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Indennità di accompagnamento, dall’Inps arrivano le migliorie

Indennità di accompagnamento, dall’Inps arrivano le migliorie

23 ottobre 2023 – L’Inps ha previsto che l’indennità di accompagnamento sia corrisposta alla persona con disabilità anche in caso di ricovero in una struttura ospedaliera, pubblica o convenzionata con il Sistema sanitario nazionale, per un periodo superiore a 29 giorni, qualora la struttura sanitaria non garantisca un’assistenza esaustiva. Questo il chiarimento esposto in una nota dell’Istituto di previdenza che ha annunciato di essersi conformato a un consolidato orientamento giurisprudenziale.
In particolare, l’indennità di accompagnamento non sarà sospesa qualora sia necessaria la presenza continua di un familiare o di un infermiere privato per attendere a tutti gli atti quotidiani della vita, nonché qualora la presenza dei genitori per l’intera giornata sia assolutamente necessaria per il benessere fisico e relazionale del minore, utile alla migliore risposta ai trattamenti terapeutici. Al fine di continuare a percepire l’indennità di accompagnamento, il titolare – eventualmente per il tramite dell’amministratore di sostegno o il rappresentante legale – dovrà inviare una dichiarazione telematica all’Inps al termine del ricovero.
La dichiarazione dovrà recare le date di inizio e fine ricovero e l’allegazione dell’attestazione fornita dalla struttura sanitaria in ordine al carattere non esaustivo dell’assistenza ivi fornita. Non dovranno essere allegati ulteriori certificati, cartelle cliniche o ogni altra documentazione riguardante le patologie invalidanti.

Per maggiori informazioni contatta il numero verde ANMIL 800.180943

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