Scuola e gestione delle quarantene: un difficile rientro

Il Sottosegretario alla Salute favorevole a una settimana di Dad per le classi in cui ci siano almeno 4 contagiati all’interno di una classe.

5 gennaio 2021 – Il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha commentato favorevolmente oggi la proposta delle regioni che prevede una settimana di Dad con 4 o più contagi all’interno di una classe, con conseguente quarantena per tutta la classe.
Sottolineando che, nella fascia 12-19 anni il 74% degli alunni è vaccinato, Costa ha asserito che il Governo “deve mettere in atto tutte le regole che favoriscono la didattica in presenza, limitando al minimo quella a distanza. Credo la proposta delle regioni meriti una riflessione e credo sia giusto coinvolgere a proposito il cts. C’è massima disponibilità da parte del Governo a condividere dei percorsi con le regioni, come abbiamo fatto in tutti questi mesi”.
Antonello Giannelli, Presidente dell’Associazione nazionale Presidi (ANP) esprime la sua preoccupazione sul protocollo riguardante la gestione delle quarantene in questi termini: “Manca una certa chiarezza sulla gestione delle quarantene. Abbiamo assistito soprattutto nelle ultime ore ad un florilegio di ipotesi su cosa fare a seconda del numero di alunni positivi che sono in classe. Quello che a me preme dire è che i Protocollo deve essere facilmente attuabile e facilmente gestibile, altrimenti nelle scuole si crea una situazione di confusione”. Anche l’attuale proposta delle regioni, secondo Giannelli, risulterebbe di difficile attuazione nelle scuole italiane che aggiunge: “Le quarantene vengono disposte dalle Asl, non dobbiamo pensare soltanto alle scuole, che finora hanno fatto tutto il loro dovere ed hanno garantito la massima sicurezza possibile, bisogna fare in modo che anche le Asl siano in grado di fare tutto quello che devono fare”. Per poi concludere: “La scuola non deve essere vista – ha proseguito Giannelli – come un sistema a cui affidare i bambini altrimenti i genitori non possono lavorare. Capisco che ci sia anche questa variabile però dobbiamo dirlo molto chiaramente. Per esempio sopprimere alcune materie importanti come la musica o l’educazione fisica che serve ai nostri bambini per evitare che siano sedentari e tutti sappiamo che con la pandemia il problema della sedentarietà è aumentato. La musica è una di quelle discipline che hanno un maggior contenuto in termini di emotività e di affettività, quindi non possiamo privarne i nostri bambini, a meno che – ha concluso – non pensiamo che sia un servizio di badanza”.

 

 

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