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giovedì 13 ottobre 2011
PREMIO ANMIL PIACENZA 2011

 X Edizione Premio Anmil e Tributo alle Vittime del lavoro

8 Ottobre 2011 Sala dei Teatini Piacenza
 
Premio Anmil Pc 2011 assegnato a: Prof. Umberto Veronesi, Massimo Carlotto (scrittore), Santo Della Volpe (giornalista Tg3 e Presidente Libera Informazione), Marco Berry (conduttore televisivo), Riccardo Bonacina (giornalista, direttore settimanale Vita).
 
Tributo Anmil Vittime del lavoro: concerto della Treves Blues Band
 
 
 
"I morti e gli invalidi del lavoro sono gli eroi di oggi". Queste le parole del grande oncologo Prof. Umberto Veronesi al momento del ritiro del Premio. Una serata trionfale per la qualità degli ospiti (ormai una consuetudine per questo riconoscimento che può contare su un palmares veramente unico), per la presenza di Autorità e pubblico, per un concerto blues (magistrale Fabio Treves all'armonica) che ha coinvolto completamente i presenti. Una edizione particolarmente riuscita, anche grazie la bellezza mozzafiato della Sala dei Teatini, degna della particolare ricorrenza. Infatti quest'anno si celebrava la X edizione sia del Premio che del Tributo ed Anmil Piacenza ha inteso organizzare una unica grande serata per onorare al meglio due iniziative che hanno una notevole importanza morale e sociale.
 
La serata ha avuto il patrocinio di: Regione Emilia Romagna – Comune di Piacenza – Provincia di Piacenza ed il sostegno economico di: Fondazione di Piacenza e Vigevano – Confindustria Piacenza – Cementirossi – CGIL.
lunedì 26 settembre 2011
AL CENTRO PROTESI DI BUDRIO APRE IL PUNTO DI ASCOLTO ANMIL

 

giovedì 17 febbraio 2011
convegno "SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO UNA QUESTIONE ANCHE DI GENERE

lunedì 11 ottobre 2010
“Morti tricolori” piazza Cavalli Piacenza 9-10- ottobre 2010

 

Dopo iniziative di sensibilizzazione in merito alla sicurezza sul lavoro tipo “Un fiore per te” o i manifesti shock o le croci nel Vallo delle Mura dell’anno scorso la   nuova  proposta di Anmil Piacenza è stata denominata 'Morti tricolori' ed ha visto la luce il 9 ed 10 ottobre in Piazza Cavalli.
L’installazione era composta di una  bara artigianale – un po’ differente da quelle che siamo abituati a vedere nei funerali – verniciata con il tricolore, appoggiata su due cavalletti bianchi e ricoperta interamente con 1050 numeri (uno per ognuno dei 1050 lavoratori Caduti l’anno scorso) ed alcune scritte che ricordavano il loro sacrificio. La più significativa recitava “Il lusso che non possiamo più permetterci è perdere ogni anno oltre mille lavoratori”. Inoltre si notavano sui lati della bara quattro impronte rosse di mani.  Mentre dal suo interno, udibile ovviamente solo nell’arco di due o tre metri dall’installazione stessa, si diffondeva nell’etere un brano musicale con la famosa frase sulla 626 del ministro Tremonti,  titoli di tg sugli incidenti sul lavoro ed il tutto accompagnato in sottofondo dalla canzone di Battiato “Povera Patria”. Ai piedi della stessa un manifesto che ne spiega le motivazioni e gli obiettivi. L’iniziativa ha avuto un forte riscontro locale ed anche a livello nazionale.

 

lunedì 27 settembre 2010
CONVEGNO MULTIDISCIPLINARE SUL PROBLEMA AMIANTO IN ITALIA E RAVENNA

mercoledì 23 giugno 2010
Intervista all'autore del Monumento ai Caduti e agli Invalidi del Lavoro a Crevalcore

 

Intervista con L'autore da parte del Presidente Provinciale ANMIL  di Bologna Ilario Fantini e del Consigliere provinciale e regionale Werber Poletti a Lucio Passarini scultore ed autore del Monumento inaugurato il 27 Maggio 2010 a Crevalcore in memoria dei Caduti nell'incidente ferroviario del 7-1-2005  che contò 17 vittime - iniziativa della SPI-CGIL  effettuata col patrocinio della Regione Emilia Romagna e della provincia di Bologna

ANMIL)  Come e quando nasce lo scultore Annibale Passarini detto Lucio? -

Lucio Passarini)  E' una attività che ho iniziato quando sono andato in pensione; prima ho iniziato come operaio poi man mano sono divenuto direttore di stabilimento e ho vissuto in prima persona  quelle che sono le problematiche di chi vive in fabbrica soprattutto quelle riguardanti la sicurezza

ANMIL)  Cosa la ha spinto verso questa forma di espressione artistica?

