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Storie nella Storia dell’alluvione in Emilia Romagna

Storie nella Storia dell’alluvione in Emilia Romagna

24 maggio 2023 – Bandiere a mezz’asta oggi in Senato della Repubblica e Camera dei Deputati in onore e memoria dei 15 cittadini che hanno perso la vita per l’alluvione in Emilia Romagna. Ad oggi gli sfollati per i danni causati alle abitazioni sono più di 20mila. 
Storie nella Storia in questi giorni di sgomento ed attivismo per aiutare chi nell’alluvione ha perso ogni cosa. Come la vicenda della cooperativa sociale “L’orto” di Budrio che racconta ad ANSA la difficile situazione nella quale riversa la casa che ospitava sei ragazzi disabili ed è stata integralmente sommersa dalle piogge. 
“Oggi i Vigili del fuoco hanno tentato di accedere alla nostra casa. Si sono avvicinati il più possibile, ma come potete vedere dalle immagini il fango ha inghiottito un intero piano della struttura. Il centro diurno non c’è più”, racconta la cooperativa. “Al suo posto una distesa di acqua ma soprattutto di fango, tutto è andato, perduto, sommerso, distrutto. Ci vorranno mesi solo per poter accedere in sicurezza alla struttura e quando questo sarà possibile il fango sarà così indurito che sarà quasi impossibile rimuoverlo. Una parte di quello che avevamo costruito è andato distrutto. Non sappiamo come andrà a finire, ma sappiamo che andremo avanti, con la tenacia, la forza e la determinazione di chi crede nella cooperazione e nei cooperatori, quali noi siamo, e che anche stavolta insieme a voi ne usciremo”.
O ancora la storia di Simone Baldini, atleta paralimpico di Siena che, vanga alla mano, è intento a spalare fango seduto sulla sua sedia a rotelle. La sua foto è rimbalzata sui social ma, per Baldini, il portare aiuto nelle città più colpite, in questo caso Forlì, era un’ovvietà. 
“Io non sapevo proprio nulla di quella foto. Domenica sono tornato a casa tardi e ho cominciato a ricevere messaggi, emoticon, complimenti. Poi mi hanno girato pure la foto. Che posso fare? Volevo solo dare una mano” racconta Baldini al Corriere della Sera “Sono andato in anonimato, neanche i miei genitori sapevano nulla. C’era la sorella della mia compagna che si stava organizzando su Instagram per fare qualcosa in favore degli alluvionati dell’Emilia-Romagna. Ci ha detto che, se volevamo, potevamo aggregarci anche noi e siamo andati. Ho avuto tante manifestazioni di affetto. Vedermi in carrozzina spingeva molti ad avvicinarsi, darmi una pacca sulla spalla dicendomi che il mio gesto dava loro molta carica. Hanno perso tutto nel giro di una notte e forse si sono sentiti meno soli”. “Faticoso? In quei momenti non senti niente perché sai che c’è chi sta soffrendo più di te. Comunque è stato più faticoso di una gara di triathlon”. Suo padre, racconta, è vigile del fuoco: “Anche io sognavo che un giorno avrei fatto il pompiere. Poi mi è successa questa cosa alle gambe e ho fatto altro. Ora è capitata l’occasione e non mi sono tirato indietro”. 

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