elezioni siano accessibili a tutti. I risultati dell’indagine sono pubblicati nella relazione informativa “La realtà del diritto di voto delle persone con disabilità alle elezioni del Parlamento europeo”, adottata dal CESE due mesi prima delle elezioni europee del maggio 2019. In seguito, nella stessa tornata elettorale il numero di persone escluse dal voto a causa di problemi di salute mentale o disabilità intellettuali si è dimezzato, pur rimanendo elevato, con 400.000 persone impossibilitate a esercitare il loro diritto di voto in ben 14 Stati membri dell’UE.
L’appello di Pater è di agire con urgenza per garantire che nel 2024, quando si terranno le prossime elezioni del Parlamento Europeo, tutte le persone con disabilità possano effettivamente esercitare il loro diritto di voto. 
Il 2 dicembre 2020, alla vigilia della Giornata internazionale delle persone con disabilità, il CESE ha adottato un parere che fa seguito alla relazione del 2019 e nel quale si invita il Parlamento Europeo, il Consiglio dell’UE e gli Stati membri a emendare con urgenza l’Atto elettorale del 1976. Più in particolare, si chiede che vengano chiariti i principi di suffragio diretto e di segretezza delle elezioni menzionati nell’Atto. Il CESE chiede inoltre che l’Atto contenga una dichiarazione per cui nessun cittadino dell’UE può essere privato del diritto di voto alle elezioni del Parlamento europeo a causa di una disabilità o di uno stato di salute sulla base di norme nazionali, per consentire di “applicare in tutta l’UE delle norme atte a garantire un effettivo diritto di voto per le persone con disabilità, conformemente all’articolo 29 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità”.