Inps, chiarimenti sulla Cassa Integrazione per operai agricoli a cura dell'Ufficio Salute e Sicurezza ANMIL

Roma, 12 agosto 2020 – L’Inps, tramite il messaggio n. 3109, ha fatto chiarezza circa quanto disposto dall’articolo 68 del decreto-legge n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, avente modificato l’articolo 19 del decreto-legge n. 18/2020, inserendo il comma 3-bis, secondo il quale il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore (90 giornate) e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda di cui all’articolo 8 della legge 8 agosto 1972, n. 457, pari a 181 nell’anno solare di riferimento. Il trattamento, si legge, è concesso per un periodo massimo di 90 giorni, dal 23 febbraio 2020 al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo entro il 31 dicembre 2020.
Per l’erogazione della prestazione di CISOA con causale “CISOA DL RILANCIO”, viene chiarito dall’Istituto che rimane inalterata la possibilità per le aziende di anticipare le prestazioni nei confronti dei soli operai agricoli a tempo indeterminato e di conguagliare successivamente gli importi anticipati, valorizzando il flusso uniemens (PosAgri) secondo le consuete modalità di eleborazione.
Per quanto concerne infine il pagamento diretto, tale modalità di erogazione della prestazione di CISOA è prevista in modo esclusivo per gli impiegati a tempo indeterminato. In via di eccezione, per le domande con causale “CISOA DL RILANCIO”, la predetta modalità è consentita anche per gli operai a tempo indeterminato. Inoltre,per la predetta causale, l’azienda può chiedere il pagamento diretto senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.

Per approfondire:

Messaggio_INPS_3109