DISABILITA' E PET THERAPY
DOMENICA 25 SETTEMBRE 2011
FORO BOARIO SETTIMO TORINESE
 
A) CARATTERISTICHE GENERALI DELL’INIZIATIVA
Titolo del progetto: DISABILITA’ E PET THERAPY
Soggetto Proponente: A.N.M.I.L.
Soggetto realizzatore: HELD EVENTI s.n.c. di Scola Stefania & C.
Città in cui avrà luogo l’evento: Settimo Torinese
Data di realizzazione: Domenica 25/09/2011
Destinatari del progetto: Mutilati ed invalidi del lavoro
Durata dell’evento: 1 Giorno
Obiettivi finali del progetto: Fortificare la presenza dell’ANMIL nel territorio ed informare
sulle problematiche della sicurezza sul lavoro e
sui metodi alternativi per la ripresa dopo un infortunio
Originalità/ Innovazione del progetto Presentare e diffondere tra gli invalidi del lavoro la pet-therapy
(terapia universalmente riconosciuta come valido supporto nella
coadiuvazione del trattamento dei traumi fisici e psichici
dell’individuo)
Strumenti di comunicazione utilizzati Tutti i più moderni ed efficaci mezzi di comunicazione
 
 
 
 
 
CENNI SULLA PET THERAPY
L'intuizione del valore terapeutico degli animali, che risale all'antichità e nel corso dei secoli ha assunto sempre più importanza, trova oggi una strutturazione metodologica ed impieghi mirati a specifiche patologie.
Per indicare questo tipo di approccio da parte della medicina e della ricerca di base si parla in modo diffuso di pet-therapy, un neologismo di origine anglosassone coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson negli anni '50-'60.
Il termine pet-therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico. Occorre distinguere tra:
 Animal-Assisted Activities (AAA)
 Animal-Assisted Therapy (AAT)
 
1. Animal-Assisted Activities (AAA)
 
Viene tradotta in "attività svolte con l'ausilio di animali",oppure in "attività assistite dagli animali" Le attività hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.).
Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti.
 
2. Animal-Assisted Therapy (AAT)
Viene tradotta in "Terapie effettuate con l'ausilio di animali" o Uso Terapeutico degli animali da compagnia (UTAC) oppure in "terapie assistite dagli animali".
Si tratta di una attività terapeutica vera e propria (cioè con precise caratteristiche) finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato. Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi:
a. cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo)
b. comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole)
c. psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione)
d. psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell'autostima)
 
Sono interventi con obiettivi specifici predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive nonché della salute del paziente.
Si tratta di co-terapie dolci, che affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove questi non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale.
(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria; Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della salute - Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - Ufficio X) .(f.f. Redazione Ministerosalute.it
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DESCRIZIONE SOGGETTO PROPONENTE E SOGGETTO REALIZZATORE
SOGGETTO PROPONENTE: A.N.M.I.L
Sezione Provinciale di Torino -10121 Via Ottavio Revel 17 -011.542472 – 011.531533 -torino@anmil.it
CHI SIAMO – COSA FACCIAMO – BREVE STORIA DELL’ A.N.M.I.L.
L’ANMIL nasce il 19 settembre 1943 dopo alcuni tentativi non conclusi positivamente per l’opposizione della dittatura fascista, finalmente il 22 febbraio 1945 riuscì a costituirsi a Roma come Ente morale.
Nel 1959 assume personalità giuridica di diritto pubblico.
Attualmente è riconosciuta, con DPR del 31 marzo 1979, Ente morale con personalità giuridica di diritto privato. Dal 1° maggio 1999 l’ANMIL è componente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INAIL quale unico rappresentante degli invalidi del lavoro.
L’Associazione dal gennaio 2001 è divenuta una Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS).
L’ANMIL è componente ordinario della FIMITIC, l’Organismo internazionale che raccoglie le Associazioni Nazionali dei disabili. Inoltre, è membro fondatore della FAND, la Federazione tra le Associazioni Nazionali dei Disabili, nata il 16 gennaio 1997 e che riunisce le Associazioni storiche italiane: ANMIC, ENS, UIC e UNMS.
Oggi, a quasi 70 anni dalla Sua fondazione, l’Associazione svolge un’attività molto complessa ed articolata.
Questa si concretizza principalmente in una intensa opera di relazioni e rapporti con le Istituzioni, sia a livello nazionale che a livello locale, finalizzata a migliorare le tutele legislative e il reinserimento lavorativo degli infortunati sul lavoro. Accanto alle tutele, da anni ci impegniamo a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgente necessità di prevenzione in ambito lavorativo, elemento basilare per la riduzione degli incidenti sul lavoro. Dal 1999 l’ANMIL è entrata a far parte del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INAIL e, ad oggi, conta circa 460.000 iscritti che assiste grazie al supporto di 21 Sedi regionali, di 103 Sezioni provinciali, e di oltre 1.500 Sottosezioni, Delegazioni, Fiduciariati e Recapiti Comunali.
L’Associazione offre numerosi servizi gratuiti di assistenza e consulenza medico-legale e legale, fiscale per la
dichiarazione dei redditi, di patrocinio per il collocamento al lavoro, di istruzione di pratiche in materia infortunistica, previdenziale ed assistenziale, di cura dei rapporti con gli enti locali per l’erogazione di prestazioni legate all’invalidità.
Per essere più vicina ai propri soci ha attivato, inoltre, due Numeri Verdi:
800.864173 per la consulenza generica sulle norme infortunistiche, sociali, fiscali ed agevolative, comprese le barriere architettoniche; 800.275050 che offre un servizio di sostegno psicologico degli infortunati sul lavoro ed i loro familiari gestito da psicoterapeuti esperti su questo delicato tema.
Importanti strumenti dell’Associazione sono la Fondazione ”Sosteniamoli subito”, creata per aiutare concretamente i familiari delle vittime degli infortuni sul lavoro, ed il SAF, servizio di assistenza fiscale, ora esteso in tutto il territorio nazionale per la compilazione telematica e gratuita di tutte le pratiche richieste dagli Associati. Il futuro prevede inoltre la creazione di un proprio ente di patronato che consenta un ulteriore ampliamento della già importante gamma di prestazioni fornite alla categoria, ed al riguardo è già pervenuta la positiva valutazione dal Ministero competente.
Quasi 70 anni di vita associativa dedicati all’assistenza e alla tutela dei diritti degli infortunati sul lavoro ed il triste primato della nostra nazione che con quattro morti al giorno risulta tra i paesi industrializzati con la più
alta mortalità per cause di lavoro, hanno spinto l’ANMIL a costituire appositamente un Fondo attraverso il quale contribuire a migliorare le drammatiche condizioni di vita nelle quali si trovano improvvisamente i superstiti dei caduti sul lavoro. La Fondazione “Sosteniamoli subito” ha, tra i suoi scopi, la realizzazione di iniziative mirate ad offrire un’opportunità di aiuto economico e di supporto a vedove e orfani di lavoratori deceduti per cause di lavoro, sia per affrontare le prime difficoltà economiche che sopraggiungono all’indomani dell’infortunio mortale sia per poter trovare soluzione ai problemi sociali e burocratici che aggravano un evento già di per sé traumatico e gravissimo .
Per tutte le iniziative la Fondazione agisce sulla base di programmi di intervento pluriennali e di progetti di durata annuale, avvalendosi di un consistente Fondo iniziale costituito interamente dall’ANMIL, e che viene incrementato dalla raccolta di donazioni liberali, nonché con i contributi di altri enti pubblici o privati che intendono sostenere la realizzazione di singoli progetti.
 
