Iniziative

 


Organizzate sul territorio provinciale

GIORNATA 2011

LUOGO CERIMONIA CIVILE

 

 

 

 

 

La manifestazione quest’anno si è svolta nel Comune di Mirabella Eclano, il programma della giornata è iniziato con  la celebrazione della S. Messa in memoria dei Caduti sul Lavoro  nella Cattedrale  di S. Maria Maggiore officiata dal parroco Don Remigio Spiniello, che ha commosso gli animi sia nell’introduzione che nell’omelia. Dopo la S. Messa il parroco ha accompagnato i fedeli in una visita guidata al museo parrocchiale. La banda musicale ha accompagnato il corteo per le vie del paese, attirando l’interesse della popolazione locale. Il corteo si è portato in Largo Torretta per deporre la corona di alloro al monumento dei caduti. E’ stato osservato un minuto di silenzio e poi la banda ha intonato “Il Silenzio” e “L’inno d’Italia”.La cerimonia si è conclusa con la consegna dei Brevetti e distintivi d’onore e dei Premi Scolastici.

PRESENZE ISTITUZIONALI

 

 

 

 

 

Sono intervenuti :

Dott.ssa Silvana Tizzano, Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Avellino; Ing. Vincenzo SIRIGNANO  Sindaco del Comune di Mirabella Eclano;  Dr.ssa Maria Felicia DI PIETRO, Membro Coordinamento  Reg.le Campania   e Responsabile Regionale Dipartimento Politiche della famiglia   IdV; Dr. Remo CERRETA ,Vicario del Dirigente Sede INAIL Avellino; sig. Ciriaco Russo, Presidente del Consiglio del Comune di Mirabella Eclano e Ispettore del Lavoro presso l’ASL di Avellino; Dott. Antonio Silano, dirigente INPS; Dott.ssa Florinda Ferrara, psicoterapeuta,  Il Sig. Antonio Meninno, rappresentante RSU IRISBUS, Flumeri.

. In rappresentanza delle forze dell’ordine : Luogotenete Antonio Romano Comandante Stazione CC di Mirabella Eclano.

PRESENZE ANMIL

 

 

 

 

L’ANMIL è stata rappresentata dal  Presidente Comm. Vincenzo FRUSCIANTE  e dal Consiglio Provinciale.

SINTESI DELLE DICHIARAZIONI PIU’ RILEVANTI

 

 

 

 

 

Il comm. Frusciante nella sua introduzione ha rinnovato con forza l’appello perché la sicurezza sul lavoro diventi un valore condiviso, una ricchezza del nostro paese e delle nostre aziende e una garanzia per i nostri lavoratori e le loro famiglie.

 Il calo degli infortuni è in gran parte dovuto alla diminuzione del numero di occupati e delle ore lavorate, alla delocalizzazione dei siti produttivi,  e alla messa in cassa integrazione di tantissimi lavoratori. E almeno una cosa sembra certa: che se la gente non lavora anche gli incidenti sul lavoro diminuiscono” queste le precisazioni della dott.ssa Maria Felicia Di Pietro che sottolinea anche il fenomeno non trascurabile dei lavoratori irregolari e “a nero”.

Ha colpito per la sua puntualità ed umanità il contributo del Dott. Remo Cerreta che ha chiaramente esposto gli ingredienti che possono determinare un salto di qualità nella diffusione della cultura  della sicurezza .  Tra questi ingredienti gli incentivi per le aziende che investono in sicurezza, la formazione dei lavoratori, la collaborazione col mondo della scuola “ affinché gli uomini di domani abbiano connaturati gesti e comportamenti che preservino la loro incolumità in ambito lavorativo e sociale”.

 


 

D.ssa Maria Felicia Di Pietro

(Coordinamento regionale Campania - Italia dei Valori)

RELAZIONE (ANMIL) DEL 09.10.2011

Carissimo sindaco Sirignano, carissimi concittadini, è per noi abitanti di Mirabella Eclano motivo di straordinario orgoglio essere stati designati quest’anno quale sede ospitante della 61^ Giornata per le Vittime degli incidenti sul lavoro, promosso dall’ ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi sul Lavoro).

