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Home E ANMIL e disabilità E “Non identificare Persona con la propria malattia”

“Non identificare Persona con la propria malattia”

“Non identificare Persona con la propria malattia”

12 febbraio 2024 – Un importante messaggio quello che Sua Santità Papa Francesco ha dedicato ieri alla Giornata Mondiale del Malato. “Prendiamoci cura di chi soffre ed è solo, magari emarginato e scartato. Con l’amore vicendevole, che Cristo Signore ci dona nella preghiera, specialmente nell’Eucaristia, curiamo le ferite della solitudine e dell’isolamento”.
Cosa significa avere una malattia e vivere una quotidianità al fianco di essa? Il messaggio sui social del Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli risponde così alla domanda: “L’11 febbraio ricorre la Giornata Mondiale del Malato. In questa occasione voglio ricordare con convinzione che una Persona non può essere solo identificata con la propria malattia, 𝘂𝗻𝗮 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲. Avere una malattia non significa dover vivere solo di cure e di medicine. Altrettanto importante è il contatto umano, poter avere qualcuno vicino che ti capisca, che ti possa fare una carezza o tenere la mano, magari che ti faccia pensare ad altro o scambi con te due parole, che semplicemente ti parli, anche quando sembri distratto, assente, dolorante o non cosciente, ma che possa farti sentire la sua presenza. 𝗟𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲 𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝘁𝗶 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮. 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼, 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝗴𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗼. Questo è l’impegno più grande ed è anche il valore più profondo della cura, in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue fasi, per quanto possa essere una malattia lunga o dolorosa, fino alla fine 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗹’𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮, e anche nelle situazioni meno critiche non bisogna sottovalutare l’emotività, la percezione di chi si ammala e potrebbe avere paura. 𝗣𝗮𝗽𝗮 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗶𝗻 𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗵𝗮 𝗰𝗶𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗿𝗮𝘀𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗰𝗿𝗮 𝗕𝗶𝗯𝗯𝗶𝗮: “𝗡𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝘂𝗼𝗺𝗼 𝘀𝗶𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼” 𝗲 𝗰𝗼𝗹𝗴𝗼 𝗹’𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗯𝗯𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗼𝗻𝗼 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗶 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝘀𝗶𝗮𝘀𝗶 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 e anche per 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗼 𝗳𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗹𝗼 𝗳𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗱𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲”.

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