PROGETTO “FAMILY LOMBARDIA”

REGIONE LOMBARDIA


Per maggiori informazioni: Numero Verde 800.180.943 - serviziocivile@anmil.it

 

 

 

 

 

 

 

CONSULTA

GLI ALTRI PROGETTI

NEL DETTAGLIO

 

(clicca nella tabella

riportata di seguito

sul progetto

di tuo interesse)

 

ANMIL ONLUS
LAZIO
N.   PROV.  TITOLO PROGETTO
1  ROMA  "LA CULTURA DELLA LEGALITÀ"
2  ROMA  "LE GRANDI CITTÀ DEL LAZIO"
LOMBARDIA
N.   PROV.  TITOLO PROGETTO
1  MILANO  "AIUTIAMO I MIGRANTI"
 MONZA
2  BERGAMO "FAMILY LOMBARDIA"
 BRESCIA
 COMO
 CREMONA
 GALLARATE
 MILANO
 MONZA
 PAVIA
 SONDRIO
3  BERGAMO "NON DIVENTARE PINOCCHIO"

 

PATRONATO ANMIL
CALABRIA
N.  PROV. TITOLO PROGETTO
1 CATANZARO "TUTELA DEI DIRITTI"
COSENZA
CROTONE
REGGIO C.
LAZIO
N.  PROV. TITOLO PROGETTO
1 FROSINONE "LA CULTURA DELLA LEGALITÀ"
LATINA
RIETI
ROMA
2 FROSINONE "LE GRANDI CITTÀ DEL LAZIO"
LATINA
RIETI
ROMA
TOSCANA
N.  PROV. TITOLO PROGETTO
1 AREZZO "TUTELA DEI DIRITTI"

 

 

 

  

 

TITOLO DEL PROGETTO:

“Family Lombardia”

- ENTI PROMOTORI

ANMIL Onlus

 

- SETTORE E AREA DI INTERVENTO

Settore: Educazione e Promozione culturale
Area di intervento: Educazione ai diritti del cittadino/ Sportelli informa famiglia

 

- CONDIZIONI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Numero ore: 1.400 su 12 mesi
5 giorni di servizio settimanali
20 giorni di permesso
30 giorni di malattia

Il volontario è tenuto a svolgere la propria attività con diligenza e riservatezza seguendo il principio della collaborazione con ogni altro operatore con cui venga a contatto per ragioni di servizio.
Deve, inoltre, tenere una condotta irreprensibile nei confronti degli utenti. Il volontario dovrà, quindi, mantenere la riservatezza su fatti e circostanze riguardanti il servizio e delle quali abbia avuto notizie durante l’espletamento o comunque in funzione delle stesse.
È richiesta la riservatezza sui documenti e dati visionati; in particolare, occorre osservare gli obblighi previsti dalla Legge 675/96 sulla Privacy in merito ai trattamenti dei dati personali.
Visto il contatto diretto e continuo con l’utenza, sono richieste buone doti di socievolezza, gentilezza e cortesia. È richiesta inoltre una particolare disponibilità ai rapporti interpersonali ed al lavoro di équipe.

 

SEDI DI SVOLGIMENTO e POSTI DISPONIBILI

N.

Sede di attuazione del progetto

Comune

Indirizzo

Cod. ident. sede

N. vol. per sede

Nominativi degli Operatori Locali di Progetto

1

Sede di Milano

Milano

Via Lario 9/a

129953

1

Bastianelli Laura
Clemente Cristian
Sala Peup Mario

2

Sede di Milano Agenzia Lavoro

Milano

Via Fratelli Bressan 21

129954

1

De Cesare Laura
Di Silvio Filomena

3

Sede di Milano Irfa

Milano

Via Fratelli Bressan 21

129955

1

Gasdia Arturo
Gioletta Chiara

4

Sede di Milano Segreteria

Milano

Via Lario 9/a

129956

1

Lazzaroni Stefania
Maggioni Alessandro

5

Sede di Milano Urp

Milano

Via Lario 9/a

129957

1

Mandalà Sharon Maria
Siniscalchi Annalisa
Mazzini Gianluca

6

Sede di Bergamo

Bergamo

Via Pradello 8

129924

4

Manenti Francesca

7

Sede di Brescia

Brescia

Via Rodolfo Psaro 41

129930

4

Faina Anna

8

Sede di Como

Como

Via Valleggio 22

129935

6

Pensabene Ilaria

9

Sede di Cremona

Cremona

Via Stefano Leonida Bissolati 61

129938

6

Omo Agostina

10

Sede di Gallarate

Gallarate

Via Monsignore Pietro Sommariva 3

129949

6

Mosseri David

11

Sede di Monza

Monza

Corso Milano 26

129961

6

Giussani Anna Maria

12

Sede di Pavia

Pavia

Galleria Alessandro Manzoni 25

129968

6

Rubino Giuseppe

13

Sede di Sondrio

Sondrio

Via Ezio Vanoni 20

129984

6

Vannuccini Morena

 
 
CARATTERISTICHE CONOSCENZE ACQUISIBILI

(NOMINA srl è la società che certificherà le competenze)

FORMAZIONE GENERALE E SPECIFICA DEI VOLONTARI

FORMAZIONE DEI VOLONTARI

La formazione generale sarà erogata nei primi 2 mesi, e comunque entro il 180° giorno. Tutte le attività avvengono a cura di un formatore accreditato.

AULA - Massimo 25 persone, sedute, in forma circolare e/o semicircolare. 

ORARI - Ore 9.00 alle 18.00 o in alternativa dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle 18.00.

MODALITA'- Frontale, circolare, esercitativa, a seconda dell’obiettivo e delle indicazioni delle Linee Guida della formazione generale.

RESPONSABILE PER LA FORMAZIONE - Dr. SELICATI MICHELE (Formatore Accreditato Esperto nazionale del Servizio Civile per conto della Università per Stranieri di Siena, per l'Università degli Studi di Bari, del Politecnico di Bari; consulente per Save The Children e il FormezPa.; ex Consulente della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Politiche della Famiglie ed ex consulente del Dipartimento Relazioni Internazionali; Cooperatore e volontario della Protezione Civile;  Laurea in Filosofia; Master Asvi Cooperazione Internazionale ed Europrogettazione; docente di Project Management; Amministratore delegato di Nomina srl).

FORMAZIONE - Per quanto riguarda la definizione dei contenuti della formazione generale dei volontari, si farà riferimento a quanto previsto dalle Nuove “Linee guida della formazione generale dei giovani in Servizio Civile Nazionale” 2013 che vanno ad integrare quelle elaborate nell'anno 2006 in ottemperanza a quanto previsto dall’art.11 comma 3 del D. Lgs 5 aprile 2002, n.77. La formazione generale si svolge prevalentemente nel quadro di situazioni di apprendimento strutturate e formali quali sono quelle all'interno di un’aula. La metodologia didattica in questo caso è orientata alla trasmissione, attraverso il metodo espositivo, di conoscenze e informazioni che, successivamente, trovano nella discussione in aula momenti di verifica e di approfondimento. La formazione generale consisterà in un percorso comune a tutti i giovani avviati al Servizio Civile con lo stesso bando e avrà come contenuto generale l'elaborazione e la contestualizzazione sia dell'esperienza di Servizio Civile sia dell'identità sociale del volontario, in relazione ai principi normativi e ai progetti da realizzare. In particolare, i contenuti della formazione generale saranno indirizzati a:

  • esplicitare e confrontare le motivazioni della scelta di Servizio Civile e le attese dei volontari;
  • delineare l'evoluzione del Servizio Civile come contenitore istituzionale di cittadinanza attiva, acclarandone continuità e discontinuità in una prospettiva storica;
  • ricondurre la scelta individuale di servizio ad una storia collettiva;
  • illustrare il contesto - legislativo, culturale, sociale, istituzionale, progettuale, organizzativo - in cui si svolge il Servizio Civile;
  • evidenziare ed elaborare la dimensione della partecipazione alla società civile attraverso la scelta di un'esperienza istituzionale;
  • fornire spunti per analizzare il proprio progetto di servizio;
  • favorire la percezione del volontario come individuo inserito in un'organizzazione.

I contenuti della formazione generale si articoleranno nell’ambito di moduli didattici.
La formazione generale avrà una durata di n. 42 ore per un massimo di 25 volontari ( con deroga a 28).
Saranno inseriti altri formatori o esperti della materia, ma con in aula la presenza del responsabile del sistema della formazione generale.

 

FORMAZIONE

Clicca qui per prendere visione dei dettagli della formazione.

