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Come tutelarci dall’amianto e dai rischi che comporta

Cos’è l’amianto?

Un minerale con strutture finemente fibrosa. Talvolta proviene dalla decomposizione di certi anfiboli, più spesso è da considerarsi come una varietà di serpentino. Largamente presente in natura; le sue caratteristiche di estrema resistenza al calore e di indistruttibilità ne hanno favorito l’impiego su larga scala in numerosi contesti industriali. Non è pericoloso in assoluto, ma lo diventa quando si degrada e rilascia le sue fibre.La parola AMIANTO deriva dal greco “ASBESTOS” che significa: PERPETUO ED INESTINGUIBILE. In Italia, dal dopoguerra al 1992, anno nel quale è stato bandito, sono state prodotte 3.750.000 tonnellate di amianto grezzo., di cui il 70% è stato utilizzato nelle costruzioni. La cassazione dell’impiego dell’amianto introdotta dalla legge 27 marzo n° 257 del 1992 non ha del tutto preservato il nostro paese dagli effetti negativi sulla salute dell’esposizione a fibre aerodispersive.L’amianto disseminato sul territorio non si può far sparire; la bonifica consiste nella adozione delle misure necessarie ad evitare che le fibre di amianto si disperdano nell’aria. Ancora la si trova ovunque: tetti, tubature, pavimenti in vinil-amianto; il killer è ancora in circolazione: 23 milioni di tonnellate a tutt’oggi non bonificate(in Italia nessuna sanzione per chi non bonifica).

Chi muore per l’amianto?

Le vittime dell’amianto sono 3-4 mila all’anno(circa tre volte gli infortuni mortali sul lavoro); gli ex lavoratori sono i più colpiti, ma sono sempre di più le persone che si ammalano dopo essere venute a contatto con l’amianto nell’ambiente, anche in casa. 3 su 10 si ammalano senza aver mai lavorato l’amianto (di questi 1 su 2 è donna). Non esiste una soglia minima, basta una piccola esposizione.