Chi siamo Che cos'è l'ANMIL e quali servizi offre

L’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) è nata nel 1943 ed è attualmente riconosciuta come un ente morale con personalità giuridica di diritto privato, cui è affidata la tutela e la rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro, delle vedove e degli orfani dei caduti (Dpr 31 marzo 1979).
Dal 1° maggio 1999 è entrata nel Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INAIL quale unico rappresentante degli invalidi del lavoro.
L’Associazione assiste e tutela la categoria da oltre 75 anni, promuovendo iniziative tese a migliorare la legislazione in materia di infortuni sul lavoro e di reinserimento lavorativo e offrendo numerosi servizi di sostegno personalizzati in campo previdenziale ed assistenziale. Inoltre è impegnata a sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, con particolare riferimento alla prevenzione degli infortuni e alle politiche per la sicurezza.
I suoi progetti hanno avuto spesso l’appoggio di partner autorevoli come il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, il Dipartimento per le Pari Opportunità e l’INAIL. 
Due sono gli appuntamenti annuali più importanti che coinvolgono l’intero territorio nazionale: la Giornata Nazionale per le Vittime di Incidenti sul Lavoro, che ricorre la seconda domenica di ottobre e che viene celebrata in tutta Italia dal 1951 e, su nostra richiesta, dal 1998 è stata istituzionalizzata con direttiva del Governo e la Festa della Donna, celebrata ogni 8 marzo, che dà luogo ad iniziative, progetti e concorsi che hanno come tema centrale la sicurezza e la tutela delle lavoratrici. Attualmente l’ANMIL conta 350 mila iscritti e rappresenta una categoria composta da oltre 800 mila titolari di rendita, tra infortunati sul lavoro, vedove ed orfani di caduti sul lavoro.
L’Associazione è diffusa in modo capillare sul territorio nazionale: oltre la Sede Centrale di Roma, ci sono 20 Sedi regionali, 105 Sezioni provinciali, 200 Sottosezioni, 500 tra Delegazioni comunali e fiduciariati.
L’ANMIL pubblica ogni sei mesi una rivista, Obiettivo Tutela – ANMIL, che viene inviata ai Soci, ai parlamentari e ai principali referenti istituzionali. ANMIL Onlus fa parte della FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità.

 

 


Gli Organi

L’ANMIL ha una struttura democratica che si rinnova ogni cinque anni mediante elezioni che coinvolgono tutto il corpo associativo. L’11 aprile 2014, il Consiglio Nazionale ANMIL eletto in occasione dell’VIII Congresso (che si è tenuto ad Orosei dal 13 al 16 marzo), ha confermato alla guida dell’Associazione per i prossimi 5 anni, in qualità di Presidente Nazionale, Franco Bettoni e ha eletto con la carica di Vice Presidenti Nazionali Franco Gerardin (Venezia) e Vincenzo Marotta (Napoli).

Organi Centrali dell’Associazione sono:

Organi Consultivi dell’Associazione sono:

Organi Periferici dell’Associazione sono:

  • i Consigli regionali*
  • i Consigli territoriali*

(*Per informazioni su questi Organi si può consultare la sezione ‘Sedi’)

Commissioni di lavoro che operano per ANMIL:


La Struttura

La Direzione

Direzione Generale
Via Adolfo Ravà, 124 – 00142 Roma
anmil@anmil.it

Direttore Generale
Sandro Giovannelli
Tel. 06.54196201 – Fax 06.5402248 – direzione@anmil.it

Segreteria del Direttore Generale
Maria Pia Petrolati
Tel. 06.54196201 – Fax 06.5402248 – segreteriadirezione@anmil.it

 

Gli Uffici

Ufficio Servizi Istituzionali
Resp. Angela Vetrano
Tel. 06.54196230 – Fax 06.5402248 – studi@anmil.it

          Ufficio Risorse Umane e coordinamento dei servizi della rete
           Resp. Antonio Fancello
           Tel. 06.54196240/266 – cornetta@anmil.it

          Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne
          (ufficio stampa – redazione periodico associativo – portale – social)
           Resp. Marinella de Maffutiis
           Tel. 06.54196-205/334 – Cell. 329.0582315 – Fax 06.5402248 – resp_ufficiostampa@anmil.it

          Ufficio Tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di lavoro
           Resp. Maria Giovannone
           Tel. 06.54196-276/302/314 – Fax 06.5402248 – sicurezza@anmil.it