 
OBIETTIVI DEL PROGETTO

Premessa
L’analisi del contesto territoriale ci offre una serie di indicatori e di dati su cui iniziare delle riflessioni e sui cui predisporre delle azioni progettuali che siano in grado, sui temi legati alla sicurezza, lavoro, povertà, diritti e welfare, di fornire delle risposte, di migliorare le condizioni esistenti e di creare quelle “buone prassi” che possono essere replicate e dunque divenire sostenibili e stabili. Il progetto che si sta proponendo di attuare è integrato perché si sviluppa sull'intero territorio regionale.
Lo studio effettuato sul contesto evidenzia i rischi e i pericoli che caratterizzano le famiglie delle province di progetto.
In primo luogo, emerge una pessima qualità di vita per tutte quelle famiglie che vivono difficoltà materiali ed economiche. I dati riportati evidenziano come siano ormai in forte aumento le famiglie che vertono in condizione economiche marginali e rasentano la soglia della povertà. Le famiglie calabresi vivono, infatti, gravate dall’incapacità di garantirsi la fruizione di beni di prima necessità come il cibo, il vestiario o le utenze.
A ciò si aggiunge una condizione di isolamento e abbandono da parte dei servizi e degli enti che operano a favore delle famiglie, incapaci di rispondere alle numerose domande di bisogno. Indebolite e fortemente provate dal peso delle fragilità materiali e informative, le famiglie si confrontano anche con il problema dell’emarginazione sociale e con difficoltà di tipo relazionale che coinvolgono coniugi, genitori e figli in difficili momenti della vita familiare, come ad esempio l’adolescenza, la senilità, la perdita del lavoro e la malattia.
Si evidenzia, pertanto, a seguito dell’analisi, come il diritto allo studio, alla salute e alla casa siano fortemente minacciati per le famiglie della regione.
Indebolite e fortemente provate dal peso delle fragilità materiali e informative, le famiglie, si confrontano anche con il problema dell’emarginazione sociale e della solitudine, oltre che da difficoltà di tipo relazionale che coinvolgono non solo i coniugi, ma anche genitori e figli in difficili momenti della vita familiare, come per esempio l’adolescenza.
Le proposte e i servizi attivati per le famiglie nel territorio di ogni provincia sono, per lo più, basati sull'ottica dell’emergenza e dell’assistenza: si tratta, infatti, d’interventi che tamponano nell'immediato le fragilità familiari, senza risolverne i problemi all'origine.
Entrando nello specifico dall'analisi del contesto territoriale e dell’area di intervento è emerso un problema importante di disagio socio-economico che penalizza le famiglie della regione, in maniera più rilevante le famiglie a doppia carriera impegnate in un lavoro di cura con uno dei suoi membri (bambino piccolo, anziano, disabile).
Si è rilevato che le risposte fornite dalle istituzioni e dal mondo dei servizi spesso non sono adeguate perché assumono la famiglia non come soggetto sociale con diritti di cittadinanza, ma come una semplice somma di persone. A questo si aggiunge che molti diritti sociali della famiglia risultano disattesi per insufficienza della rete dei servizi e delle prestazioni, per scarsa conoscenza da parte dei soggetti, per le complessità burocratiche che ne limitano l’accesso.
Per ANMIL promuovere il progetto vuol dire sottolineare la volontà e l’impegno di creare uno spazio aperto a tutti che sostenga la promozione della famiglia quale soggetto di cittadinanza e risorsa imprescindibile per la società. Con tale progetto, dunque, si intende contribuire alla promozione di forme di auto-organizzazione e di solidarietà interfamiliare in modo da restituire alle famiglie la competenza rispetto ai propri bisogni e valorizzare le risorse familiari a beneficio dell’intera comunità. Ciò attraverso l’attivazione di percorsi d’informazione, scambio di esperienze, sostegno e solidarietà a cui tutte le famiglie possono accedere e “avere voce" per scambiarsi saperi, competenze, esperienze e condividere obiettivi.
In questo modo, le famiglie coinvolte potranno accedere alle informazioni dei servizi e degli interventi attivati sul territorio e costruire nel tempo delle relazioni profonde e durature con altri nuclei familiari, favorendo così la ricostituzione delle reti primarie secondarie che negli ultimi anni hanno subito una lenta, ma quasi inesorabile erosione.

Cause del problema - Criticità con indicatori di partenza Lo stato di disagio sociale in cui vertono le famiglie della Lombardia è attribuibile alla mancanza di un’offerta integrata di servizi e spazi capaci di offrire alle famiglie risposte ai bisogni relazionali e materiali.
Nello specifico si evidenzia:

  • scarsa conoscenza e difficoltà di accesso ai servizi di informazione e sostegno alla famiglia nei diversi ambiti della vita quotidiana e quindi indebolimento delle reti di sostegno secondarie;
  • carenza di luoghi di socializzazione e aggregazione per le famiglie e quindi indebolimento delle reti di sostegno primarie.

Questi aspetti determinano un aumento dell’emarginazione sociale, della senso di isolamento e della disgregazione familiare, nonché una scarsa qualità di vita per le famiglie costrette a confrontarsi con la conciliazione dei tempi e le conseguenti difficoltà nell'espletamento delle mansioni di accudimento nei confronti di figli piccoli, anziani e disabili.
L’analisi del contesto ha inoltre evidenziato l’aumento delle famiglie che vertono in condizioni economiche marginali e rasentano la soglia della povertà.

Obiettivi generali di progetto
Il progetto “Family Lombardia” si pone, pertanto i seguenti gli obiettivi generali:

OB.GEN1

Ridurre lo stato di fragilità materiale e relazionale in cui vertono le famiglie della Lombardia

OB.GEN2

Contribuire alla riduzione dello stato di emarginazione ed isolamento sociale e migliorare la qualità di vita delle famiglie delle province della Lombardia

OB.GEN3

Offrire servizi integrati per la famiglia

OB.GEN4

Promuovere integrazione sociale, cittadinanza familiare e protagonismo sociale per tutti i membri della famiglia

OB.GEN5

Fornire una adeguata informazione dei servizi erogati sul territorio, pubblicizzandone le finalità, le modalità di accesso e di fruizione

 

La condizione di fragilità materiale e relazionale in cui vertono le famiglie non è infatti uno stato transitorio a cui si può rispondere nell'emergenza, ma è una condizione di fatto che si sta sedimentando gradualmente, determinando in maniera inesorabile l’indebolimento della famiglia e dei suoi valori fondanti.
Pertanto, si vogliono dare risposte esaustive e soluzioni concrete ai problemi che le famiglie incontrano, in modo da contribuire attivamente alla costruzione del proprio benessere e sostenerne la loro capacità di partecipazione alla vita della comunità.

Obiettivo specifico
Il miglioramento delle condizioni economiche e sociali delle famiglie, in particolare quelle più a rischio di povertà ed esclusione sociale, sarà raggiunto come segue nelle province di progetto.

Obiettivi specifici

Dati specifici per sede

Modalità di realizzazione

OB.SPEC.1

Promuovere il protagonismo sociale e la cittadinanza attiva delle famiglia così che possano contribuire a costruire attivamente il proprio benessere

 

L’obiettivo sarà perseguito tramite l’attività d'informazione e sostegno alla vita quotidiana, in quanto facilitare l’accesso ai servizi significa dare alle famiglie strumenti per costruire con più facilità e meno oneri (economici e sociali) il proprio futuro. Parallelamente, la mappatura dei bisogni pone le basi per un progressivo miglioramento dei servizi sulla base delle criticità reali.
Anche l’attività di aggregazione e socializzazione delle famiglie sarà centrale nel raggiungimento dell’obiettivo, in quanto focalizzata sul ruolo di protagonista che la famiglia deve assumere nel contesto di riferimento, superando l’assistenzialismo, potenziando i propri strumenti di risoluzione delle criticità e quelli di mutuo aiuto tra i suoi membri e altre famiglie della comunità.

OB.SPEC.2

Aiutare le famiglie, tra quelle che affrontano la solitudine e sono prive di una rete di sostegno amicale, nell'instaurarsi di legami e relazioni interpersonali con altri nuclei familiari

Milano: 50 famiglie
Monza: 50 famiglie
Bergamo: 50 famiglie
Brescia: 50 famiglie
Sondrio: 50 famiglie
Gallarate: 50 famiglie
Pavia: 50 famiglie
Como: 60 famiglie

Per il raggiungimento dell’obiettivo sarà fondamentale l’attività Aggregazione e socializzazione di famiglie, che con iniziative ludico-ricreative, GAMA e GAS e il mercatino di scambio solidale tra famiglie.
Le iniziative ludico-ricreative e i GAMA sono più direttamente focalizzate sulla creazione di legami, ma lo sono indirettamente anche i GAS, il mercatino di scambio solidale e la stessa attività Informazione e sostegno alla vita quotidiana. Una maggiore sicurezza economica, grazie alla facilitazione nell'accesso ai servizi che rappresenterebbero altrimenti un onere per la famiglia, è infatti una base utile per promuovere la socialità e i rapporti (aver soddisfatto i bisogni primari spinge a focalizzarsi sui bisogni secondari).

