Domenica 9 ottobre 2011 

 

61° Giornata Nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro

 

Programma:

  • ore 9,00 ritrovo presso la Sede Anmil (via Molineria Sant'Andrea n.5)
  • ore 9,30 partenza corteo accompagnato da Banda Musicale
  • ore 10,00 Santa Messa presso la Basilica di San Francesco (Piazza Cavalli)
  • ore 10,40 deposizione Corona alla Lapide dei Caduti sul lavoro (Portici Palazzo Gotico)
  • ore 11,00 Cerimonia Civile presso Auditorium Sant'Ilario (via Garibaldi)
  • ore 12,00 consegna Brevetti d'Onore INAIL
  • ore 13,00 PRANZO SOCIALE presso il ristorante "La Siesta" (via E. Parmense n. 186 - località Montale) 

 

Menu:

Insalata di mare - Zuppetta di calamari - Spiedino di gamberi

Ravioli con granchio - Risotto alla pescatora

Filetto di branzino ai carciofi - Fritto misto - Patate al forno

Dolce - acqua, vino e caffè

la quota di partecipazione al pranzo è di euro 30,00 a persona.

Per coloro che ne avessero la necessità, in alternativa ala menu proposto, è possibile scegliere un menu tradizionale piacentino, previa comunicazione all'ANMIL, entro il 1° ottobre.

Si raccomanda di effettuare le prenotazioni entro le ore 12,30 del 1° ottobre al numero 0523 499494. Verranno accettate le prenotazioni fino al raggiungimento del limite di 180 posti.

 

 

 

 

 

 


 

 60°Giornata Nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro                10 ottobre 2010

 

Grande partecipazione per la 60^ Giornata Nazionale dedicata alle Vittime Incidenti sul lavoro, nonostante la sonnecchiante mattinata domenicale. La manifestazione organizzata dalla sezione dell’ANMIL di Piacenza , sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Comune e della Provincia di Piacenza, ha esordito sin dalle 9.30 di domenica con un corteo, due cerimonie (una religiosa in San Francesco e l’altra civile al Sant’Ilario), la deposizione della corona d’alloro alla lapide dei caduti sul lavoro del Gotico e la consegna dei brevetti d’onore INAIL.

Presenti al tavolo dei relatori, moderati da Corrado Gualazzini: Giovanni Lombardo responsabile unità operativa prevenzione e sicurezza ambiente e lavoro dell’ AUSL Piacenza,  Angelo Andretta direttore della sede locale dell’INAIL, il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, l'Assessore al Lavoro della Provincia di Piacenza Andrea Paparo. In sala erano presenti i rappresentanti di Questura, Prefettura, Corpo della Polizia Municipale, Arma dei Carabinieri, Direzione Provinciale del Lavoro, Associazione Ambiente e Lavoro, Confindustria. La cerimonia civile è stata aperta da un minuto di silenzio in memoria delle Vittime del Lavoro a cui è seguita l'esecuzione del brano "Era bello il mio ragazzo" (canzone sulla sicurezza nei luoghi di lavoro degli anni '70) da parte della professoressa Adele Salini che ha emozionato tutti i presenti. Al termine della manifestazione circa 200 tra soci e simpatizzanti, si sono ritrovati al consueto pranzo sociale.

 Come iniziativa collaterale alla Giornata Nazionale, ai fini di sensibilizzare l'opinione pubblica, è stata allestita nel cuore della piazza cittadina la campagna "Morti tricolori":  una bara dipinta con i colori della bandiera italiana, su cui sono stati apposti 1050 numeri a rappresentare gli altrettanti lavoratori deceduti nel 2009 dal cui interno risuonava un nastro registrato con la controversa frase del ministro dell’Economia Giulio Tremonti sul decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro 626/94: ”Robe come la 626 sono un lusso che non possiamo più permetterci”, titoli di tg sugli incidenti sul lavoro, il tutto accompagnato dalla canzone di Francoo Battiato "Povera Patria".  “Il lusso che non possiamo permetterci è perdere ogni anno oltre 1000 lavoratori” è il messaggio che abbiamo voluto  incidere tra i troppi numeri che ricordava la bara.  

