Jobs Act: pubblicato il testo del decreto in Gazzetta Ufficiale


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Il 20 marzo 2014 è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 66, il decreto legge, n. 34, recante “Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”. E’ stata data così ufficialità a parte del piano per il lavoro messo a punto dal Governo, il Jobs Act, presentato dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi il 12 marzo scorso. Il Jobs Act, quindi, sta prendendo forma in due tempi. Il primo caratterizzato da necessità e urgenza e concretizzatosi nel decreto legge n. 34, del 20 marzo 2014, ed il secondo, nel quale molto probabilmente si ricorrerà ad una legge delega in materia di ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro e politiche attive, semplificazione delle procedure di costituzione e gestione dei rapporti di lavoro e riordino dei contratti di lavoro vigenti.

 

Il decreto n. 34 entra in vigore il 21 marzo 2014 e sarà presentato alle Camere per la sua conversione in legge entro 60 giorni.

Il provvedimento, si compone di due capi e 5 articoli. Le principali novità riguardano l’aumento della acausalità dei contratti di lavoro a tempo determinato e la semplificazione della disciplina dell’apprendistato. Per i contratti a termine si prevede che il numero complessivo dei rapporti di lavoro a termine costituiti da ciascun datore di lavoro non possa eccedere il limite del 20% dell’organico complessivo aziendale, ad eccezione delle imprese fino a 5 dipendenti. È rimessa alla contrattazione collettiva la facoltà di modificare tale limite. Viene elevata da 12 a 36 mesi la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato per il quale non è richiesto il requisito della “causalità”. Si stabilisce poi la possibilità di prorogare fino a un massimo di 8 volte il contratto a tempo determinato entro il limite dei tre anni. L’unica condizione per la proroga è che ci si riferisca allo svolgimento della stessa attività lavorativa.

Per quanto concerne l’apprendistato viene eliminata la previsione vincolo - introdotto dalla legge n. 92/2012, cd. Legge Fornero - che lega l’assunzione di nuovi apprendisti alla conferma in servizio dei precedenti apprendisti al termine del percorso formativo nella percentuale del 30% fino al 2015, poi del 50%. E’ eliminata la forma scritta per il piano formativo che rimane solo per il contratto e il patto di prova. Nell’apprendistato di I livello (quello che serve per acquisire una qualifica o un diploma professionale), le ore di formazione dell’apprendista costeranno di meno al datore di lavoro, in quanto le ore di formazione saranno pagate il 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento, fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva. Il datore di lavoro potrà scegliere, per l’apprendistato di II livello, se integrare la formazione professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica.

L’articolo 4 introduce una procedura informatizzata che smaterializza il Durc attraverso il superamento dell’attuale sistema che impone adempimenti burocratici alle imprese (si rinvia comunque a un decreto ministeriale atteso in 60 giorni).

L’articolo 5 introduce la possibilità di stabilire, con decreto interministeriale, criteri per l’individuazione dei datori di lavoro beneficiari della riduzione contributiva in caso di ricorso al contratto di solidarietà, con un incremento a 15 milioni annui delle risorse appositamente destinate a partire dal 2014.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sul Piano Lavoro presentato dal Governo il 12 marzo 2014, si legga la scheda di sintesi pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.