OB.SPEC.3

Ridurre le difficoltà di ingresso al mondo dei Servizi delle famiglie, fornendo guida, orientamento e informazione

Milano: 50 famiglie
Monza: 50 famiglie
Bergamo: 50 famiglie
Brescia: 50 famiglie
Sondrio: 50 famiglie
Gallarate: 50 famiglie
Pavia: 50 famiglie
Como: 60 famiglie

L’obiettivo viene perseguito con l’attività Informazione e sostegno alla vita quotidiana, mediante lo sportello multifunzionale di consulenza e informazione giuridica, fiscale e previdenziale, seminari informativi per famiglie, sportello di orientamento ai servizi del territorio e Servizio di mediazione familiare e Servizio di consulenza psicopedagogica in ambito familiare. Sarà così possibile per i destinatari individuare con il supporto di esperti il servizio che fa al caso loro e fruirne avvalendosi del supporto nel superamento degli ostacoli burocratici.

OB.SPEC.4

Sostenere le famiglie della provincia che affrontano difficoltà materiali e immateriali offrendo sostegno informativo in diversi ambiti della vita quotidiana

Milano: 25 famiglie
Monza: 25 famiglie
Bergamo: 25 famiglie
Brescia: 25 famiglie
Sondrio: 25 famiglie
Gallarate: 25 famiglie
Pavia: 25 famiglie
Como: 30 famiglie

Il sostegno informativo, che rientra nell'attività Informazione e sostegno alla vita quotidiana, riguarderà anche tematiche strettamente legate alle diverse fasi di vita della famiglia e alla gestione della quotidianità (consumo sostenibile, prevenzione truffe, credito responsabile ecc./ coppia, genitorialità, educazione dei figli, cura degli anziani ecc.). È finalizzato a sostenere le famiglie di fronte a difficoltà materiali e immateriali.

OB.SPEC.5

Rafforzare le risorse delle famiglie riguardo l’accesso a benefici, bonus, presenti nel territorio

Milano: 25 famiglie
Monza: 25 famiglie
Bergamo: 25 famiglie
Brescia: 25 famiglie
Sondrio: 25 famiglie
Gallarate: 25 famiglie
Pavia: 25 famiglie
Como: 30 famiglie

Questo obiettivo verrà perseguito prevalentemente mediante l’attività d'informazione e sostegno alla vita quotidiana, mediante lo sportello multifunzionale di consulenza e informazione giuridica, fiscale e previdenziale, seminari informativi per famiglie, sportello di orientamento ai servizi del territorio. Migliorando la situazione economica delle famiglie mediante la facilitazione nell'accesso ai servizi si garantisce il loro empowerment e la maggiore conoscenza di un sistema che fornirà loro benefit anche negli anni successivi.

OB.SPEC.6

Contribuire allo sviluppo di reti di sostegno secondarie per le famiglie partecipanti alle iniziative di progetto

 

La costruzione di reti di sostegno secondarie vuole rispondere ai bisogni che emergono oggi: la famiglia è sempre meno numerosa e le reti di sostegno primario sono più flebili. Con l’attività d'informazione e sostegno alla vita quotidiana si cercherà quindi di rafforzare le reti di sostegno secondario nel territorio di riferimento, cioè le relazioni con il mondo delle istituzioni, create per assicurare determinati servizi alle persone.

 

Risultati attesi: risultati e indicatori di raggiungimento degli esiti del progetto
Per verificare il raggiungimento dei risultati, nonché degli obiettivi prima descritti, si farà riferimento ad indicatori verificabili.

Indicatori quantitativi:

  • numero di famiglie beneficiarie dei servizi di informazione ed assistenza presenti sul territorio;
  • numero di famiglie partecipanti alle iniziative di aggregazione attivate nell'ambito di progetto;
  • numero e tipologia delle iniziative realizzate per promuovere l’aggregazione delle famiglie della provincia;
  • numero di famiglie coinvolte nella promozione e attivazione di iniziative pro-famiglia.

Indicatori qualitativi:

  • grado di soddisfazione delle famiglie in merito ai servizi offerti;
  • potenziamento e miglioramento del dialogo e dello cambio tra famiglie e istituzioni, agenzie, associazioni presenti nel contesto con funzioni sociali e assistenziali;

L’utilizzo di tali indicatori sarà utile per verificare il raggiungimento dei seguenti risultati che si intende ottenere a fine progetto (in ogni sede di attuazione):

  • aumento della partecipazione del 30% delle famiglie di progetto (pari a circa 156 nuclei per tutta la regione) alle attività e ai servizi di informazione e sostegno alla vita quotidiana presenti sul territorio;
  • incremento dell’attivazione e della partecipazione attiva nella vita della comunità di appartenenza del 35% delle famiglie (pari a circa 182 nuclei per tutta la regione) afferenti al progetto;
  • potenziamento del numero di iniziative volte a promuovere l’aggregazione delle famiglie della provincia (realizzare almeno una ventina di iniziative durante l’anno per ognuna delle province di progetto);
  • coinvolgimento attivo nella realizzazione e promozione di iniziative pro-famiglia del 25% delle famiglie di progetto (pari a circa 130 nuclei per tuttala regione);
  • contatto permanente con almeno il 35% delle famiglie afferenti al progetto pari a circa 182 nuclei per tutta la regione);
  • attivazione di servizi di informazione e supporto alla famiglia nei diversi ambiti della quotidianità nelle varie fasi della “vita” delle famiglie, in situazione di disagio momentaneo o per la prevenzione dello stesso;
  • creazione di spazi e di opportunità volti a favorire l’aggregazione familiare;
  • contributo alla costruzione partecipata di relazioni di auto/mutuo aiuto;
  • sviluppo progettualità condivisa a favore delle famiglie;
  • creazione di una banca dati a livello locale contenente dati e recapiti degli enti che rogano servizi alla famiglia;
  • consolidamento ed ampliamento di una rete multi-livello di relazioni e collaborazioni con i partner di progetto.

Quadro logico

Obiettivi generali

OB.GEN1 Ridurre lo stato di fragilità materiale e relazionale in cui vertono le famiglie)
OB. GEN.2 Contribuire alla riduzione dello stato di emarginazione ed isolamento sociale e migliorare la qualità di vita delle famiglie
OB.GEN.3 Offrire servizi integrati per la famiglia
OB.GEN.4 Promuovere integrazione sociale, cittadinanza familiare e protagonismo sociale per tutti i membri della famiglia
OB.GEN.5 Fornire una adeguata informazione dei servizi erogati sul territorio, pubblicizzandone le finalità, le modalità di accesso e di fruizione.

Obiettivi specifici

OB.SPEC.1 Promuovere il protagonismo sociale e la cittadinanza attiva delle famiglie
OB.SPEC.2 Aiutare le famiglie nell’istaurarsi di legami e relazioni interpersonali con altri nuclei familiari
OB.SPEC.3 Ridurre le difficoltà di ingresso al mondo dei Servizi fornendo guida, orientamento e informazione
OB.SPEC.4 Sostenere le famiglie in ciascuna provincia che affrontano difficoltà materiali e immateriali offrendo sostegno informativo in diversi ambiti della vita quotidiana
OB.SPEC.5 Rafforzare le risorse delle famiglie riguardo all'accesso a benefici, bonus, vantaggi presenti nel territorio e riguardo alla capacità di “fare rete” con le altre famiglie della comunità di appartenenza
OB.SPEC.6 Contribuire allo sviluppo di reti di sostegno secondarie per le famiglie partecipanti alle iniziative di progetto.

Risultati

  • Aumento della partecipazione del 30% delle famiglie di progetto alle attività e ai servizi di informazione e sostegno alla vita quotidiana presenti sul territorio;
  • Incremento dell’attivazione e della partecipazione attiva nella vita della comunità di appartenenza del 35% delle famiglie;
  • Potenziamento del numero di iniziative volte a promuovere l’aggregazione delle famiglie della provincia;
  • Coinvolgimento attivo nella realizzazione e promozione di iniziative pro famiglia del 25% delle famiglie di progetto;
  • Contatto permanente con almeno il 35% delle famiglie afferenti al progetto.

