L’ANMIL è parte civile nel processo per morte operaio all’ILVA
<<Assolutamente ammissibile l’istanza di costituzione di parte civile dell’ANMIL>> nel processo per omicidio colposo instaurato dopo la morte di operaio all’ILVA.
Di questo tenore l’ordinanza del Tribunale Monocratico di Taranto, Giudice Dott. Massimo Demichele, che mercoledì 9 giugno ha ammesso la partecipazione dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro al processo per omicidio colposo a carico di cinque tra dipendenti Ilva e ditte appaltatrici i quali avrebbero, secondo l’accusa rappresentata dal Dott. Italo Pesiri, concorso a cagionare, in cooperazione colposa tra di loro, la morte dell’operaio della ditta Cmt Antonio Mingolla il 18 Aprile 2006.
Il Mingolla ed altri operai furono investiti da una vera e propria nube tossica inodore, insapore ed incolore contenente in cospicua quantità monossido di carbonio e proveniente, probabilmente, dalla tubazione a cui stavano lavorando all’interno dello stabilimento siderurgico. Nonostante i repentini soccorsi, il 47enne mesagnese morì poco dopo l’arrivo all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto.
La morte del lavoratore sarebbe dunque, secondo l’accusa, da ascrivere alla condotta colposa degli imputati, rei di aver negligentemente eluso gli obblighi previsti dalla normativa vigente sulla prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro, attraverso, tra l’altro, la predisposizione di un piano per la sicurezza generico e privo di una effettiva valutazione dei rischi legati alle attività lavorative relative all’esecuzione dell’appalto contratto dalla Cmt; i lavoratori pertanto non sarebbero stati destinatari di un percorso formativo ed informativo volto a dar loro effettiva coscienza dei pericoli insiti nelle prestazioni che eseguivano.
Status di parte civile dunque all’ANMIL, accanto alla già costituita moglie della vittima nonché alla Fiom-Cgil, sindacato di appartenenza del Mingolla.
<<E’ un provvedimento storico, il primo in Italia>> così ha commentato il Presidente ANMIL di Taranto Giovanni Monopoli <<che indirettamente riconosce l’impegno profuso dalla nostra associazione nell’attività di promozione della cultura della sicurezza del lavoro sul nostro territorio>>; a giustificazione dell’ ammissione dell’associazione nel processo penale vi è infatti – come emerge dall’istanza di costituzione di parte civile presentata dall’Avv. Maria Luigia Tritto legale dell’ANMIL – la lesione, compiuta dal fatto reato, dell’interesse collettivo allo svolgimento delle prestazioni lavorative in condizioni di sicurezza; interesse che rientra tra gli obiettivi primari perseguiti dall’ANMIL.
Il processo proseguirà all’udienza del 23 giugno, data in cui il giudice si è riservato di provvedere in ordine alla richiesta, avanzata dal legale dell’associazione, di citazione dei responsabili civili ILVA spa e CMT srl.
Contatti:
· Giovanni Monopoli 3498087383
· Studio legale Tritto – Tarricone 0997305411
Imputati: Alfredo De Lucreziis (tecnico d’area energia manutenzione meccanica dello Stabilimento Ilva), Assentato Antonio (capo cantiere della ditta Cmt), Mantovani Pietro (titolare della ditta SMI sas subappaltatrice della Cmt), Lalinga Angelo (responsabile di produzione, distribuzione e trattamento acque, soffiaggio vapore, aria e gas dell’Ilva), Abbattista Mario, capo reparto energia, aria e gas dell’Ilva e Ventruto Francesco (responsabile del servizio di prevenzione e protezione rischi per la sicurezza e salute durante il lavoro).