Strage Casteldaccia, procura nomina 2 consulenti

Roma, 15 maggio 2024 – La Procura di Termini Imerese ha nominato i consulenti che, insieme ai tecnici dei Vigili del Fuoco, scenderanno nell’impianto di sollevamento dove hanno perso la vita il socio della Quadrifoglio Group srl di Partinico, Epifanio Alsazia, e gli operai Roberto Raneri, Ignazio Giordano, Giuseppe Miraglia e Giuseppe La Barbera. Sono stati scelti come consulenti i torinesi Ivo Pavan, docente universitario di chimica industriale, e l’ingegnere chimico Maurizio Onofrio.
Il loro compito sarà quello di capire cosa sia accaduto il 6 maggio, quando i lavoratori, senza protezioni adeguate, sono scesi nell’impianto e sono stati investiti dal gas e dai liquami che non hanno lasciato loro scampo. Dovranno comprendere cosa abbia trasformato quella vasca a sei metri di profondità in una camera a gas letale per gli operai.
Gli agenti della squadra mobile, diretti da Marco Basile, avranno il compito di eseguire tutti gli accertamenti sull’appalto e stabilire le responsabilità. Dovranno indagare dalla società committente dei lavori di spurgo dei pozzetti, l’Amap, alla Tek che si è aggiudicata l’appalto, fino alla Quadrifoglio Group che aveva preso in subappalto parte dei lavori. Attualmente, gli indagati sono tre: Nicolò Di Salvo, titolare della Quadrifoglio, Gaetano Rotolo, direttore dei lavori dell’Amap, e Giovanni Anselmo, amministratore unico della Tek Infrastrutture srl di San Cipirello.
Sarà necessario comprendere perché Rotolo, la mattina della tragedia, abbia aperto le porte dell’impianto di sollevamento agli operai che non riuscivano a liberare la fognatura dall’ostruzione, e perché questi siano scesi senza le maschere e le dotazioni necessarie, compreso lo strumento per rilevare la presenza di gas. Nei prossimi giorni, anche gli avvocati che assistono le vittime, come Giuseppe Emanuele Greco, Ornella Cialona e lo Studio 3A, nomineranno i propri consulenti per partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili che si eseguiranno nel luogo della tragedia.
L’intera vicenda richiede una meticolosa ricostruzione degli eventi e delle decisioni prese, per assicurare che giustizia sia fatta e per prevenire che tragedie simili possano accadere in futuro.