LP)  Il desiderio che avevo e che in parte ho coltivato già quando lavoravo di esprimermi attraverso questi manufatti artistici affrontando temi di carattere sociale come ha descritto bene una frase di don Ciotti "coniugare l'etica con l'estetica".

ANMIL)  Quale o quali motivazioni hanno portato lei ed altre persone ad unirsi in questo Comitato che ha coinvolto il consiglio comunale di Crevalcore, lo SPI-CGIL, la Provincia di Bologna, la Cooperazione in alcune sue componenti  a realizzare questo bel monumento dedicato alle morti sul lavoro?

LP)  E' un tema sul quale c'è ancora molto da dire e soprattutto da fare; posso raccontare un esempio emblematico raccolto in una discussione tra i titolari di una azienda con altre persone dove si diceva che i lavoratori  si procurano gli incidenti appositamente per lucrare una rendita di invalidità......questa frase mi ha sconvolto e fatto riflettere, spero comunque siano molto pochi i datori di lavoro che ragionano in questi termini; comunque la strada da fare è ancora molto lunga e bisogna percorrerla in ogni modo possibile per fare prendere coscienza anche a persone come queste cosa significano dolore  e sofferenza. Basta pensare che i morti che produce la criminalità non arrivano nemmeno alla metà dei caduti sul lavoro.

ANMIL) Cosa ha voluto rappresentare con la struttura artistica del monumento e quale significato attribuisce alle forme volute di questa opera? Quel corpo senza  arti superiori e inferiori, senza volto, (volto che poteva rappresentare sofferenza e dolore) ma con due importanti ali sulle spalle.

 LP)  Naturalmente questa cosa nasce da un'emozione;  un'emozione causata  da eventi terribili quali l'incidente ferroviario di Crevalcore, l'incidente della Tyssen-Krupp poi ogni giorno si sentono dei numeri ma dietro quei numeri ci sono delle persone e già questo suscita emozioni che prendono forme che inducono ulteriori riflessioni che ispirano immagini e suoni. Rifacendoci ai dati statistici gli organi maggiormente colpiti da incidenti sul lavoro sono gli arti e il capo; molto spesso nella percezione comune le ali rappresentano un angelo ma questo non è un angelo:  le ali indicano anche  imprese degne di lode così come il lavoro  e  indicano  anche un messaggero e il messaggio è nella memoria e nella consapevolezza del sacrificio di questi lavoratori a significare che è giusto che questo messaggio prenda il volo e non si fermi là dove è stato collocato.  Oltre all'immagine  scolpita abbiamo voluto che il monumento in un qualche modo parlasse ed è stata quindi inserita una serie di  poesie che vengono  recitate girando intorno al monumento dove c'è un sensore di prossimità. La notte i colori cambiano di intensità e tonalità dando al soggetto un impatto visivo molto forte.

ANMIL)  A proposito del testo sonoro era già previsto nel piano di costruzione  o è stato aggiunto in secondo momento?

LP)  E'stato aggiunto in un secondo momento per l'evoluzione di una idea che inizialmente prevedeva il solo suono di una campana poi ho pensato che bisognava parlare dell'argomento quindi ho coinvolto un amico attore che compone testi teatrali, persona molto sensibile che ha scritto due poesie tratte dalla cronaca.

ANMIL)  E' soddisfatto del risultato visivo ottenuto con l'opera?

LP)  Abbastanza, non sono mai completamente convinto quando finisco una cosa  perchè penso si possa sempre migliorare.

ANMIL)  Durante la cerimonia al teatro è stato proiettato uno spezzone di filmato (ancora da terminare) che tratta delle morti sul lavoro dove lei è parte attiva. L'idea è sua o del regista Niccolò Manzolini e come si è sviluppata?

LP)  Beh ognuno ha i suoi ruoli,  la scultura l'ho fatta io ma  il film lo segue lui; andiamo molto daccordo, ci confrontiamo ma i meriti della realizzazione saranno suoi.

ANMIL) Adesso una domanda un pò "cattiva": Lei e il Comitato promotore eravate a conscenza dell'esistenza della nostra Associazione (ANMIL) che da molti anni rappresenta gli invalidi del lavoro su tutto il territorio nazionale o ne ha avuto conoscenza solo dopo la protesta che il Consiglio provinciale attraverso il suo presidente Ilario Fantini ha rivolto al sindaco di Crevalcore per il tardivo avviso-invito alla manifestazione?

