Roma, 20 settembre 2021 – I Cavalieri del lavoro scendono in campo. Il loro obiettivo è nobile e di tutto riguardo: promuovere il talento dei giovani fino al punto di provare a far rientrare in Italia 500 giovani espatriati. Le “tre proposte secche” arrivano dal presidente del gruppo emiliano romagnolo dei Cavalieri del Lavoro, Lorenzo Sassoli de Bianchi, al convegno nazionale della federazione dei Cavalieri del Lavoro, quest’anno a Bologna. “La prima, che si creino per legge quote verdi nei consigli di amministrazione delle società quotate: venti per cento di under quaranta in ogni consiglio. Servono idee e sensibilità verso la trasformazione, soprattutto quella digitale. Se in un consiglio di amministrazione di saggi mettiamo un giovane incendiario, sicuramente una qualche scintilla parte”. Poi, “la seconda proposta: diamoci l’obiettivo di far tornare in Italia 500.000 giovani, espatriati perché hanno trovato migliori opportunità all’estero, mettendo in campo tutti gli incentivi necessari. La terza proposta: creiamo distretti ad alta tecnologia che possano accogliere e incubare i talenti del futuro, con tutte le infrastrutture che servono”.