 
SOGGETTO REALIZZATORE: HELD EVENTI s.n.c di Scola Stefania & C.
La HELD EVENTI s.n.c realizza eventi per:
Comuni
Province
Associazioni
Aziende
 
sensibilizzando ed informando l’opinione pubblica rispetto alla vita ed al rapporto con gli animali e sostenendo progetti, iniziative, campagne come:
 Diffusione e conoscenza della Pet-Therapy
 Campagne contro gli abbandoni ed i maltrattamenti
 Informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica
 Informazione e sensibilizzazione di categorie “protette” verso le tematiche ad esse correlate
 
Attraverso le nostre collaborazioni e la nostra presenza su internet e sui social network siamo, ad oggi, in grado di raggiungere oltre 1.8000.000 utenti.
 

DESCRIZIONE GENERALE DELL’INIZIATIVA Titolo del progetto:
DISABILITA’ E PET THERAPY
Città e luogo in cui avrà luogo l’evento:
Settimo Torinese, Piazza del mercato
Originalità /Innovazione del progetto
Parte informativa:
Saranno presenti operatori pet therapy specializzati in:
 Riabilitazione equestre (terapia assistita con cavalli)
 Onoterapia (terapia assistita con asini)
 Pet therapy svolta con unità cinofile (terapia assistita con cani)
 
svolgeranno dimostrazioni pratiche ed informeranno gli astanti sul valore della pet therapy nella cura di alcune patologie ed in affiancamento alle terapie mediche.
 Dimostrazione dell’ A.N.P.AS e/o Polizia Cinofila
 Operatori provenienti da centri cinofili (con dimostrazioni pratiche)
 
L’ A.N.M.I.L. avrà quindi il merito di suggerire, presentare e spiegare ai propri iscritti un nuovo modo di affrontare la propria condizione di disagio fisico e/o psicologico.
La location in cui si svolgerà l’evento sarà suddivisa in aree a tema attrezzate a seconda delle funzioni a cui saranno destinate.
Ciascuna area porterà un colore diverso ad indicare le attività che verranno svolte all’interno dell’ area stessa.

 
 
 
 
Parte ludico-informativa:
L’arte è da sempre una forma utilizzata dall’uomo per affrontare le proprie paure, i sentimenti, i disagi e gli stati d’animo. A tal proposito saranno presenti artisti di varie correnti (pittori, scultori, attori … ) che proporranno opere sul tema “disabilità”. Tra questi:
con opere a tema
Scultori con opere a tema (es. Pet Therapy e disabilità, morti bianche, sicurezza sul lavoro ecc)
Attori con opere a tema
 
Tutti capaci di interagire con il pubblico
Workshop per bambini “crescere in sicurezza”
 

Strumenti di comunicazione utilizzati
 
Portale www.lacuccia.net (40.000 iscritti + 6.000 key words)
 Social Network (propri gruppi e pagine: 1.200.000 contatti)
 Radio regionali e nazionali
Televisioni regionali e nazionali
 Stampa di settore e non, regionale e nazionale
 Motori di ricerca
 Forum
 Locandine
 Manifesti
 Volantini
 

 

SPAZIO ANMIL
L’ Associazione avrà durante tutto il corso della giornata un ampio spazio fisico e temporale a disposizione, integrato con gazebo nelle aree centrali ed il supporto di personale qualificato a disposizione degli astanti ed in grado di portare avanti l’opera di proselitismo ed informazione dell’ Associazione.

 
L’ A.N.M.I.L. disporrà inoltre di:
Uno spazio per la raccolta fondi e la distribuzione di materiale informativo.
 
Uno spazio dedicato al proselitismo
 
Uno spazio per le conferenze tematiche
 
Uno stand a supporto del PROGETTO LAVORO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
B) DETTAGLIO PROGETTO
Parteciperanno all’evento:
 Il Presidente Provinciale dell’ANMIL e personalità istituzionali del Comune, Provincia e
 
Regione che apriranno la Giornata con un saluto e terranno durante la stessa le conferenze e gli incontri/confronti sui temi oggetto dell’ Evento.
 Giornalisti
 
 Operatori di Pet Therapy (asini e pony capaci di interagire con il pubblico)
 
 Operatori Pet Therapy (unità cinofila capaci di interagire con il pubblico)
 
 Pittori e Scultori con opere a tema (es. Pet Therapy e disabilità, morti bianche, sicurezza sul lavoro ecc..) capaci di interagire con il pubblico
 
 Attori e compagnie teatrali con opere a tema (es. Pet Therapy e disabilità disabilità, morti bianche, sicurezza sul lavoro ecc..) con mini spettacoli a tema e capaci di interagire con il pubblico
 
 Fotografi con opere a tema (es. Pet Therapy e disabilità disabilità, morti bianche, sicurezza sul lavoro ecc..)
 
 Giocolieri e mimi (capaci di interagire con il pubblico)
 
 A.N.P.S e/o Polizia Cinofila
 
 
Operatori provenienti da centri cinofili (con dimostrazioni pratiche)
 
 Fotografi assegnati al reportage evento
 
 Cameraman assegnati alle riprese dell’evento
 
 Collaboratori e volontari provenienti dai tesserati dell’ Associazione
Durante la giornata, oltre ai vari momenti di animazione ed interazione con il pubblico,
i partecipanti potranno fermarsi nei vari Stand commerciali appositamente scelti per interessare la categoria.
C) ALLESTIMENTO E PROGRAMMA:
 
Palco per conferenze
Palco allestito con microfoni ed attrezzatura necessaria sul quale si alterneranno esponenti del mondo del lavoro, rappresentati dell’ Associazione ed operatori
Pet-Therapy.
Area ANMIL
Una grande area centrale (opportunamente segnalata)sarà attrezzata per l’Associazione. Verrà creata una reception con personale qualificato in grado di fornire informazioni e supporto sui servizi offerti dall’Associazione oltreché capace di raccogliere adesioni (proselitismo) all’ ANMIL come soci sostenitori. Tale personale avrà inoltre il compito di presentare i progetti realizzati e in via di realizzazione.
Stand per il progetto LAVORO
Uno spazio sarà dedicato alla presentazione del Convegno Regionale ANMIL 2011 dal titolo “ SVANTAGGIO E LAVORO:IPOTESI PER UN FRONTEGGIAMENTO CONDIVISO” tenutesi presso il Centro incontri Regione Piemonte a maggio e a raccogliere richieste di inserimenti lavorativi e curriculum lavoro nello stand saranno presenti anche associazioni portatrici degli interessi dei cittadini svantaggiati e disoccupati.
 
Esposizione di artisti con opere tematiche e personali
A pittori, scultori, fotografi e rappresentanti del mondo dell’arte è stato richiesto di intervenire con opere a tema (esposte e rappresentate).
Ogni artista, oltre ad esporre le proprie opere, dovrà esporre un opera sul tema DISABILITA’ E PET THERAPY.
Opzione: Il pubblico partecipante decreterà tramite votazione l’opera che meglio rappresenta il tema in concorso.
Pet Teraphy
Un’area apposita all’interno della location verrà attrezzata per ospitare gli operatori di pet therapy ed i loro animali.
E’ infatti dimostrato che questa terapia innovativa, affiancata alla medicina tradizionale, può curare alcuni disturbi psichici e fisici, come ansia, depressione, disturbi legati alla sfera affettiva.
E’ inoltre applicata come supporto alle terapie di riabilitazione.
A questo proposito saranno allestite nel corso della giornata conferenze a tema e vi saranno dimostrazioni pratiche.
Dimostrazione della sez. cinofila Polizia di Stato e/o A.N.P.AS (Associazione Nazionale Pubblica Assistenza)
Esibizione da parte di professionisti del settore che, simulando situazioni di pericolo, dimostrano il lavoro svolto dalle loro unità cinofile in caso di calamità (es. ricerca di persone), o in situazioni particolari (es. ricerca di esplosivo).
In questo tipo di attività è previsto il coinvolgimento delle persone presenti.
Dimostrazione di Agility
Allestimento di uno spazio per le attività cinofile.
L'agility dog è uno sport cinofilo che consiste in un percorso ad ostacoli, che il cane deve superare nell'ordine previsto.
In questo percorso il conduttore deve seguire il cane comunicando con esso, dandogli dei comandi e accompagnandolo in tutto il percorso.
Si tratta di una disciplina sportiva che favorisce la sua buona integrazione nella società.
Si alterneranno numerose specialità per la vera cultura rapporto cane-uomo eseguite da selezionati addestratori privati, di agility dog e dalle unità cinofile.
Interazione fra artisti e pubblico
Una compagnia teatrale allieterà la giornata con animazione e coinvolgimento dei presenti in piccole rappresentazioni itineranti all’interno della location
Stand commerciali
Presenza di stand commerciali di varia natura.
Stand di degustazione
 
