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Presentata a Bilbao la “Carta di Urbino” per il benessere della persona che lavora

Presentata a Bilbao la “Carta di Urbino” per il benessere della persona che lavora

3 marzo 2023 – Si è tenuta ieri mattina a Bilbao, presso il Centro Conferenze “Euskalduna Bilbao”, la conferenza stampa di presentazione della Carta di Urbino, una dichiarazione d’intenti per la promozione del benessere dei lavoratori nei luoghi di lavoro. L’evento è stato presentato dalla Fondazione Rubes Triva e l’Osservatorio Olympus dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo con la collaborazione di Inail e focal point dell’Agenzia Europea Osha.
La conferenza, moderata dal Giornalista Rai Filippo Gaudenzi, è stata introdotta dai saluti istituzionali di Angelo Curcio, Presidente della Fondazione Rubes Triva e Franco Bettoni, Presidente Inail, con la partecipazione di Paolo Pascucci, Docente di Diritto del Lavoro all’Università di Urbino e Presidente CTS Festival Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro, William Cockburn, Direttore Esecutivo dell’Agenzia Europea – OSHA, Giuseppe Casale, Direttore a.i. ITCILO, Valeria Ronzitti, Segretaria Generale SGI Europe e Ignacio Doreste, Consulente Senior ETUC.  Le conclusioni sono state affidate a Giuseppe Mulazzi, Direttore della Fondazione Rubes Triva
L’evento è stato organizzato al fine di divulgare i punti della Carta di Urbino che, nella volontà dei promotori, ha l’obiettivo di sollecitare una riflessione sulle problematiche relative al tema della prevenzione, stimolando, al tempo stesso, l’attenzione verso i valori irrinunciabili per l’effettiva tutela della salute, della sicurezza e del benessere di chi lavora.
La Carta di Urbino – ha sottolineato il prof. Paolo Pascucci – contiene un decalogo di principi fondamentali in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro nonché del benessere organizzativo in ogni ambito, privato e pubblico che l’Osservatorio Olympus e la Fondazione Rubes Triva sottopongono all’attenzione di tutti coloro che hanno a cuore questo tema imprescindibile per la civiltà del lavoro, auspicando che vi si riconoscano e vogliano sottoscriverla.
Nello specifico, la predetta Carta, così come è stato illustrato, si compone di 10 principi e vuole rappresentare soprattutto uno strumento di sensibilizzazione popolare sul tema della prevenzione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, specie in considerazione delle sfide dell’evoluzione del mondo del lavoro che sollecitano risposte rapide ed adeguate a garantire un lavoro sano, sicuro e dignitoso, evitando il proliferare delle tante e quotidiane morti di lavoratori. Nell’incipit della Carta di Urbino, infatti, si promuove l’importanza della sacralità della vita umana affermando che “L’integrità psico-fisica della persona è un bene assoluto per la comunità”. Diversi i punti richiamati: l’importanza di incentivare una formazione e informazione che incida sul modo di essere e di agire delle persone che lavorano; la necessità di elaborare un documento di valutazione dei rischi efficiente e adottare un sistema organizzato di prevenzione fondato su adeguate politiche aziendali, ispirate a principi etici e non solo economici, con il coinvolgimento effettivo nei processi decisionali dei rappresentanti delle persone che lavorano; la fondamentale collaborazione sinergica da un lato degli attori istituzionali e sociali nel porre in essere efficaci politiche di prevenzione e dall’altro di tutte le persone che lavorano, mediante un approccio collaborativo e solidale che valorizzi l’apporto di ciascuno, per un efficace organizzazione del sistema di prevenzione.
Il fine della Carta di Urbino – come dichiarato dal direttore della Fondazione, Giuseppe Mulazzi – è quello di mutare la veste culturale del paese. Infatti, secondo il direttore, non si è ancora fatto abbastanza per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e, per tali ragioni, invita a sottoscrivere la Carta tutti coloro che condividono la necessità di richiamare questi principi in tutti i momenti dell’attività: produttiva, convegnistica, di relazione e, soprattutto, formativa. Ciò, ha precisato Mulazzi, è indispensabile a maggior ragione in questa fase di cambiamento che deve portare maggiore comprensione per quello che si deve fare ma, soprattutto, per quello che si deve essere.
L’evento, oltre a presentare il contenuto della Carta, ha sancito ufficialmente l’apertura delle sottoscrizioni per l’adesione al Festival Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro organizzato dalla Fondazione Rubes Triva e dall’Università degli Studi di Urbino.  Il Festival, non solo rappresenta un momento di approfondimento e confronto a livello accademico, istituzionale e delle parti sociali, per la diff­usione della cultura della sicurezza e la promozione della salute nei luoghi di lavoro, ma si propone di essere anche una manifestazione a partecipazione popolare, un evento culturale che coinvolga tutti i cittadini, mirando alla costruzione di una cultura condivisa e partecipata. Se da un lato è vero che la salute e sicurezza sul lavoro sono un ambito disciplinare ben definito, è altrettanto evidente la necessità di uscire dal perimetro tecnico degli addetti ai lavori per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla centralità della persona e sulla tutela della sua dignità. Ed è proprio con questo spirito nasce la Carta di Urbino sottoposta all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini europei.
La Carta sarà poi oggetto di discussione pubblica in occasione della sessione finale della seconda edizione del Festival Internazionale della Salute e della Sicurezza sul Lavoro che l’Osservatorio Olympus e la Fondazione Rubes Triva organizzeranno ad Urbino, nella Sala del Trono di Palazzo Ducale, dal 21 al 23 giugno 2023.

Per consultare la Carta di Urbino e procedere alla sua sottoscrizione clicca qui 

 

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