Il tema purtroppo è sempre di scottante attualità. Ma soprattutto coinvolge tutti. Non c’è famiglia che non abbia vissuto in maniera diretta o indiretta il dramma di un infortunio più o meno grave.

Io stesso ricordo sempre, avendomi segnato nel profondo dell’animo, l’incidente sul lavoro, che coinvolse giovanissimo mio zio, mentre si recava a lavoro nei campi che possediamo a Calore (frazione) di Mirabella. Fortunatamente il trattore ribaltandosi non lo uccise. Ma da allora, ogni volta che lui o mio padre uscivano con gli automezzi per andare a lavorare, ero in apprensione fino a quando non li vedevo ritornare a casa.

Carissimi concittadini, tutte le disavventure della vita, tutti i torti subiti, tutte le violenze e i soprusi sono odiosi. Tuttavia se c’è qualcosa che è insopportabile più di ogni altra cosa al mondo è subire un’invalidità permanente o addirittura morire sui luoghi di lavoro, come è capitato da ultime alle povere vittime di Barletta.

Per questo, ogni volta che leggiamo le notizie dei drammi sul lavoro, sui giornali nazionali, ma anche e troppo spesso sui quotidiani provinciali, ognuno di noi non può non provare un sentimento di vergogna o, se preferite, di condanna.

La vergogna (riflessione che rivolgo a me stessa, e al caro segretario provinciale del pd avv. Caterina Lengua, in quanto esponenti politici), nasce dalla consapevolezza di non essere stati capaci, come sistema politico, di fare tutto il possibile perché il lavoro non sia mai un pericolo grave: troppo spesso le disattenzioni e le negligenze si sommano a colpevoli complicità degli organi di controllo.

Quando, nel 2010, dopo svariati anni di militanza nell’IdV Estero, fui nominata dal Partito Nazionale come Responsabile Regionale IdV del Dipartimento Politiche della famiglia, cominciai ad affrontare tra le altre anche le problematiche di quest’oggi.

Mi misi ad approfondire alcune tematiche che avevo tra l’altro affrontato nella tesi di laurea di Scienze Politiche.  Ma, cari concittadini, mai avrei immaginato di scoprire che, ad esempio, l'Inail ha un “tesoretto”, derivante dagli avanzi di bilancio annuale, che ammonta a circa 15 miliardi di euro, con avanzi di bilancio, che arrivano alla considerevole cifra di circa 2 miliardi di euro l'anno.

Purtroppo questi soldi, non vengono spesi per aumentare le rendite da fame agli invalidi del lavoro,

alle famiglie dei morti sul lavoro, ma sono depositati in un conto infruttifero della Tesoreria dello

Stato, e possono essere spesi, solo per ripianare i debiti dello Stato: è una VERGOGNA della quale

non c’è giustificazione alcuna!

 

 L’ottimo presidente dell’Associazione ANMIL di Avellino, il dott. Vincenzo Frusciante, potrebbe

meglio di me descrivere ciò che a tutti noi è noto da tempo: all’Italia spetta il non invidiabile

primato  delle vittime sul lavoro in Europa,  il numero delle “morti bianche”, seppur in calo rispetto

agli anni scorsi, è infatti diminuito meno che nel resto d’Europa.  

 

Il calo nelle morti registrato dall’Inail negli ultimi  anni è certamente un risultato importante, ma

non è certo merito del ministro Sacconi, che in questi tre anni di intenso e silenzioso lavoro ha

smantellato a colpi di decreti il Testo Unico e da ultimo ha banalizzato la sicurezza con la

campagna in cui il suo ministero dice che “la sicurezza la pretende chi si vuole bene” (come se

fosse un problema di mancanza di amor proprio, ed anzi sottendendo che la responsabilità della

sicurezza è spostata dal datore di lavoro al lavoratore). Occorre considerare che il calo degli

infortuni è in gran parte dovuto anche  alla diminuzione del numero di occupati e delle ore

lavorate, alla delocalizzazione dei siti produttivi,  e la messa in cassa integrazione di tantissimi

lavoratori.