 
Torino, 27.07.2011
 
 
                                                                                                                             Il Presidente Provinciale
                                                                                                                                     Livio Pellegrino
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

PIANO FINANZIARIO EVENTO
 “DISABILITA’ E PET THERAPY
 
 
VOCI                                                                 
ENTRATE
 USCITE
CONTRIBUTO RICHIESTO                           
29.800,00
 
PROGETTAZIONE E COORDINAMENTO          
 
7.000,00
ASSISTENZA ON SITE                                   
 
4.500,00
ARTISTI E SPETTACOLI                               
 
5.400,00
PROGRAMMAZIONE SOCIALE                            
 
3.000,00
STUDIO E PROGETTAZIONE GRAFICA                   
 
3.900,00
SEGRETERIA E SPESE DI GESTIONE                   
 
3.000,00
RICERCA E COORDINAMENTO ARTISTI - ENTI
 
3.000,00
TOTALI A PAREGGIO                                      
29.800,00
29.800,00

 

Iniziative

 


 

Bozza di Progetto x Disabili “Sottosoglia”
 
Parole chiave: occupabilità, riabilitazione socio lavorativa, prevenzione. 
 
Il progetto si propone di sviluppare un approccio positivo al tema della sicurezza e del reinseimento lavorativo di persone invalide del lavoro, mediante un articolato di iniziative rivolte alle imprese e alle persone che afferiscono in mnaiera integrata all’ambito delle politiche del lavoro e alla sfera delle politiche per la prevenzione dei rischi di infortunio nei luoghi di lavoro.
A tal fine si prevede la possibilità di sostenere la presente sperimentazione progettuale mediante una logica di integrazione di risorse finanaziarie necessarie per la sostenilbilità del progetto medesimo, afferendo agli enti che appunto presidiano per competenze istituzionali gli ambiti sopra citati (Regione, Provincia, Inail).
 
La proposta progettuale si colloca in un territorio caratterizzato da dinamiche fortemente sinergiche tra gli attori che intervengono nel MdL, in particolare per quanto riguarda la riabilitazione lavorativa e il re-inserimento sociale di persone in condizione di particolare svantaggio; i soggetti proponenti sono tra i protagonisti di un sistema molto fitto di relazioni instaurato negli anni.
 
Le rispettive finalità sociali offrono molteplici occasioni per convergenze operative in una prospettiva di scambio reciproco e comunione di interessi che, a vantaggio di una più complessiva promozione della cultura della prevenzione nel mercato del lavoro, può ampliare efficacemente da un lato le occasioni di riabilitazione socio lavorative delle persone disabili da lavoro interessate, dall’altro le occasioni per migliorare l’ambiente organizzativo e produttivo delle aziende coinvolte.
La partnership specifica che si prefigura vede quindi da parte dei soggetti proponenti il riconoscimento e la condivisione delle reciproche culture di servizio, la massimizzazione delle opportunità e delle risorse a disposizione contestualmente, lo scambio di conoscenze attraverso l’analisi comparata di tutte le informazioni sulla domanda e sull’offerta offerta in possesso (dati contenuti nel SILP della Provincia di Torino, nel SINP dell’INAIL, nel GEPAL del Consorzio Mestieri, nelle BD dell’ANMIL).
 
In questa dimensione relazionale tra i servizi espressi, le persone disabili “sottosoglia” rappresentano di certo una fascia di popolazione particolarmente a rischio di marginalità sociale perché presentano problematiche complesse tipiche della condizione di disabilità a fronte di meno risorse/strumenti destinati invece alle persone che reintrano nella L. 68/99.[1]
 
Per fornire una risposta efficace alle esigenze specifiche di queste persone, la quasi totalità delle Province piemontesi ha indicato le persone “sottosoglia” tra le destinatarie principali delle azioni di politica del lavoro all’interno di ogni rispettivo Programma Operativo Provinciale (POP), in particolare la Provincia di Novara e Torino citano espressamente i disabili da lavoro “sottosoglia” fornendo ulteriore campo per successive sperimentazioni innovative rispetto alle azioni già espresse sul territorio regionale. [2]
 
La presente proposta progettuale è scaturisce inoltre dall’esperienza fornita dalla prima sperimetazione progettuale denominata “Aliante” in corso di realizzazione, dal 2010, avente come finalità la creazioni di condizioni favorevoli per il collocamento lavorativo di invalidi gravi, soggetti da reinserire presenti nella lista provinciale ex L.68/99, mediante una collaborazione operativa tra i Centri per l’Impiego e il Servizio programmazione politiche per il lavoro della Provincia di Torino, il Consorzio Mestieri, l’ANMIL, e il supporto dell’Unione Industriali di Torino.
 
La proposta ha caratteristiche di innovatività rispetto alle pratiche - a livello nazionale e locale - di inserimento socio lavorativo finora proposte alle persone disabili da lavoro “sotto soglia”, partendo da una base operativa di collaborazione che ha avuto modo di testarsi in questi anni con azioni rivolte a persone disabili da lavoro “sopra soglia”.
Fornisce pertando una prima interessante occasione di osservazione e analisi della sostenibilità di un modello di intervento che può, in propettiva su scala più ampia, arricchire e completare quelli già esistenti; in quest’ottica “pilota” si indica il territorio metropolitano di Torino quale spazio complesso per realizzare le attività sperimentali di una prima fase, poi estendibile ad altre aree territoriali piemontesi in caso di successo progettuale.
 
 
0.    Soggetti proponenti
 
INAIL
ANMIL
MESTIERI
 
 
1.    Contesto 
 
In Italia il 2010 fa registrare una diminuzione sensibile dei decessi da lavoro in tutti i rami di attività: Agricoltura (-10,2%), Industria (-9,7%) e Servizi (-3,0%). Il calo registrato ha interessato tutte le aree del Paese, ma in maniera crescente dal Nord al Sud (dal -1,3% del Nord-Ovest al -3,2% del Mezzogiorno passando per il -1,6% del Nord-Est e il -1,8% del Centro), quest’ultimo più penalizzato degli altri dal calo occupazionale (-1,5% contro il -0,7% nazionale). I risultati più significativi in Piemonte (-3,6%), Veneto (-2,5%) e Campania (-6,5%). [3]
 
Nello stesso anno si registra a livello nazionale un calo degli degli infortuni da lavoro (-1,9% tra il 2009 e il 2010) che ha interessato tutte le aree del Paese, in maniera crescente dal Nord al Sud (dal -1,3% del Nord-Ovest al -3,2% del Mezzogiorno passando per il -1,6% del Nord-Est e il -1,8% del Centro), quest’ultimo più penalizzato degli altri dal calo occupazionale (-1,4% contro il -0,7% nazionale). A livello regionale, praticamente quasi tutte le Regioni vedono contrarsi il fenomeno infortunistico con i risultati più significativi in Piemonte (-3,6%), Veneto (-2,5%) e Campania (-6,5%). Nel Nord continua a concentrarsi il 60% degli infortuni, trattandosi d’altronde del territorio a maggiore densità occupazionale (52% degli occupati nazionali nel 2010).[4]
 
