LA GIORNATA PER LE VITTIME DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO


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~~Domenica 8 ottobre si è svolta a Fermo la 67° Giornata Nazionale in ricordo delle Vittime degli Infortuni sul Lavoro organizzata dalla Sezione di Fermo. La manifestazione ha avuto avvio alle ore 9.30 nella Piazza antistante lo Stadio Recchioni. Alle 10.00 si è svolta la Santa Messa presso la Chiesa di Sant’Antonio di Padova officiata da Don Francesco Monti. Alle ore 11.00 dopo la deposizione della corona dall’alloro sul monumento ai Caduti, tutti i partecipanti in corteo hanno sfilato per le vie di Fermo accompagnati dal Corpo Bandistico Santa Caterina – Don Nicola Marucci di Sant’Elpidio a Mare fino a raggiungere il Salone parrocchiale della Chiesa di Sant’Antonio di Padova dove si è svolta la Cerimonia Civile. Nel corso della Cerimonia sono intervenuti: Il Prefetto Mara Di Lullo, il Presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola,  l’Assessore Regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti, il Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, il Presidente del Consiglio Comunale di Fermo Lorena Massucci, il Sindaco di Monte Giberto Giovanni Palmucci, il Consigliere del Comune di Servigliano Simone Bassetti,   il Direttore del SPSAL Area Vasta IV Maria Antonietta Sollini, il Responsabile della Sede INAIL di Fermo Claudio Esposito, il Responsabile dell’Area Lavoratori della Sede INAIL di Fermo Roberto Montanini, la Responsabile Socio Assistenziale della Sede INAIL di Fermo  Sonia Delle Monache Baldassarre,  il Presidente Territoriale  ANMIL Gabriele Coccia, il Vice Presidente Regionale ANMIL Giovanni Monaldi e i Consiglieri Territoriali ANMIL.
  Il consueto pranzo si è svolto presso il Ristorante Roma di Petritoli.
 

La storia della Giornata


"La Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro” affonda le sue radici nella storia dell’ANMIL (fondata nel 1943). Il Comitato Esecutivo dell’epoca, nella riunione tenuta a Firenze il 26 Novembre 1950, deliberò che il 19 Marzo di ogni anno sarebbe stata celebrata in tutta Italia la “Giornata del Mutilato del Lavoro”, e che in tale occasione sarebbero stati consegnati i Distintivi d'onore e i Brevetti ai Grandi Invalidi.
La prima “Giornata Nazionale del Mutilato” si tenne a Roma il 19 Marzo 1951 e per l'occasione, il giorno precedente l'allora Presidente Nazionale ANMIL Bartolomeo Pastore tenne un discorso di presentazione dell'iniziativa alla radio, fatto di eccezionale rilevanza per l'epoca. Lo scopo era quello di ricordare all’opinione pubblica, alle Istituzioni ed alle forze politiche la necessità di concentrare la propria attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di garantire la giusta tutela alle vittime del lavoro e alle loro famiglie.
Dal 1998, con direttive del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 aprile 1998 e poi del 7 marzo 2003, tale ricorrenza è stata istituzionalizzata su richiesta dell’ANMIL e intervengono, in gran numero, Sindaci, Assessori, autorità locali oltre a parlamentari ed esponenti del Governo, trattandosi di un tema che riguarda tutto il mondo del lavoro.
Lo spirito della Giornata è rimasto invariato in oltre mezzo secolo, sebbene si sia arricchito di nuove, legittime istanze: oggi costituisce un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di chi ha perso la vita nello svolgimento della sua professione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore.
La Giornata vuole essere, prima di tutto, un momento di incontro tra le forze vitali della società, per non dimenticare, ad esempio, che negli ultimi cinque anni, in Italia, si sono verificati oltre cinque milioni di infortuni sul lavoro che hanno provocato quasi 200.000 invalidità permanenti e oltre 7.000 morti, e per sottolineare una volta di più che uno Stato civile non può permettere che si creino situazioni discriminanti tra i cittadini, ma deve anzi operare perché qualsiasi barriera venga eliminata e l’handicap, che esiste soprattutto in relazione alle difficoltà che un disabile incontra, tenda a scomparire. La manifestazione, inoltre, vuole essere un unico momento celebrativo, una ricorrenza comune in tutte le province italiane, anche a sottolineare che questo fenomeno purtroppo non conosce confini né provinciali né regionali e deve vedere il nostro Paese unito in questa battaglia per la sicurezza. Stando ai dati INAIL, la situazione è in lento miglioramento e vanno considerati positivi i risultati che vedono l’unità della categoria nel territorio nazionale.

 

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