          Ufficio Affari Legali
           Resp. Chiara Mastrangeli
           Tel. 06.54196-238/554 – Fax 06.5402248 – affarilegali@anmil.it

Ufficio Affari Generali
Resp. Anna Abbate
Tel. 06.54196224 – abbate@anmil.it

Ufficio Information Technologies
Resp. Costantino Iannuzzi
Tel. 06.54196402 – helpdesk@anmil.it

          Ufficio Amministrazione
         
Resp. Lavinia Papa
           Tel. 06.54196242 – lavinia.papa@anmil.it

          Ufficio Patrimonio
          Resp. Giovanni Badessa
          Tel. 06.54196219 – Fax 06.5402248 – badessa@anmil.it


La Storia

L’ANMIL è stata fondata a Milano nel 1933. Le leggi fasciste, restrittive della libertà di associazione, ne determinarono lo scioglimento ma, caduto il regime, essa fu prontamente rifondata a Roma il 19 settembre 1943, per atto del notaio Egidio Marchese e registrata all’Ufficio atti pubblici, il 23 settembre 1943, al n.5166 del volume 647. Da 75 anni opera in Italia con personalità giuridica riconosciuta ed è stata eretta in ente morale con decreto luogotenenziale 22 febbraio 1945, n.128. La legge 21 marzo 1958 n.335 ha fatto dell’ANMIL un ente pubblico, posto sotto la vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale e retto da uno Statuto approvato con Decreto del Presidente della Repubblica il 28 febbraio 1961, n.127, su proposta del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze. Con l’istituzione delle Regioni, l’ANMIL è stata sottoposta, come tutti gli altri enti assistenziali, alle procedure di accertamento delle finalità pubbliche previste dagli art. 113 e 114 del DPR 24 luglio 1977, n.616.
L’ANMIL oggi è ancora un’associazione di diritto privato e mantiene la sua qualificazione di ente morale per effetto del Dpr 31 marzo 1979, pubblicato nella G.U. il 9 maggio 1979, n.125, che, all’articolo 2, dispone, tra l’altro, la conservazione dei compiti associativi previsti dal proprio Statuto, approvato con il citato Dpr 127/61, nonché quelli di rappresentanza e tutela dei mutilati e invalidi del lavoro, previsti dalle norme vigenti.
Inoltre, nel 1982, la Sezione controllo enti della Corte dei Conti, con deliberazione del 9 marzo, n.1647, ha riconosciuto tra i fini propri dell’ANMIL l’attività di rappresentanza e tutela delle categorie, da svolgere anche per garantire – in conformità della previsione legislativa – la continuità della erogazione delle provvidenze spettanti agli assistiti con caratteri di completezza e uniformità. Dal 2003 è diventata ANMIL Onlus, ovvero una organizzazione non lucrativa di utilità sociale, come deliberato dell’Assemblea straordinaria riunita a San Benedetto del Tronto il 25 ottobre.