 
Infortuni sul lavoro avvenuti nel periodo 2009-2010 e denunciati all'INAIL, provincia Torino, regione Piemonte
Fonte: archivi Banca Dati Statistica INAIL aggiornati al 30 aprile 2011
 

PROVINCE E REGIONI
TOTALE INFORTUNI
 VAR % 2010/2009
2009
2010
 industria e servizi
27.628
26.811
-3,0
 agricoltura
911
852
-6,5
 dipendenti conto Stato
1.344
1.249
-7,1
 totale prov. TORINO
29.883
28.912
-3,2
 totale PIEMONTE
62.261
60.014
-3,6

 
 
Infortuni sul lavoro, settore Industria e Servizi, di apprendisti avvenuti nel periodo 2009-2010 e denunciati all'INAIL, provincia Torino, regione Piemonte
Fonte: archivi Banca Dati Statistica INAIL aggiornati al 30 aprile 2011

PROVINCE E REGIONI
 TOTALE INFORTUNI
 VAR % 2010/2009
2009
2010
totale industria e servizi prov. Torino
726
701
-3,4
totale industria servizi PIEMONTE
        1.546
        1.442
-6,7

                                            
Malattie professionali manifestatasi nel periodo 2009-2010 e denunciate all'INAIL, provincia Torino, regione Piemonte
Fonte: archivi Banca Dati Statistica INAIL aggiornati al 30 aprile 2011

PROVINCE E REGIONI
TOTALE INFORTUNI
 VAR % 2010/2009
2009
2010
 industria e servizi
       1.132
           970
 
 agricoltura
             14
             19
 
totale prov. TORINO
        1.154
           993
-             14
totale PIEMONTE
     2.138
     2.013
-5,8

 
Infortuni sul lavoro di persone straniere avvenuti nel periodo 2009-2010 e denunciati all'INAIL, provincia Torino, regione Piemonte
Fonte: archivi Banca Dati Statistica INAIL aggiornati al 30 aprile 2011

PROVINCE E REGIONI
 TOTALE INFORTUNI
 VAR % 2010/2009
2009
2010
 industria e servizi
       3.813
       3.982
4,4
 agricoltura
             45
             46
2,2
 dipendenti conto Stato
             37
             37
0,0
 totale provincia TORINO
     3.895
     4.065
4,4
 totale PIEMONTE
     8.995
     9.010
0,2

 
 
Dati su disabilità da lavoro “sottosoglia” regionali/ provinciali/ cittadini >> INAIL, ANMIL
Caratteristiche dei disabili da lavoro sottosoglia? % invalidi lavoro “sottosoglia”? >> INAIL, ANMIL
 
 
2.    Destinatari
 
Il progetto prevede:
-         il coinvolgimento di 30 persone invalide da lavoro cosiddette “sottosoglia”, cioè persone invalide del lavoro con percentuale di invalidità derivante da infortuni sul lavoro inferiori al 33%, accertata dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (INAIL) in base alle disposizioni vigenti. Tali persone potranno essere segnalate dagli Uffici provinciali di Torino e dall’ANMIL (8 Torino Nord, 8 Torino centro, 8 Torino Sud; 6 ANMIL) in percorsi finalizzati all’accrescimento del loro grado di occupabilità, di cui 10 impegnate in percorsi di reinserimento lavorativo attraverso l’utilizzo dello strumento del tirocinio.
-         il coinvolgimento di aziende sul territorio in percorsi di promozione della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, di cui 10 disponibili ad ospitare i percorsi di reinserimento lavorativo messi in essere
 
 
3.    Obiettivi
 
La presente proposta persegue le seguenti finalità:
-         la riabilitazione socio lavorativa per le persone disabili da lavoro “sottosoglia”
-         la promozione della cultura della sicurezza e della prevenzione dagli infortuni negli ambienti lavorativi
-         la sperimentazione di un modello di intervento operativo che vede interagire complementarmente attori dalle diverse finalità istituzionali
-         la descrizione delle traiettorie professionali delle persone che hanno subito un infortunio invalidante sul lavoro ricercando in particolare tutte le correlazioni significative per comprendere meglio il fenomeno; la descrizione della realtà vissuta dalle aziende in cui sono avvenuti infortuni sul lavoro, con uno sguardo particolare a quelle che hanno ttrasformato l’evento traumatico di un proprio lavoratore in miglioramento delle condizioni di sicurezza per tutti.
 
Nel raggiungimento delle finalità succitate si svilupperanno attività che hanno come obiettivi:
-         l’ aumento del grado di occupabilità per le persone disabili da lavoro “sottosoglia” coinvolte
-         il reinserimento socio lavorativo in azienda di una quota dei partecipanti attraverso la realizzazione di percorsi personalizzati di rientro nel MdL utilizzando lo strumento del tirocinio in azienda
-         la partecipazione di un numero significativo di aziende del territorio a momenti di incontro/ focus group dedicati alla promozione della cultura della sicurezza e prevenzione negli ambienti di lavoro
-         la diffusione delle tematiche inerenti la sicurezza sul lavoro attraverso la creazione di prodotti di comunicazione facilmente intelleggibili e riconoscibili dal mondo imprenditoriale.
 
 
4.    Attività
 
Descrizione attività
 
Le persone disabili da lavoro “sottosoglia” coinvolte avranno accesso a tutti i servizi specialistici volti ad aumentare il loro grado di occupabilità; in particolare a quelle coinvolte nei percorsi di reinseramento socio lavorativo attraverso lo strumento del tirocinio in azienda verrà riconosciuta una borsa lavoro.
 
Il progetto prevede l’integrazione di attività rivolte:
-         da un lato alle persone, interventi cioè finalizzati al rafforzamento dell’occupabilità delle medesime e alla riabilitazione socio-lavorativa
-         dall’altro alle imprese, azioni cioè finalizzate alla diffusione della cultura della prevenzione degli infortuni e della sicurezza, mediante iniziative di sensibilizzazione e incentivazione a comportamenti di responsabilità sociale che abbinino l’inclusione lavorativa (in favore di chi ha subito infortuni sul lavoro) con il presidio dei fattori di rischio.
Il progetto si propone infatti di far interagire in maniera innovativa e sperimentale i due aspetti (la riabilitazione socio-lavorativa e i comportamenti responsabili dell’azienda) anche mediante un sistema di incentivi rivolti alle imprese che agendo nel campo della prevenzione si traducano anche però in opportunità di coinvolgimento delle imprese medesime ai fini del reinserimento lavorativo dei beneficiari.
Il sistema di incentivi rivolti alle aziende, per facilitare in questo modo i percorsi di reinserimento socio lavorativo delle persone interessate dalle attività progettuali, dovranno ricadere positivamente sull’insieme di obblighi e oneri economici a cui le imrpese stesse sono tenute per legge. In particolare l’articolazione dei sostegni, compatibile con la ratio della presente proposta progettuale, deve essere vissuta in modo utile dall’azienda, scegliendo cioè la misura migliore tra gli obblighi attualmente esistenti:
-         redazione di un Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
-         realizzazione di varie tipologie di corsi formazione
-         nomine del medico del lavoro e del Responsabile della sicurezza
-         realizzazione di corsi di formazione interna
-         dotazione dei dispositivi di protezione adeguati
-         revisione periodica dei sistemi di sicurezza aziendale


 
FLUSSO ATTIVITA

AZIONI RIVOLTE ALLE PERSONE

 
AZIONI RIVOLTE ALLE IMPRESE

 