Attività

  • ATTIVITÀ 1: informazione e sostegno alla vita quotidiana
  • ATTIVITÀ 2: aggregazione e socializzazione di famiglie

 

Analisi Di Benchmark Mediante un benchmarking attribuiamo dei valori di partenza ai problemi rilevati con l’analisi del contesto. Emerge che le criticità sono nell'ordine:

  • Difficoltà di accesso alle informazioni e ai servizi per la famiglia
  • Carenza di luoghi di socializzazione e aggregazione per le famiglie
  • Carenza di gruppi di mutuo aiuto e acquisto solidale
  • Informazioni incomplete sui bisogni sociali e domanda di servizi
  • Carenti iniziative ludico-ricreative per la famiglia

I risultati attesi, stimati sulla base delle ricerche e analisi effettuare, hanno ovviamente valori differenti a seconda della possibilità del progetto di mitigare le criticità e dei tempi più lunghi necessari per creare profondi cambiamenti sociali e strutturali.
Si stima in particolar modo di ottenere una mappatura coerente e puntuale dei bisogni sociali e domanda di servizi e di facilitare l’accesso alle informazioni (servizi per la famiglia, consulenza e informazione giuridica, fiscale e previdenziale). La creazione di momenti di socializzazione, di iniziative ludico-ricreative rivolte specificatamente alle famiglie e la creazione di una rete di mutuo aiuto tra le famiglie stesse saranno altre attività essenziali, che favoriscono un impatto del progetto ben oltre i 12 mesi di implementazione.

 

 

ATTIVITÀ D'IMPIEGO DEI VOLONTARI

Riguardo allo svolgimento del Percorso Di Accoglienza, i volontari di Servizio Civile impegnati nel progetto verranno coinvolti attivamente sia per la realizzazione del colloquio iniziale con le famiglie, utilizzando la “scheda di primo colloquio”, sia per lo svolgimento della breve visita della sede ANMIL con spiegazione dei servizi esistenti per le famiglie e la conoscenza del personale.
I volontari di Servizio Civile potranno, in questo modo, sperimentarsi nel primo rapporto con le famiglie destinatarie di progetto e assumere un ruolo di riferimento per l’organizzazione delle attività di progetto: il percorso di accoglienza è infatti un momento fondamentale per la realizzazione delle attività di progetto in quanto rappresenta un momento di ascolto e raccolta delle reali esigenze e delle aspettative delle famiglie.
In tal senso, verrà richiesta ai volontari particolare attenzione e precisione nella compilazione delle “schede di primo colloquio”.
Nel corso dell’anno di progetto, i volontari collaboreranno attivamente all'analisi quantitativa dati rilevati nel percorso di accoglienza - anche con l’ausilio di un programma di calcolo e parteciperanno alla stesura dei report sui bisogni delle famiglie rilevati nelle schede.
I giovani in Servizio Civile opereranno in supporto agli operatori su indicati sia nelle attività a diretto contatto con le famiglie, che in quelle di preparazione e supporto, che prevedono mansioni quali servizi ausiliari, aggiornamento della documentazione, creazione materiale promozionale e affiancamento dell’équipe nella programmazione delle attività.
Essi verranno impegnati nel monitoraggio dei bisogni e della qualità di vita delle famiglie e, sulla base delle criticità rilevate, sul supporto ai professionisti nel fornire informazioni complete e puntuali che vanno dalla legislazione in tema di Lavoro come modificato dalla recente Riforma, agli ammortizzatori sociali, ai Diritti previdenziali, assicurativi, assistenziali provvedimenti amministrativi in materia ecc.
Dovranno rilevare le prestazioni assistenziali e di sostegno al reddito riconosciute dagli Enti locali alle fasce di popolazione più debole (agevolazioni asili nido, trasporti, integrazione redditi per disoccupati, giovani coppie, maternità/paternità, ecc.) e facilitare l’accesso ai servizi mediante consulenza e supporto ai destinatari nell'affrontare i processi burocratici. Avranno un ruolo attivo non solo nelle attività di sportello (sportello multifunzionale di consulenza e informazione giuridica, fiscale e previdenziale-sportello di orientamento ai servizi del territorio con sito web) ma anche nell'organizzazione di seminari informativi per famiglie su tematiche inerenti la vita quotidiana. Per quanto riguarda i GAMA, i GAS e il mercatino di scambio solidale saranno impiegati prevalentemente nella fase promozionale, nel setting, raccolta adesioni delle famiglie e networking con produttori, fornitori e altre famiglie.
I volontari in Servizio Civile coinvolti nei singoli territori d’attuazione del progetto realizzeranno le attività cosi come descritte al punto 8.1 e secondo il ritmo scandito dal diagramma di Gantt.

Obiettivi da raggiungere per i volontari in servizio

  • Migliorare le proprie capacita e competenze relazionali ed educative (capacita di collaborare in gruppo e riconoscere la funzione delle norme sociali);
  • Sperimentare e attestare un’esperienza in campo educativo interessante ai fini dell’orientamento a scelte formative e professionali da intraprendere· Sperimentarsi nella relazione intergenerazionale;
  • Sviluppare il proprio senso di responsabilità, autonomia e organizzazione;
  • Sviluppare un proprio senso di “partecipazione attiva”, di appartenenza alla vita sociale e civile del contesto in cui vivono;
  • Sperimentarsi in ruoli operativi attraverso l’esperienza di volontariato.

Indicatori di raggiungimento obiettivi per i volontari
Il raggiungimento di tali obiettivi sarà misurato attraverso il grado di competenza e sicurezza nello svolgere i propri compiti che il volontario dimostrerà di possedere al termine del servizio.
Il progetto intende offrire ai volontari occasioni di conoscenza delle diverse realtà di bisogno presenti sul territorio di riferimento e strumenti ed elementi per una crescita umana e civile maggiormente orientata alla solidarietà
Inoltre nei confronti dei giovani volontari il progetto offrirà:

  • promozione di una cultura della cittadinanza che veda i volontari di servizio civile come soggetti appartenenti ad un contesto, capaci di influenzarlo positivamente rendendolo più rispondente ai principi della nostra costituzione repubblicana
  • costruzione di una culturale del servizio e della partecipazione
  • promozione del servizio civile nazionale presso enti del territorio affinché anch'essi siano volani della suddetta cultura, con i quali costruire processi di influenzare che consentano ai vari attori sociali del territorio (pubblici o privati) di confrontarsi con i contenuti e i valori espressi dal progetto
  • promuovere il servizio civile nazionale come strumento di abbattimento dell’esclusione sociale
  • alimentare nei giovani, attraverso il contatto diretto con le persone che versano in situazione di disagio, il senso di appartenenze alla vita sociale e civile del nostro paese
  • difendere la propria Patria, la legge 64/01 ha istituito il SCN finalizzato a concorrere, in alternativa al servizio militare obbligatorio oramai abolito, alla difesa della nostra Patria mediante attività che mirano: alla gestione e/o superamento del conflitto; alla riduzione o superamento delle forme di discriminazione e violenza; all'acquisizione e/o riconoscimento dei diritti umani e civili
  • offrire ai giovani l’occasione per confrontarsi in una dimensione organizzativa e comunitaria, sperimentando da una parte l’esperienza dell’autonomia e della responsabilità personale, dall'altra la relazione e la responsabilità condivisa e legata al contesto e al gruppo di lavoro

In concomitanza con l’avvio del servizio civile, verrà dedicata una settimana di tempo all'accoglienza dei giovani volontari e al loro inserimento nella struttura associativa.
Questa fase prevede lo svolgimento di un incontro di accoglienza cui prenderanno parte il referente locale, gli operatori locali di progetto e gli operatori dell’associazione, con lo scopo di introdurre i volontari al servizio civile che sta per avere inizio, fornendo le prime informazioni utili sul progetto e sull'associazione. In questa prima settimana si cercherà di non circoscrivere le relazioni con i volontari alla sola trasmissione di informazioni e dati, ma di facilitare un primo contatto conoscitivo della realtà del territorio e delle persone che frequentano l’associazione a vario titolo: soci, utenti dei servizi, operatori, semplici cittadini.

