Approvati decreti sul miglioramento condizioni di lavoro

Roma, 23 giugno 2022 – In data 22 giugno 2022, il Consiglio dei ministri ha approvato gli schemi di decreti legislativi che recepiscono due direttive sociali europee: la direttiva (UE) 2019/1158 relativa all’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e la direttiva (UE) 2019/1152, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea.
Rispetto alla prima direttiva, lo scopo è quello di migliorare la conciliazione vita-lavoro per tutti i lavoratori con oneri di cura come genitori e/o prestatori di assistenza (c.d. caregivers), con l’obiettivo ultimo di incoraggiare un’equa condivisione delle responsabilità familiari tra uomini e donne e, dunque, di promuovere la parità di genere in famiglia e nel mondo del lavoro. A tale scopo, il recepimento è intervenuto in modifica di diversi testi di legge, tra cui il Testo unico a sostegno della genitorialità (d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151) e la Legge-quadro in materia di disabilità (legge n. 104/1992). Tra le principali novità, si inscrivono:

  • l’entrata a regime del nuovo congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni lavorativi, fruibili dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto. Si tratta di una misura autonoma rispetto al congedo di paternità “alternativo” che invece spetta solo in caso di morte, infermità o abbandono del bambino da parte della madre.
  • L’aumento, da 10 a 11 mesi, della durata complessiva del diritto al congedo parentale spettante al genitore solo.
  • L’aumento, da 6 a 9 mesi, per il congedo parentale coperto da indennità nella misura del 30%.
  • L’aumento, da 6 a 12 anni, dell’età del bambino entro la quale i genitori, anche adottivi e affidatari, possono fruire del suddetto congedo parentale.
  • L’estensione del diritto all’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste.
  • La priorità di lavoro in modalità agile, nel pubblico e nel privato, riservata alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori con figli fino a 12 anni di età o con figli con disabilità, in questo caso senza limiti di età. La priorità è concessa anche ai caregiver.

Come misure di enforcement, sono previste sanzioni in capo ai datori di lavoro che ostacolano la fruizione del congedo di paternità obbligatorio. Gli stessi datori di lavoro non potranno ottenere la certificazione della parità di genere, qualora adottino tali condotte nei due anni precedenti la richiesta di certificazione. Sono inoltre previste iniziative per informare e promuovere le nuove misure, soprattutto attraverso specifici servizi digitali messi a disposizione dall’Inps.
Riguardo invece il recepimento della seconda direttiva, lo schema di decreto modifica ed integra alcune disposizioni di legge (tra cui il d.lgs. 26 maggio 1997, n. 152) sull’obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro. Pertanto, le nuove disposizioni prevedono:

  • nuove tutele minime per il miglioramento della prevedibilità e della chiarezza in materia di trasparenza delle suddette informazioni. Preme sottolineare che queste tutele si applicano anche ai lavoratori non standard, come i collaboratori coordinati e continuativi, i collaboratori etero-organizzati e i lavoratori occasionali.
  • Ampliamento del campo dei beneficiari della disciplina sugli obblighi informativi anche agli stessi lavoratori non standard.

(Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, 22 giugno 2022)