 

 

INSERIMENTO
SOCIO LAVORATIVO
 
 
Elaborazione alternativa: DESCRIZIONE TRAIETTORIA PROFESSIONALE
-	Offerta
§	finalità scientifica: griglia fattori correlazione trauma <> fattori personali e sociali <> disoccupazione <>  reinserimento socio lavorativo
§	finalità narrativa: prodotto comunicazione e promozione sicurezza prevenzione
-	Domanda
§	finalità narrativa: prodotto comunicazione e promozione sicurezza prevenzione
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE
ATTIVAZIONE RISORSE
E MISURE DEDICATE
 
ANALISI AMBIENTE DI LAVORO
E MANSIONI DI INSERIMENTO LAVORATIVO
 
ADESIONE PERCORSO
Incontri/ focus group
-   Promozione e sensibilizzazione cultura prevenzione e sicurezza
-   Tema “Come trasformarre un evento traumatico di infortunio di un lavoratore in occasione di miglioramento della sicurezza aziendale e delle condizioni prevenzione rischi e sensibilizzazione cultura sicurezza. Partecipazione di testimonial
-   Racconto di esperienze di successo nella riabilitazione di persone disabili da lavoro
 
Promozione opportunità progettuale alle aziende e alla rete di aziende
 
 
SEGNALAZIONE BENEFICIARI
Canali d’accesso:
-   Autocandidatura 
con adeguato livello motivazionale (tema responsabilità utente)
 
-   Proposta mirata
Incrocioinformazioni INAIL/ CPI / ANMIL;  proposta adesione progettuale; scelta potenziali candidati secondo criteri di preselezione
 
ADESIONE PERCORSO
-   Sottoscrizione Patto di Servizio
COSTRUZIONE PROGETTO PERSONALE DI RIABILITAZIONE SOCIOLAVORATIVA
ATTIVAZIONE SERVIZI SPECIALISTICI
CONTATTO E SELEZIONE DEI BENEFICIARI

 

 
 
 
 
 
 
 

Ø    Descrizione di dettaglio delle ATTIVITÀ RIVOLTE ALLE PERSONE:
 

Ricerca aziende

 
Selezione dei beneficiari
-Colloqui motivazionali
-Elaborazione Scheda profilo
Colloqui accoglienza e prima diagnosi
-Firma patto di servizio
-Valutazione dell’occupabilità
- Elaborazione profilo socio-professionale
 

 

 
 

                     

Monitoraggio

 
 
Orientamento
formazione e consulenza
Attivazione Tirocinio e tutoraggio
 
Counselling psicologico (di gruppo)
Counselling psicologico (individuale)
Attivazione Ins. Lav. e tutoraggio
Chiusura dell’intervento e valutazione del percorso
Match lavoratore e azienda
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le azioni descritte di seguito saranno svolte da operatori del territorio esperti in attività di reinserimento di persone invalide del lavoro. L’approccio utilizzato è quello del Case-Management (Steinberg e Carter) e la filosofia di fondo si riconduce a quella dell’ “empowerment”, ossia la promozione di azioni che mirano a rafforzare il potere di scelta degli individui, migliorandone le competenze e le conoscenze, attraverso la mobilizzazione delle risorse interne individuali.
Si evidenzia che ciascun partecipante avrà come persona di riferimento per tutto il suo percorso un referente di caso, il quale svolgerà gran parte delle attività di orientative, di supporto e di tutoraggio al fine di agevolare lo sviluppo delle relazioni di aiuto, avere una regia unica nella gestione del percorso, favorire il senso di fiducia e alleanza tra il partecipante e il servizio, raccorderà le azioni con i vari attori del progetto e con i servizi territoriali al fine di prevenire eventuali sovrapposizioni di interventi. Inoltre, tutte le azioni realizzate nei confronti dei partecipanti, saranno registrate all’interno di un “Libretto Personale”, in modo da avere un costante monitoraggio sull’andamento del percorso, una condivisione con il partecipante delle azioni realizzate, della loro evoluzione ed esito.
In relazione alla partnership di riferimento per lo sviluppo del progetto, ovvero in riferimento all’opportunità di prevedere il coinvolgimento istituzionale della Provincia di Torino quale ente titolare della gestione dei servizi pubblici per l’impiego, si definirà le forme di raccordo tra le attivitò del progetto e i servizi e funzioni provinciali. Le attività presentate nel progetto potranno infatti essere condivise e messe in sinergia con gli indirizzi istituzionali, il servizio Programmazione politiche per il lavoro e inserimento lavorativo disabili, i Centri per l’impiego e gli attori altri istituzionali in modo da sviluppare una progettualità operativa partecipata. I soggetti proponenti si impegnano altresì a mettere a disposizione della Provincia il patrimonio metodologico e organizzativo previsto sul progetto al fine di mettere a sistema le azioni presentate.
 