 E almeno una cosa sembra certa: che se la gente non lavora anche gli incidenti sul

lavoro diminuiscono.

Ma nemmeno questo è più vero!!  perche dall’inizio di quest’anno ad oggi, nonostante il numero

degli occupati e dei cassa integrati sia rimasto invariato rispetto al 2010, si registra un aumento

degli incidenti del 16%.

 C’è da considerare, inoltre, che l'Inail ci fornisce dei dati sugli infortuni e le morti sul lavoro

fortemente sottostimati, perché tengono conto solo degli infortuni denunciati, come è stato

sottolineato anche del Presidente dell'Inail, visto che gli infortuni che appartengono al sommerso,

ammontano a circa 200 mila ogni anno: un enormità, ed i morti?  Sfuggono ad ogni statistica

 

 Per avere un'idea più precisa basti pensare all'incidenza del lavoro nero nelle diverse regioni

italiane: 30% nord, 50% al centro, 90% al sud.

E il problema ha non solo gravissimi risvolti umani ed etici, bensì anche economici.

Non dimentichiamo infatti che gli oneri conseguenti agli infortuni sui luoghi di lavoro ricadono per 

il 60 per cento a carico delle aziende e il rimanente 40 per cento ricade direttamente sul bilancio del

Paese.

In un Paese in cui il numero delle morti bianche cresce inesorabilmente giorno dopo giorno, un onere di attenzione particolare da parte della forza politica al potere, dovrebbe essere dovuto e doveroso.

Si pensi che, anche l'Unione Europea ha imposto al nostro Paese di ridurre del 25 per cento gli incidenti sul lavoro entro il 2012.

Si muore dove non c'è sicurezza. Si muore dove non esiste il controllo. Si muore dove coesiste il precariato e il lavoro sommerso.

E’ per questo, carissimi concittadini, carissimi correlatori, carissimi rappresentanti delle istituzioni ad ogni livello, che a tutti noi compete chiedere (così come, abbiamo già fatto noi dell’Italia dei Valori, quando quest’estate abbiamo presentato delle proposte alternative all’attuale governo),  che venga immediatamente ripristinato il Decreto legislativo 81/08 sulla sicurezza sul lavoro, introdotto dal passato Governo, e smantellato dall’attuale maggioranza (integrandolo con il decreto legislativo 106/09), diminuendo così in gran parte le sanzioni per i datori di lavoro e dirigenti senza potenziamento dei controlli.

Nell’attuale fase politica, si è andata diffondendo nel paese la cultura che i diritti non contano, che  le regole e le norme sono lacci e lacciuoli che vanno cancellati. La precarietà, ossia il rischio di perdere quel poco che si ha, accomuna i piccoli e medi industriali piegati dalla crisi e i loro dipendenti nella stessa folle scommessa: sacrificare la sicurezza, mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri pur di provare a conservare un lavoro o salvare la propria azienda

Nessuno si scalda troppo per questa mattanza di lavoratori che prosegue senza sosta. Alcuni la considerano addirittura un prezzo da pagare al progresso. Qualcosa di inevitabile, ma non è affatto così.

Quei morti non sono il prezzo del progresso, ma del profitto, inteso come unico valore sacro, più importante della vita  di chi lavora, la più grande e insopportabile ingiustizia sociale.

Spendere risorse per migliorare la sicurezza della vita non è uno spreco, ma è il motivo stesso della nostra missione politica ed umana!

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Mirabella Eclano, 09/10/2011 dott. Remo Cerreta
DIRIGENTE VICARIO INAIL AVELLINO
 

Sono onorato di trascorrere una giornata con Voi.

