Covid, insegnante di sostegno “tappabuchi” per supplenze

31 gennaio 2022 – Redattore Sociale, l’agenzia stampa quotidiana dedicata ai temi del sociale in Italia e nel mondo, ha chiesto al Coordinamento italiano degli insegnanti di sostegno (CIIS) di raccontare il ruolo che sta assumendo in emergenza pandemica l’insegnante di sostegno nelle scuole italiane.
Ne è uscito un quadro a dir poco preoccupante sia per quanto riguarda il ruolo dei docenti di sostegno sia per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità ed il loro progredire attraverso l’insegnamento. 
Il nodo è stretto intorno all’usanza, a quanto pare diffusa anche in epoca pre-Covid, di “utilizzare” il docente di sostegno per le supplenze degli altri docenti assenti. 
Commenta Evelina Chiocca, Presidente del CIIS: “Utilizzare l’insegnante di sostegno per le supplenze è una prassi molto diffusa. In questa particolare situazione, siamo di fronte a un’emergenza e siamo quindi tutti pronti a rispondere. Ma quando l’emergenza diventa prassi, allora non è più emergenza, ma una modalità tutt’altro che corretta. In questo periodo, in modo particolare, viene segnalato da genitori e insegnanti che il docente di sostegno è utilizzato, durante il suo orario di servizio, per sostituire i docenti che sono assenti. Qualcuno ritiene che, quando viene utilizzato nella stessa classe a cui è assegnato, il problema non si pone. E invece il problema si pone lo stesso, perché le ore di sostegno prevedono la presenza di due insegnanti in classe per un certo numero di ore. E queste ore devono essere garantite, per l’esercizio del diritto all’istruzione e all’educazione. Altrimenti, non esisterebbe l’insegnante di sostegno. Anche se nella stessa classe, quindi, durante il suo orario di servizio il docente di sostegno non deve essere utilizzato per la supplenza. L’utilizzo improprio di questa risorsa fondamentale per l’inclusione comporta una riduzione dei diritti dell’alunno con disabilità ma anche dei suoi compagni, perché la progettualità inclusiva è rivolta a tutta la classe. Si sta diffondendo sempre di più una modalità impropria, che deve essere bloccata all’istante. Il diritto allo studio deve essere garantito, o si viene meno all’impegno, sancito dalla Costituzione, di garantire il diritto allo studio: nel momento in cui si sottraggono ore di sostegno, si costruisce – e non si rimuove, come prevede invece l’articolo 3 – un ostacolo alla piena inclusione. Per questo, chiediamo che intervenga subito il ministero dell’Istruzione: non è pensabile che, dopo tanti anni, si continui a negare un diritto fondamentale, nel silenzio generale”.

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