 
Processo di erogazione del servizio:
1.      Accesso delle persone al progetto: il progetto prevede differenti modalità di accesso: tramite autocandidatura o tramite segnalazione mediata dalla rete istituzionale. Il primo canale è definito ai fini dell’individuazione di candidature connesse ad alti livelli di motivazione. Tale canale presupporrà quindi un’azione preliminare di pubblicizzazione mirata delle opportunità di progetto realizzata presso i servizi del territorio e della rete a cui accedono ordinariamente persone invalide sul lavoro disoccupate (Inail, CPI, Anmil).
Il secondo canale prevede invece l’individuazione nominativa di persone realizzata ricercando candidature all’interno dei database degli enti della rete (Inail, CPI, Anmil), applicando criteri di ricerca riferiti alla condizione socio-professionale delle persone. Tale canale prevede quindi una proposta specifica di partecipazione al progetto rivolta a potenziali candidati ritenuti in possesso di caratteristiche socio-anafrafiche preliminari idonee.
2.      Selezione dei beneficiari. La selezione dei potenziali beneficiari da inserire nel progetto è una fase fondamentale allo scopo di conivolgere beneficiari sufficientemente motivati al lavoro e disponibili ad un investimento personale adeguato per partecipare in maniera proattiva ad un processo di reinserimento lavorativo.
Le persone individuate da questa prima attività di screening verrano coinvolte da operatori esperti di selezione e orientamento in colloqui motivazionali a seguito dei quali si propone di individuare 30 beneficiari effettivi per le fasi successive.
Metodologia. Colloqui motivazionali rilevazione informazioni anagrafiche, socio-professionali.
Strumenti/Output. Scheda Profilo e iniziale lettura del bisogno.
3.      Colloqui di accoglienza e prima diagnosi approfondita. Si tratta di un’attività che completa l’analisi di conoscenza e diagnosi delle persone realizzata in fase di selezione dei beneficiari. Saranno condotti, pertanto, dei colloquiconoscitivi e valutativi individuali durante i quali sarà approfondita la valutazione dell’occupabilità dei candidati, attraverso un’analisi delle potenzialità e delle caratteristiche della persona (risorse personali, sociali, professionali e lavorative, ambiente sociale di provenienza, risorse culturali, esperienze lavorative precedenti, i vincoli). Si definirà, quindi, un profilo socio-professionale della persona che richiama elementi di diagnosi funzionale, di contesto, di bisogni e aspettative della persona utili alla predisposizione di un piano di intervento personalizzato che verrà formalizzato con gli incontri successivi di orientamento.
Metodologia. Intervista guidata volta a stabilire una relazione di fiducia tra il lavoratore e l’operatore.
Strumenti/Output.Scheda candidato per la raccolta di dati socio-professionali, tipologia di disabilità, modalità attivate per la ricerca del lavoro e attese dal servizio. Scheda adesione e sottoscrizione patto di servizio.
4.      Servizi orientativi. Al fine di realizzare dei percorsi adeguati di reintegrazione socio-lavorativa è importante destinare molto attenzione alla fase di orientamento delle persone (di gruppo e individuale) specifico sul mercato del lavoro delle fasce deboli in modo da sollecitare le persone alla conoscenza di un mercato differente a quello a cui erano abituati, ai suoi punti di forza e di criticità nonché delle sue potenzialità rendendo consapevoli le persone della loro nuova realtà. Così come sulle loro potenzialità che possono esprimere e sviluppare grazie ad una attenta valutazione oggettiva dell’occupabilità, ad interventi di orientamento e di rinforzo delle competenze, la realizzazione di tirocini che li metteranno in grado di affrontare e sostenere, con il supporto di professionisti del settore, la nuova realtà.
Le attività di orientamento si distingueranno in azioni di formazione orientativa e azioni di counselling orientativo. L’obiettivo è fornire alle persone da una parte strumenti per la lettura, l’analisi e la comprensione della realtà, nonché gli strumenti per renderle attive e consapevoli della nuova situazione che li coinvolge e dei diritti e servizi a cui poter accedere; dall’altra di costruire insieme agli operatori, un progetto individuale finalizzato al reinserimento nel mercato del lavoro.
A tal fine le azioni di formazione orientativa, realizzate tramite incontri di gruppo, si focalizzeranno soprattutto sui temi quali:
-          il mercato del lavoro per le fasce deboli in Piemonte (natura dell’occupazione, criticità e problemi, l’importanza del contesto, ecc);
-          la legislazione e le tipologie contrattuali;
-          il collocamento mirato e L.68/99;
-          l’incontro con le imprese
Le azioni di consulenza orientativa, realizzate a livello individuale, consentiranno, invece, di approfondire la situazione (i punti di forza e le criticità) e i fabbisogni della persone integrando l’analisi condotta durante la valutazione dell’occupabilità con:
-          un bilancio delle competenze;
-          colloqui motivazionali approfonditi;
-          analisi dei fabbisogni socio-economici;
-          la stesura di un curriculum vitae.
Queste azioni porteranno alla stesura di un progetto personalizzato formativo/professionale, condiviso tra l’operatore e il destinatario, finalizzato alla rimotivazione della persona e al suo reinserimento nella società e nel mercato del lavoro che potrà comprendere, a seconda dei fabbisogni, emersi tutte o alcune delle seguenti possibilità:
-          percorsi di rinforzo delle competenze (attraverso azioni formative);
-          attivazione della rete dei servizi territoriali;
-          supporto e accompagnamento psicologico;
-          approfondimenti sui servizi presenti nel territorio e modalità di accesso (previdenziali, sociali, sanitari, ecc) a complemento e in sinergia con i servizi erogati allo sportello dell’Anmil.
La redazione del progetto individuale sarà sancita con la firma di un documento formale che impegna il beneficiario alla realizzazione di un percorso preciso con tappe ed obbiettivi espliciti.
Metodologia. I fondamenti che ispirano e basano le metodologie del servizio sono ispirate alle attività svolte sia nei Programmi Operativi Nazionali (PON) sia al “Catalogo delle attività di servizio e degli strumenti operativi” della regione Piemonte. Riprendendo una definizione data da Leonardo Evangelista “Fare orientamento significa aiutare le persone (qualunque sia la loro età) a individuare e costruire percorsi pienamente soddisfacenti in ambito formativo e professionale”. Da un punto di vista teorico il modello a cui si fa riferimento è quello di tipo supportivo/educativo (Isfol). Assunto base del modello di azione applicato è la “centralità della persona nella propria globalità”. 
Sono previsti 5 incontri di gruppo.
Strumenti/Output. Per le attività di informazione orientativa: lavoro di gruppo, slides, dispense sui temi trattati, strumenti e indicazioni per la ricerca del lavoro. Per le attività di counselling orientativo: colloqui individuale supportati da schede, test per la raccolta delle informazioni, motivazioni e competenze lavorative della persona, bilancio di competenze, identificazione del profilo professionale, definizione del progetto individuale di sostegno e di integrazione socio-lavorativa.
5.      Attività di counselling psicologico. Spesso sono dedicate molte attenzioni agli effetti medici, sociali e legali degli incidenti sul lavoro, meno invece alle conseguenze psicologiche di tali eventi. Diversi studi hanno, invece, rilevato che molti infortunati hanno riscontrato sintomi di ansia, depressione, irritabilità e vergogna per la propria disabilità (disturbi post-traumatici da stress). A questi sintomi si associano frequentemente difficoltà a ritornare sul posto di lavoro o alle stesse mansioni. Queste difficoltà emozionali, oltre a costituire un serio disagio per l’infortunato, producono perdita di interesse per molte attività, compresa quella lavorativa, difficoltà di concentrazione e stanchezza, e possono rappresentare, in definitiva, un fattore che ostacola il ritorno al lavoro, danneggiando la qualità della vita dell’infortunato.
Per rispondere a queste istanze il progetto intende prevedere dei momenti di accompagnamento e supporto psicologico rivolti complessivamente ai partecipanti che consentano la trattazione di quei bisogni e difficoltà che possono risultare elementi formente condizionanti od ostacolanti nel processo di reingresso nel mercato del lavoro.
Counselling individuale. Trattasi di un servizio di consulenza e di sostegno psicologico individuale. L’esperto (psicologo qualificato), non si limita al ruolo di facilitatore, ma assume un ruolo terapeutico diretto, volto ad orientare, favorire, sostenere e sviluppare le potenzialità della persona e la sua qualità della vita, agevolando atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità, le consapevolezze e le risorse strettamente personali. A fronte di specifici bisogni di sostegno psicologico emersi durante le attività del progetto, segnalati dalle persone stesse o ancora dai referenti di caso, si prevede per tutta la durata del progetto l’intervento di un esperto psicologo per fornire attività di conselling individuale frontale alla persona e/o ai famigliari (questo servizio sarà in aggiunta al sostegno telefonico normalmente fornito dall’Anmil attraverso il numero verde). Con il Counselling Psicologico si cerca dunque di consentire, innescare, incentivare e perseguire nella persona una visione realistica di se stessa e dell'ambiente circostante, e quindi dei vari contesti vitali come quello sociale, familiare, affettivo, lavorativo, etc., riducendo in tal modo al minimo fattori conflittuali, soggettivi e/o di errata valutazione.
Metodologia. Attraverso degli incontri individuali la persona è supportata, ma mantiene la libertà e l'autonomia di scelta. Lo psicologo che utilizza il Counseling Psicologico, infatti, insieme all'individuo, ricerca ed indica le migliori potenzialità ed opzioni di cui egli dispone, senza imporne alcuna, e si propone come aiuto e supporto per la direzione che poi l'individuo sceglierà. Tale paritaria ricerca di risorse personali e possibili migliori percorsi (ricerca, orientamento, sostegno) passano attraverso l'analisi dettagliata, ragionata e realistica delle situazioni, delle dinamiche e dei conflitti interni, così come dei tratti di personalità e di carattere e dei comportamenti alla base del malessere del paziente.
Sono previsti 6 incontri per persona di 1 ora ciascuno.
Strumenti/Output . La consulenza si esplica in una breve serie di colloqui mirati ad approfondire le cause delle difficoltà segnalate.
6.      Ricerca aziende. Durante la progettazione è stata già avviata una intensa attività di marketing verso le imprese a partire dalle prime informazioni sui profili dei beneficiari così dare rendere più snello il lavoro di individuazione delle aziende che avverrà a partire dal primo mese di attivazione del progetto e finché non sarà individuata una risorsa aziendale adeguata (sia per l’azienda sia per il beneficiario) per tutti i partecipanti disponibile ad attivare un tirocinio finalizzato all’inserimento lavorativo stabile. L’azione di marketing è rivolta alle imprese profit e non, individuate anche in relazione ai risultati delle attività di sensibilizzaizone e coinvolgimento delle imprese previste nella fase specifica del progetto “Attività rivolte alle imprese”. Risorsa aggiuntiva sarà fornita anche dalla rete delle cooperative sociali con cui l’Anmil collabora da tempo. Una volta individuata l’azienda i candidati saranno preparati ad affrontare il contatto diretto con l’azienda, supportati nella gestione dei colloqui e assistiti nella fase di negoziazione. L’azione sarà condotta da professionisti esperti di placement di persone invalide del lavoro in raccordo con i referenti di caso e con i CPI in modo da garantire una rapida condivisione delle informazioni.
Metodologia. Azioni di telemarketing, analisi dei fabbisogni aziendali proposta di profili alle aziende, lavoro in rete con i CPI e altri soggetti territoriali, supporto alla preparazione dei candidati al colloquio di selezione. L’azione di matching si baserà su un’attenta analisi tra l’opportunità professionale rilevata e profili/competenze/risorse possedute dalle persone.
Strumenti/Output.Materiale illustrativo del progetto, scheda raccolta fabbisogni azienda, scheda colloqui azienda, scheda profilo candidati, cv canditati, match azienda-lavoratore, incontri di preparazione al colloquio in azienda del candidato.
7.      Attivazione tirocinio professionalizzante e tutoraggio.
Realizzato il match tra azienda e candidato si attiva il tirocinio. Durante questo percorso i beneficiari saranno accompagnati e supportati costantemente dal referente di caso. Quest’ultimo avrà il compito di: affiancare le persone nel loro percorso al fine di motivarli e sostenerli nel raggiungimento degli obiettivi prefissati; affrontare insieme a loro eventuali difficoltà di adattamento al posto di lavoro; agevolare situazioni di formazione in situazione; verificare gli apprendimenti della persona. Obiettivo del tirocinio è quello di aumentare l’autonomia, l’autostima, la capacità lavorativa della persona e di socializzare con il nuovo contesto lavorativo. Allo stesso tempo il referente di caso si porrà come l’interlocutore con l’azienda al fine di fornirgli indicazioni e supporto alla gestione di eventuali problematicità di tipo organizzativo, relazionale, amministrativo che possono emergere durante il tirocinio.
Metodologia. Colloqui non strutturati e telefonate di informazione. Incontri di gruppo per la rielaborazione della propria esperienza.
Gli incontri/telefonate di tutoraggio avverranno almeno 1 volta alla settimana. Gli incontri di gruppo a seconda della necessità e delle possibilità di realizzo.
Strumenti/Output.Convenzione di tirocinio firmata, schede di monitoraggio tirocinio e griglia osservativa, relazione finale di tirocinio.
8.      Inserimento in azienda e tutoraggio. Al termine del tirocinio, se entrambe le parti (lavoratore e azienda) valutano positivamente il percorso intrapreso, si attiveranno le pratiche per l’assunzione del candidato. Anche questa fase sarà costantemente presidiata dal referente di caso che monitorerà l’andamento della negoziazione tra candidato e azienda e fornirà eventuali consulenze sulla predisposizione del contratto o su eventuali adeguamenti necessari della postazione di lavoro o sulle mansioni richieste. Ad assunzione avvenuta il referente di caso continuerà a monitorare l’andamento dell’inserimento, fino al termine del progetto, in modo tale da continuare ad essere un riferimento stabile sia per il lavoratore, sia per l’azienda per qualsiasi problematicità si presenti.
Metodologia. Colloqui non strutturati e telefonate di informazione.
I colloqui avverranno, almeno inizialmente, con periodicità settimanale.
Strumenti/Output. Relazione finale del percorso, firma del contratto, schede di verifica, schede per la rielaborazione dell’esperienza.
 
