Caregiver in Italia. Un esercito invisibile di 7 milioni

20 febbraio 2024 – Sono stati presentati a Roma il 20 febbraio, nel corso di un evento organizzato su iniziativa della senatrice Elena Murelli, i risultati dell’indagine ‘Il caregiver nelle malattie rare, oncologiche e croniche’ realizzata da Elma Research nell’ambito del progetto ‘Caregiver, Valore per la Cura’ promosso dall’Associazione Italiana Pazienti con Sindrome Mielodisplastica (AIPaSIM) in partnership con Takeda.
Un esercito di 7 milioni di prestatori di cura non professionali che assistono familiari malati o costretti ad un’assistenza continua e che meritano di essere ascoltati. Il periodo Covid aveva fatto emergere mediaticamente e, conseguentemente, nel dibattito pubblico le loro problematiche che oggi sembrano tornate nell’ombra.
Seguendo i dati descritti nello studio si nota che oltre la metà dei casi (55%) assistono un genitore, seguito dal partner (16%). L’arborescenza di analisi fornisce dati anche riguardo la quotidianità di tali soggetti spiegando la suddivisione del loro tempo: il 64% segua il percorso sanitario del paziente, il 60% le pratiche burocratiche e il 46% lo supportano nella gestione delle terapie. Riguardo al vissuto psicologico, il 67% del campione riferisce un forte carico mentre il 71% vive il proprio operato come “utile” e “gratificante”.
Attraverso un sondaggio rivolto direttamente ai soggetti prestatori di cura riguardante le necessità ambite e le azioni da intraprendere in loro favore si evidenzia come il 78% necessiti di assistenza domiciliare, il 34% la consegna dei farmaci a casa, il 56%  maggiore informazione sulle questioni pratiche inerenti la propria attività e il 46% il bisogno di un supporto psicologico.
Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali  ha dichiarato: “Il governo è al lavoro su due fronti il Tavolo tecnico interministeriale Disabilità-Lavoro e Politiche sociali che dovrà presentare una roadmap operativa, e le disposizioni attuative per i caregiver contenute nella Riforma anziani, in cui si stabilisce che i servizi sociali, sociosanitari e sanitari territoriali, debbano coinvolgere attivamente il caregiver familiare, informandolo dei servizi e delle opportunità sul territorio”.
Di tutta risposta le Associazioni che rappresentano i caregiver italiani, riunitesi per l’occasione, hanno avanzato delle rivendicazioni che si sintetizzano in: riconoscere la figura del caregiver, ampliare l’accesso ai servizi socioassistenziali, promuovere la formazione e l’informazione, dare supporto ai bisogni emotivi.