Primo trimestre 2024: un bilancio infortunistico di moderato ottimismo di F. D’Amico

Franco D’Amico è il Coordinatore dei Servizi Statistico-Informativi ANMIL e autore degli approfondimenti di questa sezione. Statistico ed Attuario professionista, ha operato da sempre in campo statistico, socioeconomico ed attuariale, con particolare riferimento alle tematiche inerenti il fenomeno infortunistico e tecnopatico, l’assicurazione, la prevenzione e la sicurezza sul lavoro.  
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Roma, 3 maggio 2024 – Anche in questo primo scorcio dell’anno è proseguito il solito, tragico stillicidio di morti sul lavoro che hanno insanguinato indistintamente tutte le aree territoriali del Paese. C’è stato anche, in questo periodo, un episodio che ha avuto un impatto emozionale molto forte sull’opinione pubblica: l’esplosione avvenuta il 9 aprile nella centrale idroelettrica di Suviana, in provincia di Bologna, che ha causato ben sette vittime e alcuni feriti.
Si tratta di tragedie che troppo spesso si ripetono nei nostri luoghi di lavoro e che nell’immaginario collettivo potrebbero indurre a pensare ad una pesante recrudescenza del fenomeno. Ma, fortunatamente, le statistiche, che in questi casi svolgono un ruolo quasi notarile nella registrazione oggettiva degli eventi, non dico che ci rassicurino, ma quantomeno riportano la loro dimensione reale a livelli effettivi meno preoccupanti.   
Nel primo trimestre 2024, infatti, sono state presentate all’INAIL circa 145.000 denunce di infortunio sul lavoro che segnano un leggero incremento dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre 2023, mentre i morti denunciati sono stati 191 in calo del 2,6% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
Un bilancio non certo esaltante, ma nemmeno tale da indurre a previsioni pessimistiche.
Inoltre, se allarghiamo il campo di osservazione agli anni precedenti, escludendo dall’analisi gli anni che in varia misura sono stati influenzati dalla pandemia da Covid e dai pesanti  strascichi che ne sono conseguiti, notiamo che gli infortuni denunciati nei mesi di gennaio-aprile 2024 risultano in diminuzione del 7,9% rispetto al 2019, anno che ha preceduto la crisi pandemica e che quindi può ritenersi completamente immune dai suoi effetti distorsivi  che avevano interessato più o meno tutto il periodo 2020-2023 .
Quasi analogo il percorso degli infortuni mortali del primo trimestre 2024 che, nel confronto con l’anno “normale” 2019, fanno registrare una flessione di 21 casi pari a -9,9%.
Alla luce di queste statistiche, sembra dunque di poter affermare che l’andamento nel 2024, sia degli infortuni che dei casi mortali, si stia indirizzando verso un riallineamento ai livelli precedenti la pandemia che erano caratterizzati da un trend che si mostrava lentamente ma tendenzialmente decrescente.
Per contro, le denunce di malattia professionale sembrano non aver risentito minimamente degli effetti prolungati della pandemia, ma continuano, imperterrite, la loro lunga corsa al rialzo iniziata dal lontano anno 2008, quando cioè la “Nuova tabella delle malattie professionali” ha inserito tra le tabellate i “Disturbi dell’apparato muscolo scheletrico” e, nell’ambito delle “Malattie del sistema nervoso”, la “Sindrome del tunnel carpale”.   
Nel primo trimestre del 2024 sono state protocollate dall’Inail 22.620 denunce di malattia professionale, vale a dire il 24,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2023; questo incremento, già di per sé eclatante, risulta addirittura di scarso rilievo se paragonato a quelli degli anni precedenti: +55,8% rispetto al 2022, +66,5% rispetto al 2021, +60,4% rispetto al 2020 e, infine, +42,3% rispetto al 2019. Le patologie dell’apparato muscolo scheletrico continuano, come sempre, a rappresentare praticamente quasi i 3/4 del totale delle tecnopatie di cui risulta determinata la natura, seguite da quelle del sistema nervoso (in prevalenza Sindromi del tunnel carpale) con l’11,5%, da quelle dell’orecchio (6,6%), dalle patologie del sistema respiratorio (3%) e dai tumori (2,9%).