Leggi lo Statuto ANMIL


La nostra Mission

Il fenomeno degli infortuni sul lavoro interessa tutta la società italiana e merita l’attenzione di ogni cittadino. È un problema che tocca tutti i lavoratori in attività: sentito sia dai dipendenti che dagli autonomi, i professionisti e, per certi versi con maggiore sensibilità, da tutti i lavoratori cosiddetti atipici. Con questo sito l’ANMIL vuole stare vicino ai lavoratori che sono stati vittime di infortuni sul lavoro e alle loro famiglie; vuole offrire loro notizie utili e servizi ma vuole anche informare tutti coloro che sono sensibili a questo tipo di problematiche, fornendo un quadro completo ed esaustivo delle proprie attività ed iniziative, tutte volte a venire incontro alle esigenze dei lavoratori. Ogni sezione è dedicata ad un campo di specifico interesse degli associati, ma non solo. Perché l’ANMIL accoglie il contributo di idee e di progetti di tutti i Soci ma anche di tutti i Cittadini che vorranno partecipare ai dibattiti su queste tematiche e interessarsi ai problemi degli Invalidi del Lavoro.
La nostra è un’Associazione al servizio di tutti gli italiani. Vogliamo contribuire a creare la mentalità giusta affinché i valori del lavoro in tutta la loro pienezza e complessità siano al primo posto dell’agenda quotidiana della politica, della ricerca scientifica, della cultura, della medicina e di tutte le nostre attività di ogni giorno.
Del resto, il lavoro è un principio fondante la Repubblica e la Costituzione lo riconosce come alla base della nostra democrazia. Esiste una dimensione etica irrinunciabile per tutti gli italiani, che deriva e procede da un lavoro onesto, dignitoso e sicuro, senza rischi per la salute e per la vita stessa.
Possiamo dire quindi, senza temere di essere smentiti, che il lavoro è uno degli elementi essenziali che consente ad ogni cittadino di collocarsi in una posizione di piena integrazione sociale. È, in sostanza, un punto fermo della pari dignità e dell’uguaglianza tra gli uomini.
Lo Stato, da parte sua, deve dare attuazione ai principi costituzionali, dettando quelle norme che tutelino la libertà, la dignità e la sicurezza per i lavoratori e per le loro famiglie, sul piano economico ed esistenziale.
Noi dell’ANMIL crediamo in questo progetto e da oltre 75 anni ci adoperiamo strenuamente perché in Italia i lavoratori non siano soggetti a rischi inutili e infortuni prevedibili; e ancora di più ci impegniamo per dare il giusto e dignitoso trattamento economico, le opportune cure e assistenze a coloro che, rimanendo vittime di infortuni sul lavoro, hanno sacrificato la propria salute, la propria integrità fisica e la propria vita nel lavoro.
Auguro a tutti di trovare in questo sito una risposta alle proprie domande, ma soprattutto uno strumento per attuare il nostro obiettivo, che è quello di migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro e di vita dei cittadini italiani, perché possano lavorare sempre di più e meglio ed infortunarsi e morire sul lavoro sempre di meno.

Franco Bettoni

Presidente Nazionale


Le nostre Battaglie

La prevenzione

Il fenomeno infortunistico nel nostro Paese continua a presentare numeri preoccupanti e a costare ogni anno troppe vite umane. Nonostante la nostra normativa in materia sia tra le più complete e accurate, rimane purtroppo, ancora sulla carta, un numero significativo di provvedimenti attuativi del Testo Unico di Salute e Sicurezza sul lavoro (d.lgs. n. 81/2008), il cui completamento è quanto mai urgente per rendere pienamente operative le prescrizioni in esso contenute.
Nell’immediato, appaiono positive le novità introdotte dai decreti attuativi del Jobs Act (legge 10 dicembre 2014, n. 183) soprattutto in materia di attività ispettiva. Con l’istituzione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro si vuole dare risposta a quelle esigenze di uniformità e di razionalizzazione delle attività ispettive da tempo auspicata, oltre che un più chiaro accentramento del patrimonio informativo sulle condizioni di lavoro, presenti su tutto il territorio nazionale, fondamentale per una corretta organizzazione delle attività di prevenzione e di contrasto alla illegalità. L’ANMIL monitorerà con attenzione il suo funzionamento, una volta entrato a pieno regime, nell’auspicio che possano finalmente essere superate le difficoltà riscontrate anche in precedenti tentativi di coordinamento delle attività ispettive. Grazie al Jobs Act l’Associazione ha avuto inoltre una importante opportunità per incidere sui processi decisionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La rinnovata composizione della Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro – già istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – prevede infatti che essa sia integrata da un rappresentante dell’ANMIL.
Accanto a questa attività di sollecitazione, l’ANMIL realizza da anni importanti iniziative per la prevenzione degli incidenti e delle malattie professionali. Tra queste hanno un ruolo basilare la divulgazione della cultura della sicurezza nelle scuole, diretta a creare il terreno fertile per il recepimento della normativa, e la realizzazione di corsi formativi specifici rivolti ai lavoratori.
L’Associazione si sta impegnando attivamente anche sul tema, purtroppo ancora molto sentito, della prevenzione dei rischi derivanti dall’esposizione all’amianto e della tutela delle vittime di patologie ad esso correlate. A distanza di anni dall’obbligo di dismissione di questo materiale, le malattie neoplasiche continuano ad emergere in maniera incessante, soprattutto in alcune zone del nostro Paese. È quindi indispensabile sollecitare una sempre maggiore attenzione sia mediatica che istituzionale sul problema amianto, che possa poi tradursi in azioni concrete dirette ad eliminare il rischio ed offrire un supporto reale alle persone colpite dalla malattie ed alle loro famiglie.  Attenzione, infine, viene posta ai rischi specifici ed emergenti a cui sono esposte le donne lavoratrici, in osservanza delle novità sulla valutazione dei rischi professionali contenute nel Testo Unico del 2008. Attenzione alla differenze di genere non deve significare protezione indistinta della donna lavoratrice, ma adeguamento complessivo del sistema di prevenzione alle caratteristiche del lavoro femminile, alle sue modalità di svolgimento e al diverso impatto che procedure e lavorazioni possono avere sulle lavoratrici piuttosto che sui lavoratori. Da questo nuovo approccio scaturisce di conseguenza anche un interesse verso quelli che sono definiti i rischi emergenti in ottica di genere – ossia i rischi legati a professioni svolte principalmente da donne – e quelli combinati, riferiti a professioni caratterizzate da rischi di vario genere.

