Roma, 15 marzo – In queste ore, nelle regioni dove le scuole sono state costrette a chiudere, i dirigenti scolastici, in merito agli studenti Bes stavano prendendo decisioni diverse a causa delle diverse e contraddittorie direttive arrivate dal governo.
A mettere un punto definitivo sulla confusione generata nelle ultime settimane dalle note, dalle circolari e dalle ordinanze susseguitesi, ieri è stata inviata una nota operativa dal ministero dell’Istruzione ai dirigenti scolastici.
L’annotazione stabilisce che, dove ricorrano le condizioni per la frequenza, anche in zona rossa, da parte di studentesse e studenti con bisogni educativi speciali e con disabilità, le scuole, con l’obiettivo di «rendere effettivo il principio di inclusione valuteranno di coinvolgere nelle attività in presenza anche altri alunni appartenenti alla stessa sezione o gruppo classe – secondo metodi e strumenti autonomamente stabiliti e che ne consentano la completa rotazione in un tempo definito – con i quali gli studenti Bes possano continuare a sperimentare l’adeguata relazione nel gruppo dei pari, in costante rapporto educativo con il personale docente e non docente presente a scuola».
In conclusione, per non “ghettizzare” i ragazzi che hanno bisogno del sostegno si è scelto di fare loro lezione in presenza insieme a gruppi degli altri compagni.
Gli alunni disabili che continuano ad andare a scuola in presenza nonostante la didattica a distanza non devono andare in aula da soli ma con i compagni.