Ragazza disabile picchiata in un parco a Roma, identificate 4 bulle

Un branco di ragazzi minorenni, ha assistito al feroce pestaggio di una ragazzina disabile, ad opera di 4 bulle

Roma, 26 aprile – Tutti minorenni, alcuni, almeno quattro, responsabili del feroce pestaggio a calci e pugni di una ragazzina disabile avvenuto il 2 aprile in un parco al Nuovo Salario a Roma. Il branco, circa 20 ragazzini, è stato identificato dai carabinieri: la maggior parte ha assistito al pestaggio e qualcuno ha anche girato un video in cui non solo si vede la ragazzina circondata e picchiata ma si sentono risate e urla di incitamento. Il video poi è stato postato su Instagram e anche da quello i carabinieri sono risaliti al branco e la Procura dei minori ha aperto un’inchiesta. I fatti risalgono al 2 aprile. La ragazzina, appena 12 anni, era al parco e all’improvviso è stata aggredita da una coetanea che l’ha spinta e fatta cadere. Poi viene circondata, derisa e picchiata dal branco. Qualcuno fa anche le riprese dove si vedono le botte subite dalla 12 enne, ormai in terra con la maglietta strappata.
L’aggressione è avvenuta in un parco e proprio dei passanti hanno posto fine alla violenza, bloccando in particolare tre ragazzine che infierivano sulla 12enne. La madre della vittima che si era assentata un attimo, appena si è resa conto, ha subito soccorso la figlia e l’ha portata in ospedale. Qui sottoposta alla visita dei medici le sono stati riscontrati traumi e lesioni guaribili in 20 giorni. I genitori hanno deciso di rivolgersi al Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop. È stata presentata una denuncia per lesioni e stalking e la Procura dei Minori ha aperto un’inchiesta. Sul Messaggero la mamma di una delle tre ragazzine che ha aggredito la 12enne chiede pubblicamente scusa. “Sono sconvolta, frastornata, ho smesso di vivere, non ho parole. Penso solo all’altra famiglia, voglio sapere come sta la ragazzina”, dice la donna che spiega di avere appreso tutto dal video. «Quel che voglio precisare anche se il fatto resta grave è che mia figlia non sapeva che la ragazzina soffrisse di una disabilità. Questo ci addolora ancor di più perché ha una sorella disabile anche lei. E posso capire cosa si prova. Mia figlia è stata bullizzata nel vero senso della parola”. Anche per questo ora dice che la figlia che ha partecipato all’aggressione “è giusto che paghi”.
Sull’episodio è intervenuta anche il ministro Stefani.
“Alla mamma della ragazza che ha subito l’aggressione ho detto che non sarà lasciata sola”, ha scritto in un post su Facebook.
“È necessario agire sia sul fronte della prevenzione, con azioni specifiche e investendo in sensibilizzazione e cultura, sia sul contrasto a episodi di questo tipo, coinvolgendo anche – aggiunge il ministro – i soggetti territoriali capaci di essere sentinelle del disagio. In questo contesto intendo lavorare – conclude – concentrando le energie per un obiettivo comune: diffondere la cultura dell’inclusione, del rispetto e combattere il degrado con i valori”