Conversione in legge del D.L. sulle misure urgenti per la ripresa delle attività economiche e sociali

Legge n. 87 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, recante misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione

(Parlamento, 17 giugno 2021)

È stata pubblicata nella G.U. del 21 giugno 2021 n. 146 la legge 17 giugno 2021 n. 87 di conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 22 aprile 2021 n. 52 (c.d. decreto Riaperture).
In sede di conversione è stata confermata al 31 di luglio 2021 l’efficacia delle misure di cui al d.P.C.M. del 2 marzo 2021, e il termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure finalizzate alla prevenzione del contagio ai sensi dei d.l. n. 19 e 33 del 2020.
Nel dettaglio il d.l. n. 52/2021, come convertito nella legge n. 87/2021, reca:

  • disposizioni per il ripristino della disciplina delle zone gialle e ulteriori misure per contenere e contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • misure relative agli spostamenti;
  • misure concernenti gli accessi nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie;
  • Protocollo per le relazioni con i familiari dei pazienti affetti da COVID-19 presso le strutture sanitarie;
  • misure concernenti le uscite temporanee degli ospiti dalle strutture residenziali;
  • disposizioni urgenti per le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado e per l’istruzione superiore;
  • disposizioni per i corsi di formazione;
  • misure per le attività dei servizi di ristorazione;
  • misure per le attività commerciali all’interno di mercati e centri commerciali;
  • disposizioni per gli spettacoli aperti al pubblico ed eventi sportivi;
  • disposizioni per musei e altri istituti e luoghi della cultura;
  • disposizioni per piscine, centri natatori, palestre e sport di squadra e centri benessere;
  • disposizioni per gli impianti nei comprensori sciistici;
  • misure per fiere, convegni e congressi;
  • disposizioni per centri termali e parchi tematici e di divertimento;
  • disposizioni per centri culturali, centri sociali e ricreativi, feste e cerimonie;
  • misure per le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò
  • misure in materia di trasporto aereo di linea di passeggeri;
  • procedure selettive per l’accesso alla professione di autotrasportatore;
  • voucher taxi.

Il provvedimento prevede anche, all’art. 9, l’introduzione, sul territorio nazionale, delle cosiddette “certificazioni verdi Covid-19”, comprovanti lo stato di: avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 (validità 9 mesi a far data dal completamento del ciclo vaccinale); la guarigione dall’infezione (validità 6 mesi a far data dall’avvenuta  guarigione); l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo (validità 48 ore dall’esecuzione del  test).
Inoltre, il d.l. n. 52/2021 convertito in legge n. 87/2021 reca numerose proroghe di termini, tra cui al 31 dicembre 2021, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato, del termine per l’utilizzo della procedura semplificata di comunicazione dello smart working. 
Precisamente, per quanto concerne il settore privato l’art. 11 (Proroga dei termini correlati con lo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19) del d.l. in commento ha disposto che i termini previsti dalle disposizioni legislative di cui all’Allegato 2 siano prorogati fino al 31 luglio 2021, ad esclusione di alcune disposizioni prorogate fino al 31 dicembre 2021. Tra quest’ultime sono annovverate (al punto 24) quelle concernenti lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità agile nel settore privato, riportate nell’art. 90, commi 3 e 4 del d.l. 19 maggio 2020 n. 34 (convertito con modifiche dalla legge 17 luglio 2020 n. 77).
Per cui adesso – ai sensi dell’art. 90 comma 3, d.l. n. 34/2020 – fino al 31 dicembre 2021 i datori di lavoro del settore privato devono comunicare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile. Inoltre, a norma del comma 4 dell’articolo 90, fino al 31 dicembre 2021, la modalità di lavoro agile può essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali. A riguardo gli obblighi di informativa sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito internet dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL);
Nel pubblico impiego, confermate invece le previsioni che già erano state introdotte dall’abrogato d.l. 30 aprile 2021 n. 56 in modifica dell’art. 263 del d.l.  n.  34/2020 (convertito con modificazioni in legge n. 77/2020) e dell’art. 14, comma 1, della legge n. 124/2015 e quindi:

  • le P.A., fino alla definizione della disciplina del lavoro agile da parte dei contratti collettivi, ove previsti, e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021 devono organizzare il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l’utenza, applicando il lavoro agile con le misure semplificate, pertanto prescindendo dagli accordi  individuali  e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81/2017, a condizione però che l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente;
  • in tema di promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche devono essere adottate misure organizzative volte a fissare obiettivi annuali per l’attuazione non solo del telelavoro ma anche del lavoro agile;
  • entro il 31 gennaio di ciascun anno, le P.A. devono redigere il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA) che ne individui le modalità attuative prevedendo, per le attività che possono essere svolte in smart working, che almeno il 15% dei dipendentipossa avvalersene, garantendo che gli stessi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera, definendo le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti. In caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica almeno al 15% dei dipendenti, ove lo richiedano.

Infine si segnala che la legge n. 87/2021 di conversione del d.l. n. 52/2021 ha previsto l’abrogazione anche del d.l. 18 maggio 2021 n.  65, con l’assorbimento (all’art. 10-bis) della previsione che i Protocolli e le linee guida (di cui all’articolo 1, comma 14, del DL n. 33/2020) siano adottati e aggiornati con ordinanza del Ministro della Salute, di concerto con i ministri competenti per materia o d’intesa con la Conferenza delle regioni e delle province autonome.

Per approfondire testo_coordinato_dl_22_aprile_2021_n_52_legge_17_giugno_2021_n_87  LEGGE_17_giugno_2021_n_87