L’Istituto ha sempre vissuto con la Vs. Associazione una particolare empatia che anche oggi, in questa giornata commemorativa, ha voluto RIBADIRE.
L’INAIL ED IO PERSONALMENTE Vi testimoniamo la nostra VICINANZA con un abbraccio simbolico che va a tutti i G. I. , ai FAMILIARI delle vittime sul lavoro e ai tanti, troppi, INFORTUNATI.

La mia personale solidarietà va a TUTTI i portatori di segni tangibili della drammaticità che ancora oggi purtroppo si subisce dedicandosi al proprio lavoro.

A chi si aspettava da me una elencazione di cifre, una serie di numeri, dati statistici, resterà deluso; non è nelle mie corde!

Vorrei invece riflettere con voi e provare ad essere propositivo.

Parliamo di lavoro.

Il Lavoro dovrebbe significare per ognuno la possibilità per potersi assicurare il diritto alla dignità familiare, alla propria dignità, a quella SOCIALE.
Invece ancora troppo spesso, LAVORARE, si traduce ancora per troppi in dramma.

Tutti noi dovremmo contribuire, ognuno per quanto può, a realizzare le condizioni per non assistere più a questi eventi.

Ognuno di voi è portatore di emozioni indelebili; NATE da una giornata LAVORATIVA che sarebbe dovuta essere come altre ma che ha finito per segnare per sempre la propria vita e quella dei propri congiunti.

In tutti questi anni tanto è stato fatto per la sicurezza sui luoghi di lavoro affinché giornate come altre non diventassero vere e proprie tragedie.
Tanto è stato fatto da quella tragedia che vide tanti nostri connazionali perire nelle miniere di Marcinelle: ma ancora non basta!
Tanti passi sono stati fatti a livello normativo per rendere i luoghi di lavoro più sicuri e preservare ai lavoratori la salute fisica e mentale; il diritto alla VITA . Ma ANCORA non basta!

E non è bastato neanche l’inasprimento delle sanzioni per coloro che non adeguano i luoghi di lavoro alle norme per la sicurezza.

Per chi ama la statistica, solo pochi dati:
Rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso vi è una diminuzione di infortuni, con una riduzione di 16mila casi. Restano Stabili gli episodi mortali (428 vittime a fronte di 431).
SONO cifre che anche se provvisorie, sembrano da BOLLETTINO DI GUERRA.
Cifre che in una Società che si definisce civile non dovrebbero esistere; cifre da Medioevo.

Da una lettura poco attenta potrebbero sembrare la testimonianza della crescente attenzione sulla sicurezza.

Da vecchio e in disuso calciatore, permettetemi di entrare duro su questi numeri:
mi sento di affermare che gli infortuni sono diminuiti sicuramente per una parte ascrivibile alla crescente attenzione alla sicurezza
MA PROBABILMENTE, E’ UNA MIA PERSONALE CONVINZIONE, ESSI SONO DIMINUITI PER LA CRESCENTE DISOCCUPAZIONE E ANCHE PERCHE’ UNA SERIE DI CASI NON SONO DENUNCIATI PERCHE’ LEGATI A LAVORI IRREGOLARI, A LAVORATORI A “NERO”.

Infatti, COME VI HO DETTO, diminuiscono gli infortuni ma non le morti. La riflessione la lascio alle vostre intelligenze.

 


Pertanto preferisco lasciare i dati statistici agli Analisti e preoccuparmi con voi di capire quali possano essere le strategie da attuare per rendere veramente sicuri i luoghi di lavoro; LE STRATEGIE necessarie a realizzare un vero e concreto salto di qualità della sicurezza.

A me vengono in mente alcune delle ragioni per cui si verificano gli infortuni:
 Mancanza di applicazione delle misure previste per la sicurezza;
 La mancata formazione dei lavoratori;
 Il calo di attenzione del lavoratore dovuta ad attività ripetitive e a turni stressanti;
 Il mancato uso dei dispositivi di protezione individuale.