LP) Quando la cosa è nata si pensava che rimanesse legata all'ambito strettamente locale poi  è cresciuta quasi senza volere cogliendo anche noi impreparati e la gestione degli aspetti relativi alla informazione e coinvolgimento delle strutture vuoi per inesperienza, vuoi per i limiti delle nostre capacità è arrivata dove è arrivata mostrando senz'altro limiti, non certo voluti, anzi lo scopo sarebbe stato proprio quello di non escludere nessuno tantomeno i rappresentanti di strutture così  legate agli intenti che ci eravamo proposti e con le quali anzi intendiamo  collaborare anche a partire, se sarà possibile dal progetto di documentario che sta facendo Niccolò Manzolini e che è in fase di realizzazione.

ANMIL)  La ringraziamo per la disponibilità e ci auguriamo di poter sviluppare questa auspicata collaborazione  trasformando una occasione mancata in una occasione di reale e vero e coinvolgimento nel comune interesse di sensibilizzare anche e soprattutto le istituzioni preposte alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro così come già è stato fatto dagli Enti locali con la partecipazione dei Sindaci dei Comuni associati in Terre d'Acqua alla  inaugurazione del Monumento.

LP) Io ho intenzione di non fermarmi; un'altra idea sulla quale sto già lavorando è il "Giardino delle Solidarietà"  poi ne riparleremo quando sarà più matura.

 

ANMIL) Abbiamo qui Niccolò Manzolini il regista del documentario in corso di lavorazione e poniamo anche a lui alcune domande sul lavoro che sta realizzando;  Il filmato così come lo abbiamo visionato e non ancora finito è nato dopo una ricerca fatta su filmati di repertorio o aveva già una sua idea di come formare una traccia e poi svilupparla?

NM)  Nasce da un lavoro di ricerca effettuato soprattutto sulla realtà rappresentanta anche attraverso  immagini di repertorio; ho seguito una traccia in fase preliminare del canovaccio  e ho proceduto per intuizioni nello sviluppo e rappresentazione del materiale

ANMIL)  Cosa la ha colpita di più in questa sua ricerca di un mondo, come quello del lavoro, dove ogni giorno si combatte una guerra con morti e feriti e sofferenze mal ripagate da un riconoscimento mensile spesso incongruo?

NM)  Diciamo che mi colpisce il fatto che si parli della sicurezza sul lavoro come di un aspetto isolato della materia  mentre invece ci sono relazioni, magari non immediatamente visibili, ma molto nette;  L'aspetto relativo alla perdita del lavoro dopo un infortunio grave rappresenta un problema nel problema; uno psicologo da me intervistato dice che si può rapportare la perdita del posto di lavoro alla perdita di un congiunto a livello psicologico; questo è un aspetto collaterale della salute che deve anch'esso essere affrontato; quello che arriva sui giornali ai mass media e all'opinione pubblica  è solo la notizia nuda e cruda della morte se c'è il morto se ne parla (per un pò); dietro c'è tutto un mondo molto più articolato.

ANMIL) In effetti, come anche ha rilevato Don Ciotti all'inaugurazione del Monumento, troviamo anche un aumento spropositato, nelle persone colpite da infortuni sul lavoro, nell'uso di psicofarmaci. Al di là del discorso politico-sindacale come crede si possa operare per promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro mettendone in rilievo l'importanza tramite un percorso artistico?

NM)  Io lavoro con un mezzo che è definito creativo un documentario può sì essere definito arte ma è un lavoro che si fa con delle macchine e quindi io lo definirei piuttosto come un lavoro artigianale che punta non tanto ad ottenere l'effetto eclatante delle produzioni cinematografiche o televisive quanto piuttosto a documentare con puntualità e precisione gli effetti dirompenti di certe problematiche sulla società , sulle relazioni umane. Vorrei, col mio lavoro, fare presa sulla sensibilità e sulla coscienza delle persone costruendo un messaggio.