COMPITI DEI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE

Riguardo allo svolgimento del percorso di accoglienza, i volontari di Servizio Civile impegnati nel progetto verranno coinvolti attivamente sia per la realizzazione del colloquio iniziale con le famiglie, utilizzando la “scheda di primo colloquio”, sia per lo svolgimento della breve visita della sede ANMIL e la conoscenza del personale, sia per la promozione dei servizi per le famiglie previsti dal progetto.
I volontari di Servizio Civile potranno, in questo modo, sperimentarsi nel primo rapporto con le famiglie destinatarie di progetto e assumere un ruolo di riferimento per l’organizzazione delle attività: il percorso di accoglienza è infatti un momento fondamentale per la realizzazione delle attività di progetto in quanto rappresenta un momento di ascolto e raccolta delle reali esigenze e delle aspettative delle famiglie. In tal senso, verrà richiesta ai volontari particolare attenzione e precisione nella compilazione delle “schede di primo colloquio”.
Nel corso dell’anno di progetto, i volontari collaboreranno attivamente alla all'analisi quantitativa e qualitativa dati rilevati nel percorso di accoglienza - anche con l’ausilio di un programma di calcolo e parteciperanno alla stesura dei report sui bisogni delle famiglie rilevati nelle schede.
A supporto delle azioni dei dipendenti, dei volontari, e dei collaboratori degli enti partner, è previsto l’inserimento di giovani, che svolgeranno, secondo le fasi previste le attività indicate, nelle sedi accreditate.
Il/la giovane in servizio civile opererà in supporto agli operatori su indicati sia nelle attività a diretto contatto con i cittadini, che in quelle di preparazione e supporto, che prevedono mansioni quali servizi ausiliari, aggiornamento della documentazione e affiancamento dell’équipe nella programmazione delle attività.

ATTIVITÀ 1: INFORMAZIONE E SOSTEGNO ALLA VITA QUOTIDIANA
Azione 1.1: Incontri informativi per famiglie su tematiche inerenti la vita quotidiana.
I ragazzi di Servizio Civile affiancheranno il personale di progetto nella pianificazione e nell'organizzazione di incontri e seminari, contribuendo alla scelta dei temi da trattare (a partire dall'analisi delle schede di primo colloquio), alla promozione degli incontri e alla predisposizione degli spazi e dei materiali, anche grazie al supporto di personale esperto.
Ai giovani di Servizio Civile verrà richiesto non solo di supportare gli esperti o il personale delle sedi ANMIL nella conduzione dei seminari, ma anche, previa un’accurata preparazione documentale sugli argomenti d trattare, di intervenire e fornire contributi nel corso degli incontri.
In tal senso, tale iniziativa può diventare per il giovane un’occasione di crescita per migliorare le capacità di esposizione in pubblico e approfondire la conoscenza di tematiche inerenti alla vita quotidiana di una famiglia.
I giovani di Servizio Civile saranno coinvolti nelle seguenti fasi di realizzazione:

  • Fase 1 Analisi Schede di Primo colloquio: i volontari analizzeranno le schede di Primo colloquio somministrate nella fase accoglienza per individuare i bisogni e gli interessi delle famiglie coinvolte nel progetto e per definire i temi da trattare in sede di incontro
  • Fase 2 Ricerca esperti: i volontari verificheranno la disponibilità del personale esperto, disposto a collaborare alla realizzazione e/o alla conduzione degli incontri. Gli esperti saranno contattati e seguiranno riunioni atte a definire le tematiche degli incontri sulla base delle informazioni evinte dalla fase precedente
  • Fase 3 Calendarizzazione incontri: i volontari definiranno gli orari e i giorni di servizio con il personale competente e predisporranno un calendario degli incontri
  • Fase 4 Promozione e pubblicizzazione: i volontari si occuperanno della creazione e distribuzione di un volantino promozionale del calendario dei seminari per pubblicizzare il servizio offerto alle famiglie del territorio di riferimento. Anche i partner si impegneranno nella pubblicizzazione e a tal fine prenderanno contatto direttamente con i volontari, per definire modalità e tempistiche
  • Fase 5 Documentazione: i volontari saranno impegnati nella raccolta mediante internet e rapportandosi con gli esperti del materiale utile relativo ai contenuti da trattare in occasione degli incontri. Saranno approfondite tematiche connesse alle relazioni interfamiliari (cura degli anziani, la formazione della coppia, la genitorialità, il rapporto con gli adolescenti, senilità malattie e disabilità ecc.), quindi connesse al ciclo di vita della famiglia e alla necessaria tutela dei suoi componenti in un’ottica onnicomprensiva
  • Fase 6 Setting sedi: i volontari allestiranno i locali in maniera da consentire alle famiglie partecipanti di seguire agevolmente gli incontri, sistemando le sedie e predisponendo gli apparecchi audio-visivi necessari (microfono, proiettore, casse e sistema di amplificazione audio)
  • Fase 7 Realizzazione incontri: durante la realizzazione degli incontri/seminari i volontari supporteranno nella veste di tutor gli operatori professionisti.

Pertanto, riguardo allo svolgimento degli incontri, i giovani di Servizio Civile potranno occuparsi di:

  • predisporre e distribuiranno un questionario per monitorare il gradimento e la soddisfazione delle famiglie e raccogliere suggerimenti;
  • affiancare i conduttori degli incontri nella realizzazione del materiale informativo;
  • ricercare il materiale utile alla preparazione dei contenuti degli incontri (anche in collaborazione con personale esperto);
  • intervenire durante i seminari presentando relazioni su aspetti tematici da approfondire;
  • accogliere le famiglie partecipanti.

Per ogni incontro redigeranno un rapporto dettagliato sull'attività volta e sul gradimento delle famiglie, rilevabile sulla base dei questionari.

Azione 1.2: Sportello di consulenza e informazione giuridica, fiscale e previdenziale
Poiché lo sportello offre una consulenza tecnica e specifica in ambito fiscale, previdenziale e giuridico, espletata – come previsto - da personale esperto e preparato e non dai giovani di Servizio Civile, a questi ultimi è destinato il compito di accogliere le famiglie utenti e di indirizzarle al personale di sportello. I giovani di Servizio Civile avranno, pertanto, il ruolo di offrire alle famiglie un primo spazio di ascolto e accoglienza così da instaurare una prima conoscenza e presentare la rosa di attività pro-famiglia attivate nell'ambito del progetto.
Pertanto, proprio a partire dal prezioso intervento dei giovani di Servizio Civile, una famiglia che si rivolgerà alla sede ANMIL esclusivamente per un bisogno “da sportello di consulenza” di tipo materiale/informativo, potrà essere indirizzata e coinvolta anche in attività di tipo aggregativo e sociale.
Nell'ambito di questa attività, il ruolo dei giovani di Servizio Civile è allora, anche quello di presentare alle famiglie nuove opportunità di benessere pensate specificatamente per loro. Cureranno anche il setting e gli aspetti logistici, in collaborazione con lo staff di progetto. Ai volontari di Servizio Civile verranno quindi assegnate le seguenti mansioni:

  • Fase 1 Analisi Schede di Primo colloquio: i volontari analizzeranno le schede di Primo colloquio somministrate nella fase accoglienza per individuare i bisogni e gli interessi delle famiglie coinvolte nel progetto rispondere in maniera personalizzata, oltre a individuare in generale le criticità più diffuse nell'area territoriale di riferimento;
  • Fase 2 Organizzazione Servizio: i volontari verificheranno la disponibilità settimanale del personale esperto per l’avvio del servizio. Gli esperti saranno contattati e seguiranno riunioni atte a raccogliere informazioni complete e puntuali relative ai servizi sul territorio, sulla base delle criticità rilevate. In accordo saranno definiti gli orari e i giorni di apertura predisponendo un calendario (illustra date, orari e tematica trattata), che sarà poi distribuito presso le famiglie;
  • Fase 3 Setting sedi: presso le sedi interessate i volontari allestiranno i locali dove accogliere le famiglie e attivare il servizio sportello. Gli spazi delle sedi ANMIL interessate verranno predisposti in modo da consentire alle famiglie partecipanti di trovare quel materiale essenziale per facilitare l’accesso al servizio richiesto;
  • Fase 4 Promozione e pubblicizzazione: i volontari realizzeranno un volantino promozionale per pubblicizzare il servizio di sportello consulenza e informazione giuridica, fiscale e previdenziale, offerto alle famiglie del territorio di riferimento. Si impegneranno nella pubblicizzazione anche i partner di progetto, mediante radio e quotidiani locali. I comunicati saranno pubblicati e i volantini distribuiti in maniera capillare, al fine di intercettare l’utenza in maniera appropriata;
  • Fase 5 Avvio del servizio: all'attivazione dello sportello di consulenza e informazione giuridica, fiscale e previdenziale, i volontari supporteranno lo staff di progetto che fornirà con il loro apporto informazioni puntuali mediante un presidio fisso che diverrà il punto di riferimento per facilitare accesso a informazioni e servizi. I volontari insieme al personale competente supporteranno i beneficiari nell'individuazione del servizio più adatto alle proprie esigenze e, in caso di necessità, nell'iter burocratico per soddisfare il proprio bisogno. I volontari redigeranno inoltre un rapporto mensile dettagliato sull'attività svolta e le informazioni raccolte, che sarà utile al monitoraggio della situazione e a rispondere a criticità emergenti.