La tutela

Nell’attuale contesto economico e sociale, derivante da una crisi economica e politica che perdura ormai da alcuni anni, l’ANMIL si è trovata costretta, molto più che in passato, a dover assumere un ruolo di difesa nei confronti di un sistema di Welfare che sembra essere oggi sotto attacco, come fonte di una spesa pubblica non più sostenibile, di sprechi e di abusi. Attacco che al momento non ha ancora riguardato direttamente l’Assicurazione Infortuni, ma che l’ANMIL non può ignorare come segnale di un ripensamento generale delle politiche sociali, da monitorare con attenzione. L’impegno dell’Associazione, quindi, concentrato al massimo sulle contingenze, per valutare gli effetti dei futuri provvedimenti sul sistema di tutela degli invalidi del lavoro e per individuare possibili spazi di intervento sulle tematiche classiche della piattaforma rivendicativa ANMIL. Parallelamente, però, non si esclude di dover affrontare anche esigenze di conservazione degli attuali livelli di tutela, messi a rischio da una situazione economica quanto mai complessa, che non consente al momento di fare previsioni e che richiede, invece, forte pragmaticità e senso di responsabilità.
È per questo che si sta procedendo a piccoli passi, cogliendo ogni occasione per evidenziare, soprattutto, la rilevanza sociale delle rivendicazioni di ANMIL, perché se è vero che in questo momento i sacrifici sono richiesti a tutti, bisogna anche ammettere che per alcuni possono diventare ancor più penosi, perché si sommano a situazioni di partenza già complesse, a difficoltà quotidiane costose sia in termini economici che sociali.  Ecco i principali obiettivi di tutela a cui l’ANMIL rivolge la sua attenzione e i suoi sforzi:

1.  Conferma legislativa della estraneità della rendita infortunistica dal calcolo dei requisiti reddituari per il diritto a prestazioni sociali di qualsivoglia natura.          

In questo contesto si inserisce la serrata battaglia condotta sul tema della riforma dell’ISEE, su cui si è pronunciato il Consiglio di Stato stabilendo che le prestazioni economiche riconosciute a disabili, e quindi anche la rendita INAIL, non possono e non devono essere computate nel reddito rilevante ai fini del calcolo dell’indicatore.

Alla luce della sentenza del giudice amministrativo, l’ANMIL resta impegnata nel sollecitare gli opportuni provvedimenti di modifica del regolamento ISEE e nella verifica della corretta applicazione del dispositivo.

2. Ottenuta l’introduzione di un meccanismo di rivalutazione automatico degli indennizzi per danno biologico, resta obiettivo dell’ANMIL arrivare all’ abbassamento del grado di menomazione indennizzabile in rendita, dall’attuale 16% all’11%, per garantire a soggetti con gradi di invalidità comunque apprezzabili un sostegno economico per tutta la vita, con connessa presa in carico continuativa da parte dell’INAIL.

È necessario provvedere all’aggiornamento del “punto” di danno biologico stabilito per gli indennizzi in capitale (gradi tra 6% e 15%) adeguandolo per quanto possibile ai valori delle tabelle adottate comunemente dai principali tribunali in sede civilistica che sono nettamente superiori a quelli delle tabelle INAIL. Questo divario comporta, oltre ad una sensibile disparità di trattamento per menomazioni di analoga gravità, anche una forma di frequente “scopertura” per i datori di lavoro che spesso devono provvedere al pagamento del “danno economico differenziale” venendo così meno al principio dell’esonero dal risarcimento economico che l’assicurazione INAIL dovrebbe garantire.