ANMIL) Ringraziamo il regista Niccolò Manzolini  con cui  ci auguriamo di poter collaborare  in virtù dei comuni obiettivi si sensibilizzazione e  divulgazione della cultura della sicurezza sul lavoro.

mercoledì 16 giugno 2010
IX EDIZIONE TRIBUTO ANMIL VITTIME DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO

Venerdì 2 luglio alle ore 21,30  ritorna il Tributo Anmil Piacenza per ricordare le Vittime degli incidenti sul lavoro. Obiettivo primario dell’iniziativa, che è arrivata alla sua IX edizione, è la sensibilizzazione dei cittadini (soprattutto i più giovani) e degli organi di stampa sulla gravità del fenomeno infortunistico italiano e contribuire così a creare una nuova coscienza civile in cui la prevenzione abbia un ruolo fondamentale e la cultura della sicurezza diventi un patrimonio comune. Nelle passate edizioni del Tributo per noi hanno suonato artisti di primo piano a livello nazionale come per esempio: Aida Cooper, Gatto Panceri, Irene Grandi, Eugenio Finardi, La Notte delle Chitarre, Enrico Ruggeri, I Nomadi, Mariella Nava, Gianna Nannini.

Quest’anno Anmil Piacenza, in collaborazione con i "Venerdì Piacentini" e con il sostegno di: Assindustria Piacenza, Cementirossi spa, Lions Club Piacenza Sant'Antonino, Banca di Piacenza e Legacoop, nella prestigiosissima  Sala dei Teatini (che già ospita il maestro Riccardo Muti con l'Orchestra Giovanile "L.Cherubini") Venerdì 2 luglio alle ore 21,30 presenta ALBERTO FORTIS in concerto.  L'iniziativa è realizzata con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Piacenza e la Provincia di Piacenza. Ingresso gratuito.

mercoledì 5 maggio 2010
RIMINI 14 MAGGIO 2010 - DONNE SULL'ORLO......DEL LAVORO

venerdì 18 dicembre 2009
Dal 29 gennaio al 15 febbraio 2010 presso il Centro Protesi di Vigorso di Budrio la mostra fotografica itinerante "NO!"

 
Dal 29 gennaio  al 15 febbraio 2010, presso il Centro protesico INAIL, è prevista una tappa della Mostra fotografica che già nel 2009 è stata proposta in numerose città con grande successo di pubblico


“NO! CONTRO IL DRAMMA DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO”  fotografie di Riccardo Venturi.

Tale evento è frutto della collaborazione fattiva tra ANMIL e INAIL per porre in rilievo l'importanza della prevenzione antiinfortunistica, il dramma di chi vive sulla propria pelle un grave infortunio sul lavoro e dei familiari delle vittime con tutte le implicazioni che possono essere colte e rappresentate in uno scatto.

La Mostra si compone  di 46 foto a colori, formato 50x70, e si sviluppa in una sorta di capitoli suddivisi in: I Ritratti; I luoghi; I funerali; I luoghi di cura; La speranza. Per ogni immagine è stata raccolta una testimonianza delle vittime o dei loro familiari dal giornalista Matteo Bartocci.
Il progetto ha ottenuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio della Camera dei deputati e la Mostra è stata inaugurata a Roma dal Presidente della Camera Gianfranco Fini, nel suggestivo Chiostro di Palazzo Valdina.
Una mostra, un racconto ed infine un libro ha racchiuso questo prezioso lavoro reso ancora più prestigioso dai testi del Capo dello Stato e del Presidente Fini,

lunedì 23 novembre 2009
1.140 croci per 1.140 caduti sul lavoro / Piacenza – Vallo delle Mura Farnesiane

 

Per manifestare contro le morti bianche (le cifre delle statistiche testimoniano la persistente gravità di questo fenomeno, che resta una delle principali cause di morte del nostro paese, quasi il doppio rispetto agli omicidi: ogni giorno, infatti, sul posto di lavoro si verificano 2.500 incidenti, 3 persone perdono la vita e 27 rimangono permanentemente invalide) ha pensato di affiancare alla celebrazione della 59^ Giornata Nazionale dedicata alle Vittime degli incidenti sul lavoro un’altra manifestazione, che riteniamo possa avere un forte impatto emotivo e obbligare alla riflessione. Se nell’anno 2008 i caduti sul lavoro sono stati precisamente 1.140, il giorno sabato 10 ottobre, coinvolgendo l’intero tessuto sociale piacentino, l’Anmil di Piacenza ha “messo a dimora”, nel Vallo delle Mura Farnesiane, una croce di legno naturale chiaro per ogni caduto: 1.140 morti 1.140 croci. Questo “cimitero di guerra” perfetto ed ordinato stile Arlington, (che rimarrà visibile fino al  10 novembre 2009), è la degna rappresentazione di quel fenomeno infortunistico che viene a ragione definito “una guerra quotidiana”. Il “cimitero” è già stato visitato come luogo di riflessione da diverse classi di Istituti Superiori piacentini.