Azione 1.3: Sportello di orientamento ai servizi del territorio
I volontari di Servizio Civile affiancheranno gli operatori di progetto si prodigheranno nella realizzazione del database e della rubrica telefonica ed informatica degli enti del territorio che erogano servizi utili alla famiglia.
La costruzione del database e della rubrica è infatti fondamentale per censire gli enti del territorio che operano a favore del soggetto famiglia. Parallelamente, i volontari contribuiranno attivamente alle attività di ricerca periodica delle iniziative locali attivate per promuovere il benessere dei nuclei familiari. Collaboreranno, altresì, alle operazioni utili per l’aggiornamento del sito web.
Partecipare a queste fasi di realizzazione dell’attività, consentirà ai giovani volontari di costruirsi una conoscenza personale e diretta di quanto viene attivato a livello locale per i nuclei familiari: tale preparazione consentirà ai giovani di giungere aduna consolidata e sperimentata preparazione utile allo svolgimento delle attività di sportello, così da rispondere ai bisogni informativi avanzati dalle famiglie utenti.
I giovani di Servizio Civile potranno, pertanto, contribuire attivamente ad accrescere le informazioni delle famiglie beneficiarie di progetto, promuovendone, in tal modo, la capacità di contribuire attivamente al loro stesso benessere.
I giovani di Servizio Civile verranno coinvolti nelle seguenti fasi di realizzazione dell’attività:

  • Fase 1 Creazione database: i volontari, guidati dagli esperti, si occuperanno della creazione di un database e di una rubrica telefonica ed informatica degli Enti del territorio e soggetti del Terzo Settore che erogano servizi utili alla famiglia. I volontari raccoglieranno ed elaboreranno banche dati fornite dai comuni, enti previdenziali, ecc. per implementare azioni informative mirate, per la puntuale conoscenza dei diritti fruibili sul territorio (riduzione tariffe energia elettrica, gas, trasporti, adeguamenti di pensione, indennità di disoccupazione, agevolazioni per badanti, ecc.);
  • Fase 2 Promozione e pubblicizzazione: i volontari realizzeranno un volantino promozionale per pubblicizzare il servizio di sportello offerto alle famiglie del territorio di riferimento. Si impegneranno nella pubblicizzazione anche i partner di progetto, mediante radio e quotidiani locali. I comunicati saranno pubblicati e i volantini distribuiti in maniera capillare, al fine di intercettare l’utenza in maniera appropriata. Presso lo sportello saranno implementate costanti attività di divulgazione delle iniziative locali attivate dalle associazioni e dagli enti istituzionali (Comuni, Province, Regioni) o privati (Associazioni, Cooperative, ecc.) a tutela e promozione del soggetto famiglia;
  • Fase 3 Calendarizzazione: i volontari definiranno gli orari e i giorni di servizio con il personale professionista destinato alle attività di sportello e stileranno un calendario;
  • Fase 4 Aggiornamento database: i volontari implementeranno ricerche costanti sulle iniziative locali promosse da enti pubblici e del Terzo Settore a favore del soggetto famiglia al fine di mantenere adeguatamente aggiornato il database. Si tratta di una mappatura che ha l’obiettivo di creare un sistema integrato basato sull'interconnessione tra pubblico e privato a servizio delle famiglie e che permette di giungere progressivamente a un sistema informativo che abbraccia eventi, servizi, benefit e attività rivolte al benessere familiare. Lo faranno reperendo informazione tramite internet, contattando telefonicamente/via mail il personale addetto e se necessario incontrandolo di persona. Collaboreranno, altresì, alle operazioni utili per l’aggiornamento del sito web;
  • Fase 5 Setting sedi: i volontari allestiranno il locale adatto a ospitare il servizio sportello e ad accogliere le famiglie;
  • Fase 6 Attivazione sportello di orientamento ai servizi del territorio: all'attivazione dello sportello di orientamento ai servizi del territorio i volontari supporteranno lo staff di progetto che fornirà informazioni puntuali mediante un presidio fisso che diverrà il punto di riferimento per facilitare accesso a informazioni e servizi. I volontari insieme al personale competente supporteranno i beneficiari nell'individuazione del servizio più adatto alle proprie esigenze tra quelli proposti dal settore pubblico e privato e, in caso di necessità, nell'iter burocratico per soddisfare il proprio bisogno. I volontari redigeranno inoltre un rapporto mensile dettagliato sull'attività svolta e le informazioni raccolte, che sarà utile al monitoraggio della situazione e a rispondere a criticità emergenti.

Azione 1.4: Monitoraggio dei bisogni e della qualità di vita delle famiglie del Lazio
I ragazzi di Servizio Civile impiegati in ognuna delle sedi di progetto verranno attivamente coinvolti in ogni fase realizzativa del monitoraggio dei bisogni delle famiglie del Lazio. In collaborazione con il personale di progetto si occuperanno della preparazione del questionario/scheda di valutazione e della distribuzione alle famiglie afferenti al progetto. Avranno poi il compito di raccogliere le schede e trasmetterle alla sede regionale.
I volontari impiegati presso tale sede collaboreranno con lo staff locale alla raccolta dei dati provinciali, alla loro analisi e alla stesura di un report finale. Inoltre, i ragazzi che presteranno il loro volontariato presso la sede regionale si occuperanno di collaborare con il personale di progetto all'organizzazione dell’incontro conclusivo di fine anno per le famiglie in cui verranno restituiti i dati regionali sui bisogni delle famiglie. Questa attività permetterà al giovane volontario di entrare in diretto contatto con i bisogni e la domanda di servizi esposti dalle famiglie del Lazio.
I volontari di servizio civile verranno coinvolti nelle seguenti fasi di realizzazione:

  • Fase 1 Creazione questionario: i volontari creeranno un questionario di rilevazione dei bisogni delle famiglie, in cui sarà presente una sezione che dia loro modo di esprimere pareri e suggerimenti sulle modalità di implementazione dei servizi forniti;
  • Fase 2 Distribuzione e raccolta: i volontari distribuiranno e successivamente raccoglieranno i questionari alle famiglie che usufruiscono delle attività di sportello e/o partecipano agli incontri e li raccoglieranno per una successiva interpretazione dei dati (lettura quantitativa e qualitativa), in collaborazione con i professionisti;
  • Fase 3 Invio questionari: i volontari invieranno i questionari compilati al livello regionale;
  • Fase 4 Codifica dati: i dati raccolti saranno codificati e analizzati dai volontari supportati dai professionisti, al fine di stimare il peso delle diverse criticità che, nei diversi territori, affliggono le famiglie (analisi delle peculiarità sociali ed economiche). La raccolta dati sulla situazione dei beneficiari passerà anche mediante indagini di altra natura, come la ricerca tramite internet, contatti telefonici e contatti via mail con i diretti interessati e altri soggetti sul territorio che operano a stretto contatto con i beneficiari (enti e associazioni). Verrà effettuata un’analisi quantitativa e qualitativa, avvalendosi anche di appositi software, poiché qualsiasi attività di empowerment e supporto a fasce deboli deve partire dalla profonda conoscenza delle problematiche e dalla loro evoluzione nel tempo, sulla base di cambiamenti sociali ed economici;
  • Fase 5 Report: i volontari redigeranno un report riassuntivo sui bisogni delle famiglie ella provincia di riferimento;
  • Fase 6 Diffusione dei risultati: i volontari si occuperanno dell’organizzazione logistica e del setting in occasione di un incontro di presentazione dei risultati circa il monitoraggio dei bisogni delle famiglie. Questo passaggio permetterà di rapportarsi con l’utenza in maniera diretta, mostrando i frutti derivanti dal lavoro di raccolta delle istanze dei beneficiari, dall'analisi del territorio e delle sue criticità. Soprattutto, consentirà una lettura storica dei dati, il monitoraggio dei progressi e i regressi, oltre a permettere il paragone tra diverse aree del Lazio in vista di una omogeneizzazione dei servizi. Infatti verrà in fine promosso un convegno regionale di presentazione del report alle istituzioni, associazioni e cittadini. I risultati raggiunti saranno diffusi tramite iniziative pubbliche, utilizzando anche il sito internet del Patronato ANMIL nazionale, regionale e provinciale. La diffusione dei contenuti passerà attraverso azioni di comunicazione mirate:
    • workshop, seminari di studio, stand, direct mailing, ecc.;
    • iniziative pubbliche;
    • sito internet regionale;
    • realizzazione di pubblicistica e cartellonistica specifica nelle sedi provinciali e locali dell’ANMIL;
    • pubblicazione di articoli su quotidiani e periodici regionali e nazionali;
    • pubblicazione attraverso l’agenzia stampa;
    • comunicati via radio tramite le locale emittenti;
    • servizi televisivi su TV locali;
    • incontri con gruppi di associazioni (es: associazioni di anziani o stranieri) presenti nel territorio.

