Mobilità Universale: taxi italiani interdetti ai disabili

26 gennaio 2024 – Nell’esperienza quotidiana di ogni cittadino italiano nel circolare per le strade della propria città, quanto risulta comune l’incontrare TAXI attrezzati al trasporto delle persone con disabilità? E’ la domanda che un gruppo di privati cittadini, entrati in contatto tra loro tramite WhatsApp, sta ponendo con invii massivi di newsletter informative alle Associazioni di tutela della disabilità italiana e alle Istituzioni.
E’ cosa nota, nel nostro mondo per lo più costituito di persone con disabilità, l’enorme disagio determinato dall’assenza di taxi accessibili attrezzati al trasporto di cittadini con difficoltà motorie e questo nonostante la Legge Quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea, risalente al 1992, sia completa di tutti gli strumenti necessari alla strutturazione del servizio rivolto a tali soggetti.
Non solo tra le competenze comunali è presente la facoltà di decidere le tipologie di veicoli ad adibire ad ogni servizio ma i comuni possono decidere quanti dei veicoli già esistenti devono essere attrezzati al trasporto di disabili gravi. Questa facoltà regolamentata, ad oggi, non è mai stata applicata dai Comuni.
La sollecitazione pervenuta da questo gruppo di privati cittadini viaggia in considerazione dell’attualità della recente approvazione del cosiddetto “Decreto Asset” per il quale le licenze taxi potranno essere incrementate fino al 20% in più. L’idea è di rendere imperativo l’obbligo che questi nuovi mezzi di trasporto siano adibiti al trasporto di persone con disabilità motoria. Un punto di partenza per sanare, in minima parte, una condizione di disagio quotidiano che coinvolge i cittadini con disabilità motorie per perseguire, con i tempi necessari, all’attuazione di tutti i provvedimenti – già esistenti – capaci di garantire la Mobilità Universale in Italia, sia per taxi e ncc che per i mezzi pubblici.
La nostra Costituzione sancisce all’art. 3 che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.