 
 
 
 


[1] Per quanto riguarda il campo di applicazione della L. 68/99 è interessante ricordare il protocollo di intesa firmato nel 2010 tra Provincia di Torino e INAIL Piemonte per rafforzare il reinserimento occupazionale dei disabili da lavoro con un grado accertato di invalidità superiore al 33%. L'accordo prevede un tempestivo scambio di informazioni tra i due Enti e la condivisione dei rispettivi progetti, per utilizzare in modo più mirato le risorse disponibili; l’impegno comune è nel realizzare un sistema informativo integrato, che consenta un reciproco e costante aggiornamento delle informazioni circa gli interventi in atto ed il loro esito. Tra gli sviluppi dell’accordo si prevede anche di individuare le modalità per il coinvolgimento delle parti datoriali, con l’intento di acquisirne il sostegno e l’adesione.
 
[2] POR 2007 – 2013 della Regione Piemonte per l’obiettivo “Competitività regionale e occupazione” del FSE, Interventi rivolti alle persone particolarmente svantaggiate così come ricompresi nell’asse I “Adattabilità” -attività I.6", nell’Asse II “Occupabilità” -attività II.8, nell’Asse III “Inclusione sociale” -attività III.1, III.2, III.3, III.4, III.5, III.7, III.8.
[3] Rapporto INAIL 2010, Andamento degli infortuni e delle malattie professionali, pag. 24
[4] Bilancio INAIL 2010, Il bilancio infortunistico, pag. 157
 
Organizzate sul territorio provinciale

 

 

L’ANMIL di Torino prosegue il Progetto

“Morti Bianche?”

 

(di sensibilizzazione sulle problematiche della sicurezza  nei luoghi di lavoro)

REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON ASSOCIAZIONE HYPERTOPIA E DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI TORINO

 

Lo scorso anno è stato l'anno delle morti bianche. O meglio è stato l'anno in cui questo tema è arrivato nei telegiornali e sulle prime pagine dei giornali, anche se in realtà il picco si è verificato nel 2006, quando gli infortuni mortali hanno superato quota 1.300.

Lacrime e numeri sono le descrizioni mediatiche del problema più ricorrenti.

Si “preferisce inquadrare il dettaglio, inteso come tutto ciò che estorce una commozione, che ricatta con l'emozione e demandare ai numeri il compito ingrato di collegare il dettaglio con l'insieme.

Quale è allora la percezione sociale del problema? Quali sono, oltre i messaggi lanciati dai giornali e telegiornali, le occasioni per una collettività di riflettere sul problema?

Giorno dopo giorno cresce il numero di iniziative territoriali che affrontano il problema con altra prospettiva: sensibilizzare l'opinione pubblica. A Roma, Bologna, Torino, Aosta si realizzano spazi di riflessione diversi: mostre, documentari, racconti letterari di vittime. Certo il loro raggio di diffusione è non è quello televisivo, ma a volte, incidenti quotidiani usciti dalla porta mediatica come “dettaglio o numero” rientrano nello stesso canale come evento culturale, capace di proporre punti di vista e riflessione sul tema all'intera collettività!

“Morti Bianche?” È un progetto artistico che, vuole proporre ai singoli cittadini occasioni di riflessione: laboratori teatrali per confrontarsi sul problema e installazioni artistiche per veicolare documenti multimediali che raccontano le riflessioni emerse durante il laboratoro. E' un progetto nomade, ovunque può essere realizzato (scuola, biblioteca,parco pubblico...) e con chiunque sia interessato ad aprire una riflessione pubblica sul problema (giovani, adulti, anziani...). I punti cardine su cui si fonda sono: la domanda, la bellezza e il gioco.