Potremmo continuare, ma a me basta per considerare con Voi che sul lavoro, così come nella vita di tutti i giorni è sempre incombente la possibilità che si verifichi un incidente.

Quanti di noi, anche solamente per tagliare un pezzo di formaggio si sono procurati una ferita? Forse sarebbe bastata un po’ di attenzione in più oppure un coltello più idoneo o magari solamente tagliare in modo diverso.

Cosa voglio dire?

Voglio dire che l’INCIDENTE è dovuto all’imponderabile e ci sta.
L’ incidente in una Azienda seria e attenta alla sicurezza provoca al 90% solo rallentamenti operativi, tecnici e di produzione, non provoca una lunga serie di infortuni o addirittura morti.

Tra l’incidente e l’infortunio ci deve essere la garanzia sociale di aver fatto tutto per incuneare fra loro tutte le protezioni necessarie ad ammortizzarne o annullarne le conseguenze. Incidente non deve essere più sinonimo di infortunio o di morte.

Quindi per realizzare il salto di qualità della sicurezza è necessario mescolare una serie di ingredienti, fra questi il fattore umano.

Ma cosa può determinare il salto di qualità, quali potranno essere gli ingredienti, quale può essere la chiave di volta affinché finalmente si possa urlare dati statistici CHE RIPORTINO INFORTUNI ZERO E MORTI BIANCHE ZERO?

Fino a quando ci sarà anche una sola morte per lavoro tutti noi saremo degli sconfitti.

Prima di occupare all’interno dell’Istituto il ruolo che occupo ho svolto l’attività di Funzionario di Vigilanza per più di 30 anni.
Troppe volte ho dovuto assistere sui cantieri, così come in opifici o cave o altri luoghi di lavoro alla sofferenza delle vittime degli incidenti sul lavoro e a quello dei loro familiari.
Mi sono reso conto che gli interventi per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro non BASTANO MAI e che ogni giorno TUTTI prendiamo parte ad una cinica e assurda partita per la VITA.

L’INAIL dal 1965 attraverso le funzioni degli ispettori ha cercato di svolgere sul territorio attività di tutela del LAVORATORE.
Ma quanti ISPETTORI dovrebbe avere l’INAIL per avere veramente il controllo del territorio e realizzare un argine al lavoro irregolare che il più delle volte determina le MORTI BIANCHE e gli infortuni?

Tutti gli ispettori dell’INAIL, dell’Ispettorato del Lavoro, dell’INPS e della ASL MESSI ASSIEME non basterebbero ad individuare e punire le Aziende fuori legge.
Allora cosa fare?
LA PRIMA COSA NON ARRENDERSI MAI!

Dal canto suo l’Inail vuole essere attore in questa lotta per la sicurezza.
Da ormai un ventennio sta convertendo la propria mission:

STA PROVANDO A TROVARE GLI INGREDIENTI GIUSTI PER VINCERE QUESTA PARTITA DELLA VITA

 

Da semplice istituto assicuratore ha iniziato ad occuparsi anche di prevenzione.
Inizialmente in termine di consulenza poi, sempre di più, entrando nelle aziende per finanziare quelle che hanno voluto spendere in sicurezza.
Può ESSERE UN INGREDIENTE!

Ha cercato e cerca di far capire ai datori di lavoro (vedi norme premiali) che spendere in sicurezza non è un costo ma un vero e proprio investimento che preserva i lavoratori, PATRIMONIO PROFESSIONALE,DISTINTIVO E QUALIFICANTE DELL’AZIENDA, da incidenti.
Può ESSERE UN INGREDIENTE!

Ma oltre alle norme premiali già in uso da anni
l’Ente ha voluto fare di più stanziando per il 2010 60.000.000 di Euro, per il 2011 120.000.000 milioni e per il 2012 180.000.000 milioni di Euro per stimolare le aziende ad intervenire sulla sicurezza acquistando nuovi macchinari o mettendo in sicurezza gli impianti e le macchine già possedute.
Può ESSERE UN INGREDIENTE!

