Emanate le Linee Guida sul rapporto tra Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore a cura dell’Ufficio Servizi Istituzionali e Legali ANMIL

Roma, 6 aprile 2021– Con il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo scorso, sono state adottate le linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore, disciplinato negli articoli 55-57 del decreto legislativo n. 117 del 2017 (Codice del Terzo settore).
Il provvedimento rappresenta il punto di arrivo di un percorso di proficua collaborazione tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Regioni, Enti locali e Terzo Settore, nella comune consapevolezza di tutti gli attori circa la rilevanza strategica degli istituti collaborativi previsti dal Codice del Terzo Settore (coprogrammazione e coprogettazione), in quanto espressione autentica del principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale.
In base alle innovative previsioni del Codice, infatti, le Pubbliche Amministrazioni devono assicurare il coinvolgimento attivo degli Enti del Terzo Settore nell’esercizio delle proprie funzioni di organizzazione e programmazione degli interventi e dei servizi nei settori di attività di interesse generale. Coinvolgimento attivo significa innanzitutto sviluppare sul piano giuridico delle forme di confronto, di condivisione e di co-realizzazione di interventi che rendano le parti effettivamente in grado di collaborare.
Attraverso le Linee guida si vuole fornire un supporto alle pubbliche amministrazioni che, nell’ambito della loro autonomia, sono chiamate a dare concreta applicazione alle norme del codice dedicate al coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore.
In tal modo, in coerenza con la recente giurisprudenza della Corte Costituzionale, potranno realizzarsi servizi ed interventi diretti ad elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, secondo un approccio che, anziché essere basato sulla logica del profitto, è incentrato sulla convergenza tra pubblica amministrazione e terzo settore verso obiettivi e attività condivise, sostenute dalla messa a disposizione di risorse pubbliche e private.
Il documento, dopo un inquadramento generale degli istituti principali introdotti con la riforma del Terzo Settore, passa a deliberare nel dettaglio il procedimento di co-progettazione e co-programmazione, riconducendo la loro forma giuridica nell’ambito dei procedimenti amministrativi di cui alla legge n. 241 del 1990.
Gli strumenti collaborativi potranno costituire uno mezzo ulteriore da utilizzare sia nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che nella nuova programmazione dei fondi strutturali europei.