Con una domanda si vuole presentare il problema alla collettività, convinti che il primo passo per affrontare il problema sia porsi una domanda sullo stesso. Da qui il titolo: “Morti bianche?”. Morti bianche è, come omicidi bianchi, il termine usato dalla stampa e dai lavoratori per indicare le morti sul lavoro. L’uso dell’aggettivo “bianco” allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’incidente». “Sono davvero bianche queste morti?”.L'intento del progetto, si intende, non è di trovare risposte, ma di stimolare domande, convinti che le risposte debbano essere ricercate singolarmente o nelle opportune sedi istituzionali!

Quale altre domande nasceranno da questo interrogativo? .....

 

Il primo spazio di riflessione è un laboratorio di teatro multimediale[1] proposto ad un gruppo di persone vittime di incidenti sul lavoro. Attraverso il gioco e l'esperienza artistica i partecipanti sono invitati, con l'aiuto di una psicologa, a riflettere sul loro vissuto, nell'intento di estrapolare dall'esperienza di vita domande, racconti, punti di vista. I documenti audiovisivi (immagini, disegni, testi, testimonianze, suoni, musiche...) raccolti durante il laboratorio vengono organizzati e presentati al pubblico con micro-spettacoli di teatro multimediale e con un'istallazione multimediale interattiva (chiosco nomade multimediale).

La struttura nomade dell'istallazione consentirà di proporre gli spettacoli e l'installazione artistica in luoghi diversi: scuole, imprese, piazze, supermercati, parchi...

Le riflessioni raccolte vengono presentate quindi alle nuove generazioni e ad alcune classi di istituti superiori verrà proposto di vestire “le testimonianze” con nuovi suoni e colori: accompagnando le domande,i racconti raccolti durante il laboratorio con nuove musiche e immagini da loro “opportunamente” scelte durante un nuovo laboratori di teatro multimediale svolto durante l'orario scolastico.

La scelta del teatro multimediale come forma espressiva dipende dalla necessità di coniugare sensibilità e esperienze differenti all'interno di un gruppo. La semplificazione dell’atto creativo attraverso la tecnologia, consente ai partecipanti di esprimersi in ciascuna componente della espressione teatrale: drammaturgia, scenografia (video-proiezioni), musica  (computer e sistema di amplificazione), interpretazione corporea del testo (recitazione attraverso l'ombra corporea), narrazione (recitazione attraverso la voce). Ciascuno, in questi termini, può quindi trovare la forma espressiva più vicina alla propria sensibilità nell'intento di narrare una storia comune.   

Inoltre l'utilizzo delle nuove tecnologie in ambito teatrale, da maggiori opportunità di instaurare un dialogo reale ed efficace con le nuove generazioni. Esperienze pregresse hanno dimostrato che il semplice utilizzo di strumentazione multimediale all'interno di un laboratorio teatrale, consente una chiave di comunicazione in più con i ragazzi. Soggetti marginali e difficilmente propensi alle attività di gruppo si sono avvicinati a tali tipologie di laboratorio incuriositi da un linguaggio familiare ma ancora misterioso. Perché allora non servirsi del fascino e delle potenzialità delle nuove tecnologie per stimolare una riflessione dei giovani su esperienze di vita reale?!

In questo modo, grazie al teatro e alla multimedialità, si crea un'occasione di confronto e di condivisione diretta dell'esperienza tra i giovani e i “testimoni”.

Un passaggio intergenerazionale tanto più efficace quanto più sincero sarà il coinvolgimento degli uni e degli altri. Un gioco collettivo, che vuole stimolare una riflessione profonda sul tema della sicurezza attraverso il piacere di scoprire, di conoscere e di condividere.

 

I più importanti risultati attesi sono la realizzazione di micro-spettacoli, performance di teatro multimediale interamente ideati e realizzati dai partecipanti che raccontino storie reali o immaginarie sul tema della sicurezza sul lavoro, e la documentazione delle esperienza di vita emerse durante il laboratorio attraverso un’istallazione artistica multimediale e un gioco di carte.

 

Il progetto si prefigge inoltre di raccogliere, documentare, diffondere con il linguaggio dell'arte diverse esperienze di vita sul tema della sicurezza nel mondo del lavoro; creare uno spazio ludico di condivisione delle proprie esperienze tra i soci ANMIL; creare occasioni di scambio di esperienze dei soci ANMIL con i giovani; utilizzare il linguaggio dell’arte e della multimedialità per sensibilizzare i giovani al problema della sicurezza sul lavoro; creare occasioni di riflessione dibattito intergenerazionale sul tema della mancanza di sicurezza nel luogo del lavoro; sostenere la cultura della prevenzione, intesa come consapevolezza, sensibilità, assimilazione di valori condivisi, fondamento per innescare processi di attenzione, riflessione e confronto nei ragazzi e nei loro insegnanti sullo specifico tema della sicurezza; sostenere il valore sociale dell’impresa, capace di coniugare il rispetto degli inalienabili diritti dei lavoratori (primo dei quali: diritto al lavoro in condizioni di assoluta sicurezza) con la ricerca del profitto”.

 

Gli spettacoli di teatro multimediale e l'installazione saranno presentati con un evento aperto al pubblico in occasione della celebrazione della Giornata Nazionale delle Vittime del lavoro che avrà svolgimento domenica 11 ottobre a Torino, presso la “Galleria di Arte Moderna” in Corso Galileo Ferraris 30.

 

Per informazioni sul laboratorio o per comunicare la partecipazione all’evento inaugurale, contattare la Sezione Provinciale ANMIL di Torino  - 10121 Via Ottavio Revel 17 - 011.542472 – 011.531533 - mail: torino@anmil.it.

 

Per vedere i primi tre video realizzati e postati su You Tube:

 

www.youtube.com/watch

www.youtube.com/profile

www.youtube.com/profile

 

 NOTIZIA DALLA CITTA' DI TORINO

 

UNA RETE TRA COMUNI, ENTI E ISTITUZIONI PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

 

Dall’esplosione dell’oleificio Umbria Olii di Campello sul Clitunno (PG) al rogo alla ThyssenKrupp di Torino. Il filo che lega i due Comuni teatro di terribili tragedie sul lavoro diventerà una rete tra Enti Locali, Regioni, Istituzioni statali, parti sociali e organizzazioni della società civile, allo scopo di promuovere una cultura della sicurezza sul lavoro.

Lo ha deliberato oggi il Consiglio Comunale di Torino, approvando all’unanimità (30 voti favorevoli su 30 consiglieri presenti) un ordine del giorno proposto da Giuseppe Castronovo e Michele Coppola, presidente e vicepresidente della Sala Rossa.

La rete, che il Comune di Torino costruirà in collaborazione con quello di Campello sul Clitunno e con tutte le Città che si renderanno disponibili, coinvolgendo anche le strutture di rappresentanza dell'ANCI, realizzerà iniziative su scala nazionale volte alla sensibilizzazione degli operatori economici e della popolazione (in particolare degli studenti) sul tema della salute e sicurezza sul lavoro.

Verranno elaborate politiche e attuati interventi per sostenere, moralmente, psicologicamente e materialmente le vittime degli incidenti sul lavoro e i loro familiari.

Gli aderenti alla rete si impegneranno a implementare i sistemi di monitoraggio sui cantieri e negli altri luoghi di lavoro, per mezzo degli organi di vigilanza dell'Amministrazione, in collaborazione con autorità di Pubblica Sicurezza, ASL, servizio ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro, INAIL e altre istituzioni.

Verranno inoltre adottate misure per sostenere e incentivare le imprese che attuano politiche volte alla responsabilità sociale e al miglioramento degli standard di sicurezza e di tutela della salute dei lavoratori.

Per l’individuazione di possibili sinergie e di un auspicabile coinvolgimento della nostra Associazione, a breve ci sarà un incontro tra il Presidente ANMIL di Torino ed il Vice Presidente del Consiglio Comunale dott. Michele Coppola.