Oggi, l’INAIL vuole fare di più; ACCANTO agli interventi economici a favore delle Aziende, si sta impegnando a diffondere la CULTURA DELLA SICUREZZA organizzando o finanziando corsi di formazione per i lavoratori.
Può ESSERE UN INGREDIENTE!

Ma più di ogni altra cosa l’INAIL SI STA IMPEGNANDO a diffondere la cultura della sicurezza ATTRAVERSO interventi nel mondo della scuola, partendo dalle elementari, affinché gli uomini di domani abbiano connaturati gesti e comportamenti che preservino la loro incolumità in ambito lavorativo e sociale.

E’ infatti fondamentale che la cultura della sicurezza venga diffusa tra i giovani che domani saranno gli uomini che occuperanno posti di lavoro più o meno a rischio.
Può ESSERE UN INGREDIENTE!

Noi per quello che possiamo abbiamo accettato di disputare questa partita che solo insieme potremo vincere
rendendo i luoghi di lavoro sicuri e non delle trincee dove si raccolgono i caduti.

Questi sono gli impegni assunti dall’INAIL – i NOSTRI INGREDIENTI.

Ma pur curando gli impegni vecchi e nuovi,

l’Istituto non ha mai smesso di occuparsi e preoccuparsi di assistere le PERSONE.
Non ci limitiamo a somministrare semplici prestazioni economiche e sanitarie
ma accompagniamo il lavoratore più sfortunato,
LA PERSONA, lungo il triste, disagiato e sofferente cammino che porta al recupero personale e al reinserimento lavorativo e sociale.
COME?
Attraverso centri per la realizzazione di protesi e centri per la riabilitazione motoria e sociale.
Offrendo soggiorni climatici e la cura di esperti assistenti socio – educativi.
Insomma l’INAIL fatta di persone vuole avvolgere di attenzione e premure le PERSONE.

Insieme proviamo ad annullare questi numeri da Medioevo, insieme proviamo a trovare il modo che associazioni come la Vostra non esistano più.

 

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RESOCONTO GIORNATA 2009

La Giornata è stata celebrata nel Comune di Sant’Angelo dei Lombardi. Don Piero Fulchini ha officiato la S. Messa presso la Cattedrale Diocesana. Gli Invalidi presenti insieme alle numerose autorità, accompagnati dalle note della banda Musicale Città di Calitri, hanno depositato la corona di alloro al Monumento dei Caduti sito in Piazza de Sanctis. La cerimonia civile ha avuto luogo presso il Salone del Castello degli Imperiali dove i relatori presenti hanno affrontato il drammatico fenomeno delle morti bianche di cui ogni giorno la cronaca ci da triste testimonianza, l’esigenza inderogabile di porre in essere interventi sempre più efficaci per garantire le condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro nonché la preziosa opera di prevenzione degli infortuni da svolgere anche con la formazione dei giovani affinché questi possano avere una maggiore preparazione tecnica, scientifica e professionale.
Sono intervenuti :
il Sig. Michele FORTE - Sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi; Ing. Angelo D’AMELIO – Commissario UDC; Avv. Ettore FREDA – Dirigente PDL; Prof. Vincenzo LUCIDO – Dirigente Scolastico I.S.I.S.S. “L. Vanvitelli” di Lioni; Dr. Giorgio RUBINI -Responsabile Centro Operativo Territoriale INAIL di Sant’Angelo dei Lombardi; D.ssa Silvana TIZZANO – Vice prefetto Vicario di Avellino. In rappresentanza delle forze dell’ordine il Cap. dei Carabinieri Maurizio LAURITO ed il Ten. Della Guardia di Finanza Massimo DE VITO.
Il Comm. Vincenzo FRUSCIANTE ed i componenti del Consiglio Provinciale hanno rappresentato l’ANMIL.
La cerimonia si è conclusa con la consegna dei Brevetti e distintivi d’onore e dei Premi Scolastici.