Coronavirus, la sentenza 516/2020 annulla le multe per violazione della quarantena a cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza ANMIL

Frosinone, 29 luglio 2020 – Una sentenza, la 516/2020, che potrebbe aprire futuri scenari imprevisti.
L’11 aprile 2020 il signor C.C. era stato multato per aver violato l’obbligo di restare in casa. Dopo aver presentato ricorso, quest’ultimo è stato giudicato fondato e non dovrà pagare la sanzione. In nessuna parte della Costituzione esiste infatti, si legge nella sentenza, lo stato di emergenza come potere conferito al governo per motivi sanitari. Vi si può ricorrere solo per terremoti, incendi, alluvioni, valanghe, o per inquinamento. E questo potere non è nelle mani del solo presidente del Consiglio dei ministri. Al fatto che il tutto fosse poi stato sanato tramite decreto legge,  il giudice di pace ha risposto citando l’articolo 13 della Costituzione: «La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria».
Ne deriva un abuso di poteri messo in atto dal governo. “La libertà di circolazione – ha asserito il giudice – non può essere confusa con la libertà personale: i limiti della libertà di circolazione attengono a luoghi specifici il cui accesso può essere precluso, perché, ad esempio, pericolosi; quando invece il divieto di spostamento non riguarda i luoghi, ma le persone, allora la limitazione si configura come limitazione della libertà personale”, ricordando che “nell’ordinamento giuridico italiano, l’ordine di rimanere nella propria abitazione non può essere imposto dal legislatore, ma solo dall’autorità giudiziaria con atto motivato”.

Per approfondire:

Sentenza_516_2020