3. La revisione della tabella delle menomazioni, allegata al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 12 luglio 2000, che nel nuovo sistema di indennizzo fornisce la base di calcolo per il danno biologico in capitale e per l’erogazione della rendita. Rispetto alla tabella usata nel vecchio sistema di indennizzo, quella vigente contiene una generalizzata riduzione della valutazione del grado di invalidità per tutte le menomazioni, con effetti penalizzanti per gli invalidi del lavoro. L’ANMIL chiede quindi che le percentuali indicate nella tabella delle menomazioni siano riviste in aumento secondo criteri scientifici obiettivi.

4. La revisione della tabella dei coefficienti, allegata al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 12 luglio 2000, che indica la percentuale di riduzione da applicare sulla retribuzione dell’infortunato per calcolare la quota di rendita relativa al danno economico che spetta a coloro ai quali è riconosciuto un grado di invalidità a partire dal 16%. L’ANMIL chiede che le percentuali previste dalla tabella dei coefficienti siano riviste in modo da garantire prestazioni più elevate, soprattutto a coloro che hanno postumi invalidati dal 16 al 50%, attualmente più penalizzati, garantendo comunque una base minima di riferimento pari al 60% della retribuzione in tutti i casi.

5. La definitiva abolizione del divieto di cumulo tra le prestazioni liquidate dall’INPS a seguito di infortunio o malattia professionale e la rendita INAIL che ha per oggetto lo stesso evento invalidante, fino a concorrenza della rendita stessa

6. La necessità di una riflessione sull’inadeguatezza della normativa in tema di assistenza personale continuativa, al di là della circostanza che il suo ammontare non è allineato con quello di situazioni analoghe.

L’inadeguatezza è legata alla estrema rigidità del meccanismo di concessione che non consente di modulare l’intervento rispetto alle diversificate esigenze, valorizzabili invece con un più duttile meccanismo, nell’alveo – comunque – della gestione assicurativa.

7. Una riconsiderazione delle prestazioni riconosciute ai superstiti di infortuni e malattie professionali, alla luce dell’evoluzione della società e dei rapporti familiari, la corresponsione delle quote integrative della rendita INAIL fino al ventiseiesimo anno di età del figlio o fino al trentesimo in caso di iscrizione ad elenchi o liste per il collocamento obbligatorio.

8. L’equiparazione del regime della rendita ai superstiti INAIL alla reversibilità della pensione INPS. Attualmente infatti la rendita ai superstiti è calcolata sul 50% della retribuzione del lavoratore, mentre per i trattamenti INPS il riferimento è il 60%.

9. Attuazione dell’art. 10 del decreto 38/2000 che ha previsto l’aggiornamento annuale della tabella delle malattie professionali ad opera di una commissione di esperti.

10. La polarizzazione delle battaglie per la tutela della specificità degli invalidi del lavoro su sanità e riabilitazione di vita in modo che essi possano averle in modo “privilegiato” per le conseguenze dirette, averle e averle comunque gratis o a costi congrui a carico dell’assicurazione pubblica anche per la tutela dello stato di salute generale comunque compromesso dalla disabilità. Il decreto 106/2009 ha determinato una forte evoluzione del quadro normativo vigente, riattribuendo all’INAIL un importante ruolo nella erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria e riabilitativa, allo scopo di garantire il diritto degli infortunati e tecnopatici a tutte le cure necessarie e utili al pieno recupero della integrità pisco-fisica. L’ANMIL continua ad adoperarsi, soprattutto nei confronti dell’INAIL, per la concreta attuazione di queste disposizioni e delle successive linee di indirizzo adottate dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto, ribadendo preoccupazione per il ritardo nell’attuazione del decreto 106, che nella sua semplicità ha inteso riaffermare il diritto dei lavoratori infortunati ad avere tali prestazioni, quale contenuto di un diritto di garanzia proprio del sistema assicurativo.

11. L’inserimento nel testo Unico Infortuni dell’assistenza psicologica per chi è vittima di un incidente sul lavoro, come parte integrante del complesso delle prestazioni sanitarie garantite agli infortunati.