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro - ma di lavoro si muore. Ci siamo inventati questo allestimento shock, associandolo con il Tricolore perché la responsabilità per tali tragedie venga condivisa. Tenuto conto che il lavoratore è l’anello debole del sistema produttivo, questa è innanzitutto un’iniziativa contro l’indifferenza e una certa cultura politica che in tempi di crisi invece di proteggere i lavoratori li priva dei diritti fondamentali. 

 

"Morti tricolori" Piacenza 9/10 ottobre 2010 piazza Cavalli

 

 

Dopo iniziative di sensibilizzazione in merito alla sicurezza sul lavoro tipo “Un fiore per te” o i manifesti shock o le croci nel Vallo delle Mura dell’anno scorso la   nuova  proposta di Anmil Piacenza è stata denominata 'Morti tricolori' e ha visto la luce sabato 9 ottobre 2010 alle ore 9,00 e si è concludersa domenica  10 ottobre in serata e la location ospitante è stata Piazza Cavalli nel cuore della città.

L’installazione ha prevevisto l’utilizzo di una  bara artigianale – un po’ differente da quelle che siamo abituati a vedere nei funerali – verniciata con il tricolore, appoggiata su due cavalletti bianchi e ricoperta interamente con 1050 numeri (uno per ognuno dei 1050 lavoratori Caduti l’anno scorso) ed alcune scritte che ricordavano il loro sacrificio. La più significativa recitava “Il lusso che non possiamo più permetterci è perdere ogni anno oltre mille lavoratori”. Inoltre c'erano quattro impronte rosse di mani.  Mentre dal suo interno si diffondeva nell’etere per ore e ore (udibile ovviamente solo nell’arco di due o tre metri dall’installazione stessa) la famosa frase sulla 626 del ministro Tremonti,  titoli di tg sugli incidenti sul lavoro. Il tutto sarà accompagnato in sottofondo dalla canzone di Battiato “Povera Patria”. Ai piedi della stessa un manifesto che ne spiegava le motivazioni e gli obiettivi.

Ovviamente avendo già sviluppato l’idea dell’utilizzo di una bara, dopo aver sentito il passaggio “incriminato” del Ministro Tremonti sui “lussi” che il nostro Paese non può più permettersi, con quelle parole pronunciate (e per fortuna poi ritrattate)  in tutto libertà ad una festa popolare e che per noi sono emblematiche  e ben  evidenziano  la brutale,  miope e cinica  tendenza politica che in un  periodo di pesante crisi economica non trova altre soluzioni (o ne approfittano  per favorire sempre di più il potere economico?)  che  rimuovere i diritti dei lavoratori e/o dei più deboli (sicurezza sul lavoro e disabilità non a caso sono state nel mirino di questi nostri governanti diverse volte negli ultimi mesi e  volte anche a sproposito) abbiamo ritenuto potessero essere perfette per la nostra installazione e le abbiamo usate (e poi il Ministro e' simpatico ed ironico ed anche se lo è venuto a sapere sicuramente non si èarrabbiato).  Ma una cosa deve essere chiara: non volevamo prendercela particolarmente con il Ministro Tremonti e ancora meno abbinare le morti sul lavoro al suo nome per  sostenere la tesi che lui ha delle colpe dirette in merito alla gravità del fenomeno infortunistico italiano. Niente di tutto questo, anche perché poi in qualche modo ha anche rettificato il suo pensiero. Erano solo quello che mancava per esprimere una critica sociale sugli incidenti sul lavoro e le abbiamo usate come un artista usa tutto quello che lo ispira e che è perfetto per l’opera. 

Ma il vero obiettivo della iniziativa è provare ancora una volta ad evitare che le morti sul lavoro vengano liquidate con la definizione asettica  “morti bianche” e anche perché è ora di capire che l’unico lusso che non ci possiamo più permettere è perdere ogni anno oltre mille lavoratori. E la questione non è decidere se i Caduti sul lavoro meritano o no i funerali di Stato. La questione fondamentale è capire se il sacrificio di queste centinaia e centinaia di nostri fratelli e sorelle deve essere onorato dall’impegno di tutti a far sì che di lavoro nel nostro Paese non si muoia più. Per condividere almeno un po’ il dolore delle famiglie colpite e sentirci addosso un po’ di responsabilità perché nella nostra Nazione non si afferma la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro da adesso proponiamo di non chiamarle più “morti bianche” ma “morti tricolori”.

Speriamo di non aver abusato troppo della pazienza  dei piacentini.