Azione 1.5: Servizio di mediazione familiare e Servizio di consulenza psicopedagogica in ambito familiare
Il Servizio di consulenza psico-pedagogica in ambito familiare è un importante supporto alle famiglie, che le accompagna nel far fronte ai problemi che riguardano la vita quotidiana e le dinamiche che si attivano tra i suoi membri. Persegue gli obiettivi di stimolare una consapevolezza dei genitori e figli riguardo alle proprie risorse, di accompagnare le famiglie comprendere e dare senso ai comportamenti problematici.
Il Servizio di mediazione familiare è invece finalizzata al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla coppia al di fuori del sistema giudiziario. A differenza della terapia di coppia o della terapia familiare, la mediazione familiare ha in realtà un solo obiettivo rispetto a quelli possibili con la terapia ovvero quello di favorire la separazione consensuale della coppia stessa.
In entrambi i casi i ragazzi di Servizio Civile, non possedendo le competenze professionali adeguate a fornire questi servizi, affiancheranno professionisti nell'ambito psicologico e della mediazione per facilitare il loro compito, raccoglieranno le istanze delle famiglie nella fase di accoglienza e pubblicizzando il servizio.
Più nello specifico:

  • Fase 1 Promozione e pubblicizzazione del servizio: i volontari realizzeranno e distribuiranno informativo (brochure, locandine, volantini, comunicati stampa) per pubblicizzare i servizi a supporto delle famiglie. Si impegneranno nella pubblicizzazione anche i partner di progetto, mediante radio e quotidiani locali. I comunicati saranno pubblicati e i volantini distribuiti in maniera capillare, al fine di intercettare adeguatamente e capillarmente l’utenza;
  • Fase 2 Analisi Schede di Primo colloquio: i volontari analizzeranno le schede di Primo colloquio somministrate nella fase accoglienza per individuare i bisogni delle famiglie (Servizio di mediazione familiare-Servizio di consulenza psicopedagogica in ambito familiare);
  • Fase 3 Calendarizzazione degli incontri: i volontari definiranno gli orari e i giorni di servizio con il personale competente e predisporranno un calendario dei giorni di apertura, facendo appello in special modo al personale di associazioni e cooperative presenti nel territorio così da rafforzare la sussidiarietà orizzontale del sistema;
  • Fase 4 Setting sedi: presso le sedi ANMIL interessate i volontari allestiranno i locali dove accogliere le famiglie;
  • Fase 5 Realizzazione incontri: gli incontri avranno lo scopo di supportare direttamente le famiglie nell'affrontare i disagi che investono la famiglia e, quando non risolvibili, nell'azione alternativa a quella giudiziaria per la separazione consensuale della coppia. I ragazzi in Servizio Civile supporteranno i professionisti in base alle loro necessità durante gli incontri. Inoltre elaboreranno e distribuiranno un questionario per monitorare il gradimento e la soddisfazione delle famiglie e raccogliere suggerimenti utili per migliorie. I volontari redigeranno inoltre rapporto mensile dettagliato sull'attività svolta e le informazioni raccolte.

ATTIVITÀ 2: AGGREGAZIONE E SOCIALIZZAZIONE DI FAMIGLIE

Azione 2.1: Iniziative ludico-ricreative per genitori, figli, anziani
I volontari di Servizio Civile parteciperanno sin dall'inizio all'organizzazione delle iniziative per le famiglie, affiancando il personale di progetto nella pianificazione e nell'organizzazione degli eventi da realizzare nell'anno di progetto e nelle attività utili alla promozione dell’iniziativa ludico-ricreative. Verrà richiesto ai volontari di contribuire attivamente alle attività organizzative che precedono l’avvio delle iniziative, quali l’analisi delle richieste presenti nelle “schede di primo colloquio”, l’allestimento degli spazi, l’organizzazione logistica delle gite fuori porta, la realizzazione e distribuzione del volantino promozionale.
I volontari di Servizio Civile rivestiranno, inoltre, un ruolo fondamentale nello svolgimento delle iniziative per genitori e figli in quanto collaboreranno con il personale di progetto per:

  • organizzare le feste in occasione di compleanni, ricorrenze anniversari;
  • preparare attività ludiche per gli incontri pomeridiani di spazio giochi;
  • predisporre il materiale per le lezioni di cucina;
  • organizzare i tornei di calcetto, ping-pong, corsa coi sacchi, bocce, ecc.;
  • scegliere i brani per lo spazio di lettura e drammatizzazione di favole;
  • contribuire alla realizzazione delle altre iniziative proposte dalle famiglie.

Dal momento che l’obiettivo di tali iniziative è quello di offrire ai membri della famiglia momenti liberi dai vincoli della vita quotidiana in cui trascorrere tempo insieme, i volontari dovranno assumere il ruolo di animatori capaci di agevolare lo scambio interpersonale tra i partecipanti, promuovere la conoscenza reciproca, contribuire all'instaurarsi di un clima gioviale e divertente che faciliti l’instaurarsi di relazioni amicali.
Nello specifico, i volontari di Servizio Civile:

  • Fase 1 Calendarizzazione: i volontari definiranno gli orari e i giorni di servizio con il personale competente e predisporranno un calendario degli incontri;
  • Fase 2 Setting Sedi: i volontari saranno impegnati nell'allestimento dei locali/spazi all'aperto in cui si realizzano le attività ludico-ricreative, affinché siano adeguati ad accogliere le famiglie e a realizzare le iniziative;
  • Fase 3 Logistica: guidati dai professionisti, i giovani in servizio civile effettueranno sopralluoghi e verifica della disponibilità degli spazi in cui organizzare attività ludico-ricreative, attività sportive e di movimento. Anche la precedente fase di mappatura dei servizi e spazi disponibili sul territorio sarà implementata dai volontari, sotto la guida degli operatori;
  • Fase 4 Pianificazione/Organizzazione: i volontari collaboreranno col personale addetto alla pianificazione e organizzazione delle gite e delle escursioni fuori porta, che favoriscono rapporti interfamiliari, intrafamiliari e la conoscenza del territorio. La pianificazione parte dall'individuazione delle possibili mete, sulla base delle preferenze dei destinatari e dei suggerimenti della Proloco locale. Prosegue con la definizione di un percorso nell'area prescelta e delle attività realizzabili, anch'esse definite tenendo in considerazione anche le preferenze dell’utenza. Racchiude l’organizzazione degli spostamenti e si farà in modo che coloro i quali hanno difficoltà di mobilità prendano parte alle iniziative (trasporto sociale, passaggio da parte di altre famiglie ecc.). I volontari non supporteranno solo organizzativamente i professionisti, ma avranno anche il ruolo di animatori nei confronti delle famiglie;
  • Fase 5 Promozione e pubblicizzazione: i volontari promuoveranno il servizio ideando, realizzando e diffondendo il materiale informativo (brochure, locandine, volantini, comunicati stampa). Si impegneranno nella pubblicizzazione anche i partner di progetto, mediante radio e quotidiani locali. I comunicati saranno pubblicati e i volantini distribuiti in maniera capillare dai volontari, al fine di intercettare soddisfacentemente l’utenza;
  • Fase 6 Raccolta adesioni: a seguito delle attività di pubblicizzazione, i volontari raccoglieranno le adesioni alle attività e sarà così possibile, sulla base del numero di partecipanti, una più puntuale definizione delle attività, delle risorse umane necessarie per gestirle, della logistica connessa al trasporto ecc.;
  • Fase 7 Avvio Iniziative: i volontari prenderanno parte attivamente alle iniziative ludico-ricreative, nelle quali rivestiranno un ruolo centrale. Redigeranno in fine un rapporto mensile dettagliato sull'attività svolta e le informazioni raccolte.

