Roma, 20 aprile 2020 – Parere negativo da parte dell’INAIL in merito alle contestate mascherine di fabbricazione cinese del tipo Kn95. È quanto comunicato dall’Azienda sanitaria dell’Alto Adige che scrive in una nota che “la valutazione dell’INAIL, che avviene esclusivamente sulla base di documentazione cartacea, è negativa, come già quella del 7 aprile, sulla base dei documenti inviati viene essenzialmente accertato che la documentazione non è sufficiente per condurre una valutazione di conformità alle norme tecniche specifiche ed inoltre le certificazioni provengono da enti non accreditati alla valutazione di dispositivi di protezione individuale”.
Per questo motivo la direzione dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha disposto lo stop alla distribuzione ed all’utilizzo di questi dispositivi di protezione e ha chiesto ai diversi responsabili di tenere il materiale sotto chiave e di far sì che lo stesso non venga più utilizzato. L’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige ha ora intenzione “di affidare ad un laboratorio indipendente accreditato l’esame materiale dei dispositivi di protezione individuale acquistati in Cina. A questo proposito ci sono già contatti con la Protezione Civile nazionale, che a sua volta vuole far analizzare la mascherine cinesi Kn95”.
Il direttore generale Florian Zerzer si mostra incredulo da questo nuovo giudizio negativo di INAIL, “soprattutto perché so che questi dispositivi di protezione individuale vengono utilizzati senza problemi in altri posti e il personale è anche soddisfatto, mentre noi purtroppo per motivi burocratici dobbiamo tenere questi dispositivi indispensabili chiusi in magazzino”.
Le mascherine chirurgiche (un milione di pezzi) sono state approvate dal Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile e questa perizia ha dato esito positivo. Nel frattempo l’Azienda Sanitaria del Trentino ha confermato il prestito di 5000 camici di protezione per la prossima settimana e la Protezione Civile nazionale ha confermato per mercoledì la fornitura di camici protettivi cinesi.