12. Il superamento di alcune criticità manifestata dalla legge 68/1999 in tema di collocamento mirato, in primo luogo per quanto riguarda il grado minimo di invalidità che dà titolo alla iscrizione nelle liste di collocamento mirato, grado che è rimasto immutato dopo la riforma del decreto 38 del 2000. Inoltre si cerca di superare una delle difficoltà principali che al momento presenta la materia del collocamento mirato, e cioè la doppia valutazione che ancora viene richiesta all’infortunato per accedere alle prestazioni economiche da un lato e all’iscrizione nelle liste protette dall’altro. Infatti per l’accesso a tali prestazioni, come per altre di tipo accessorio, è ancora necessario effettuare una valutazione dei postumi invalidanti secondo i vecchi criteri del Testo Unico del 1965, mentre per quelle di tipo economico la valutazione avviene secondo i nuovi criteri del “danno biologico”. Per questo l’ANMIL si batte per ottenere, insieme ad una uniformazione dei parametri di valutazione per tutti gli istituti che riguardano gli invalidi del lavoro, l’estensione della normativa in materia di inserimento lavorativo dei disabili ai soggetti con una menomazione dell’integrità psico-fisica di grado superiore al 20%.

13. Lo sblocco dei Fondi previsti all’art. 4 comma 6 della legge 68/99, finalizzati in parte alla riqualificazione professionale degli invalidi del lavoro, attualmente giacenti presso il Ministero dell’Economia che non ha mai provveduto alla suddivisione sulle Regioni.

14. Superare le difficoltà di reinserimento lavorativo degli invalidi attraverso un sistema di orientamento e protezione dei lavoratori che risultino non più collocabili nella medesima azienda, specie se tale inidoneità derivi da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale. La presa in carico di tali esigenze non può essere affidata esclusivamente al sistema pubblico, ma potrebbe essere integrata con l’ausilio di buone pratiche e anzitutto attraverso la contrattazione collettiva e il sistema della bilateralità.

Riteniamo possibile, quindi, lavorare per l’inserimento di apposite disposizioni nei CCNL che prevedano l’attribuzione ad uno specifico ente bilaterale trasversale ai vari comparti contrattuali della specifica funzione di assistenza alla ricollocazione professionale del lavoratore infortunato e invalido del lavoro, in ottica trasversale ai vari settori produttivi, al fine di creare una rete privatistica intersettoriale di promozione dell’occupazione della persona che abbia perso il lavoro per motivi legati allo svolgimento della stessa prestazione lavorativa. Nuove possibilità in questo ambito saranno offerte dalla riconoscimento dell’INAIL come soggetto incaricato del reinserimento e della integrazione lavorativa degli invalidi del lavoro (Legge di Stabilità 2015), un tassello fondamentale della tutela ancora da completare.

15. Con riferimento alle particolari esigenze della categoria dei grandi invalidi, la realizzazione di servizi atti a garantire la completa presa in carico dei soggetti interessati prevista dal testo unico 1124/1965 per quanto riguarda le esigenze di: cure sanitarie, rieducative e palliative; fornitura di protesi ed interventi per il superamento delle barriere architettoniche; assistenza domiciliare con integrato apporto al ruolo delle famiglie; sostegno psicologico, sociale e professionale. Anche su questo tema è aperto un costante confronto con l’INAIL, che viene sollecitato da tempo a definire iniziative per garantire una efficace tutela delle più gravi menomazioni invalidanti, anche valutando la possibilità di “costruire” strutture ove, con la collaborazione del Terzo Settore, si possa fornire agli interessati un trattamento integrato.

16. Il complessivo adeguamento della disciplina assicurativa per i rischi professionali delle donne lavoratrici alle specificità di genere.


I Servizi

Oltre ad assolvere alla sua funzione primaria di tutela e rappresentanza della categoria, l’ANMIL offre una serie di servizi personalizzati e gratuiti per i Soci tra cui:

– consulenza medico-legale sui postumi dell’infortunio;
– consulenza legale generica e specialistica;
– supporto per questioni connesse al collocamento al lavoro;
– istruzione di pratiche in materia infortunistica, previdenziale ed assistenziale;
– rapporti con gli enti locali per l’erogazione di prestazioni legate all’invalidità;
– convenzioni con aziende per l’acquisto di beni e servizi a prezzi agevolati;
– numero verde unico gratuito 800.180.943.


La rete ANMIL

La Fondazione ANMIL “Sosteniamoli Subito” Onlus

Il Patronato ANMIL

Il CAF ANMIL

L’Agenzia per il lavoro ANMIL

IRFA

ASD ANMIL SPORT Italia