Azione 2.2: Attivazione di Gruppi di Auto Mutuo Aiuto familiare (GAMA)
I volontari di Servizio Civile affiancheranno il personale ANMIL nelle fasi preparatorie di tale attività, nello specifico contribuiranno alla preparazione del materiale promozionale dei GAMA (una breve brochure che descriva l’iniziativa egli obiettivi preposti) e si occuperanno di distribuirlo ai componenti delle famiglie afferenti alle altre attività di progetto.
I volontari potranno partecipare anche alla distribuzione del materiale promozionale dei GAMA in piazze o zone ad alta frequentazione di famiglie (centri commerciali, cinema, supermercati, ecc) in modo da coinvolgere nelle attività di progetto quante più famiglie del territorio. Una volta raccolte le schede di rilevazione e definite le adesioni complessive, i volontari affiancheranno i facilitatori dei gruppi nelle attività di realizzazione dei GAMA.
Il giovane di Servizio Civile diventerà un importante riferimento per i partecipanti al GAMA in quanto avrà il ruolo di raccogliere le esperienze, gli atteggiamenti, le emozioni che il gruppo porta, aiutando il facilitatore laddove questi, impegnato nella gestione generale del gruppo, dovesse tralasciare qualche aspetto saliente.
Questa esperienza può rappresentare un’utile occasione per il giovane di Servizio Civile per apprendere il funzionamento delle dinamiche di un gruppo, sperimentare il valore della pro-socialità, della solidarietà e dell’auto-mutuo-aiuto tra famiglie. Potrà anche diventare un’esperienza di crescita per acquisire consapevolezza dell’importanza del dialogo e del confronto in situazioni di disagio e stress.
In merito a questa attività per le famiglie, i volontari di Servizio Civile verranno coinvolti nelle seguenti fasi di realizzazione:

  • Fase 1 Promozione e pubblicizzazione: i volontari promuoveranno i GAMA realizzando e diffondendo una breve brochure che descriva l’iniziativa egli obiettivi preposti. Si impegneranno nella pubblicizzazione anche i partner di progetto, mediante radio e quotidiani locali. I comunicati saranno pubblicati e le brochure saranno distribuite in maniera capillare dai volontari, ai componenti delle famiglie afferenti alle altre attività di progetto e in zone ad alta frequentazione di famiglie;
  • Fase 2 Schede di rilevazione: i volontari redigeranno con gli esperti e distribuiranno a coloro che intendono partecipare a tale attività una scheda di rilevazione per individuare i temi dei GAMA;
  • Fase 3 Raccolta adesioni: i volontari raccoglieranno le schede di rilevazione e delle adesioni propedeutiche alla creazione dei GAMA (possibilità di GAMA aperti solo a specifici componenti della famiglia);
  • Fase 4 Colloqui: i volontari faranno da spalla al personale professionista e assisteranno al colloquio individuale preliminare fra le persone del gruppo e il facilitatore per individuare le principali problematiche, espresse e latenti, e fornire le informazioni propedeutiche alla creazione dei gruppi. In questo modo acquisiranno informazioni su criticità e bisogni delle famiglie e saranno progressivamente più capaci di dare il loro apporto al miglioramento delle condizioni dei destinatari;
  • Fase 5 Calendarizzazione: i volontari definiranno gli orari e i giorni di servizio con il personale competente e predisporranno un calendario degli incontri;
  • Fase 6 Realizzazione: i volontari durante gli incontri avranno un fondamentale ruolo di supporto ai professionisti e ascolto dei destinatari. Più nello specifico nell'affiancare i facilitatori dei gruppi:
    • saranno osservatori attivi e partecipi delle dinamiche e della comunicazione dei gruppi, sollecitando i facilitatori su determinati aspetti o tematiche sollevate dal gruppo;
    • collaboreranno alla gestione della comunicazione e dei turni di parola;
    • potranno portare il loro contributo in quanto figli o giovani appartenenti aduna generazione diversa da quella dei partecipanti ai GAMA (perlopiù genitori);
    • riporteranno al gruppo, alla fine degli incontri, le loro osservazioni su quanto discusso nel gruppo.

Grazie alle attività dei gruppi di auto mutuo aiuto i componenti, arricchiti dalle risorse acquisite, passano dalla sola partecipazione al gruppo ad attività di più concreta utilità sociale.

Azione 2.3: Attivazione di gruppi di acquisto solidale (GAS) per famiglie
I volontari parteciperanno alla realizzazione di tutte le fasi di questa attività con il ruolo di affiancare gli operatori ANMIL nel processo di guida e accompagnamento delle famiglie nella costituzione di un GAS.
I giovani volontari, pertanto, dovranno contribuire a promuovere la partecipazione attiva e la capacità organizzativa dei nuclei partecipanti. Pertanto, contribuiranno attivamente alla preparazione del materiale promozionale del GAS, si occuperanno di distribuirlo ai componenti delle famiglie afferenti alle altre attività di progetto e alle famiglie del territorio.
Collaboreranno con il personale ANMIL all'individuazione dei fornitori e dei distributori dei beni alimentari presenti nella zona e nella definizione del calendario degli incontri. Una volta costituito il gruppo di famiglie acquirenti, i volontari in sinergia con il personale di progetto “passeranno il testimone” dell’organizzazione alle famiglie che dovranno imparare a gestire e raccordarsi sulla scelta dei fornitori, sul tipo di merce da acquistare, sul luogo e le modalità di consegna, sulla raccolta delle quote e sul pagamento dei venditori, ecc. Una volta avviate le attività dei GAS, i volontari di Servizio Civile e gli operatori del progetto avranno, pertanto, il ruolo di supervisori di un processo che dovrà essere portato avanti dalle famiglie, nell'ottica di promuovere e stimolarne la reciproca solidarietà, la partecipazione e il protagonismo.
In merito a questa attività per le famiglie, i volontari di Servizio Civile verranno Coinvolti nelle seguenti fasi di realizzazione:

  • Fase 1 Promozione: i volontari promuoveranno il GAS realizzando e diffondendo materiale informativo (brochure, locandine, volantini, comunicati stampa). Si impegneranno nella pubblicizzazione anche i partner di progetto, mediante radio e quotidiani locali. I comunicati saranno pubblicati e il materiale promozionale sarà distribuito in maniera capillare dai volontari, ai componenti delle famiglie afferenti alle altre attività di progetto e in zone ad alta frequentazione di famiglie;
  • Fase 2 Raccolta adesioni: i volontari raccoglieranno le schede di rilevazione e delle adesioni propedeutiche alla creazione dei GAS;
  • Fase 3 Costituzione del GAS: i volontari collaboreranno alla formazione del gruppo grazie all'intermediazione dello staff di progetto, mediante attività atte a facilitare l’instaurazione di rapporti intrafamiliari;
  • Fase 4 Primo incontro: i volontari faciliteranno le attività realizzate nel primo incontro di conoscenza delle famiglie, in cui verranno definiti gli obiettivi del gruppo e i prodotti da acquistare, sulla base delle esigenze dei destinatari. Saranno supervisori di un processo che dovrà essere portato avanti dalle famiglie, nell'ottica di promuovere e stimolarne la reciproca solidarietà, la partecipazione e il protagonismo;
  • Fase 5 Ricerca: i volontari collaboreranno con il personale ANMIL all'individuazione dei produttori, fornitori e distributori dei beni alimentari presenti nella zona, puntando ad un buon rapporto qualità/prezzo. Su indicazione dei professionisti e quando necessario successivamente a una prima presa di contatto da parte di questi, gestiranno dal punto di vista organizzativo la raccolta dei beni;
  • Fase 6 Definizione calendario: i volontari sulla base delle adesioni e delle necessità definiranno il calendario annuale di incontri periodici delle famiglie utile all’acquisto di gruppo (almeno 6 incontri annuali);
  • Fase 7 Avvio attività: avvio del sistema basato sui gruppi di acquisto solidale (GAS) per famiglie, che vedranno i volontari promuovere la partecipazione attiva e la capacità organizzativa dei nuclei partecipanti

Azione 2.4: Attivazione di un mercatino di scambio solidale tra famiglie
I volontari parteciperanno attivamente ad ognuna delle fasi di preparazione del mercatino: assieme al personale di progetto, si occuperanno della preparazione e della distribuzione del materiale promozionale, raccoglieranno le adesioni e gli oggetti di scambio/baratto. Seguiranno i vari componenti familiari nelle attività di scambio e dono. Questa attività rappresenta per i giovani volontari un’esperienza unica per sperimentare e vivere in maniera diretta l’importanza della solidarietà reciproca e del riutilizzo di oggetti usati.
In merito a questa attività per le famiglie, i volontari di Servizio Civile verranno coinvolti nelle seguenti fasi di realizzazione:

  • Fase 1 Promozione: i volontari promuoveranno il mercatino di scambio solidale realizzando e diffondendo materiale informativo (brochure, locandine, volantini, comunicati stampa). Si impegneranno nella pubblicizzazione anche i partner di progetto, mediante radio e quotidiani locali. I comunicati saranno pubblicati e il materiale promozionale sarà distribuito in maniera capillare dai volontari, ai componenti delle famiglie afferenti alle altre attività di progetto e in zone ad alta frequentazione di famiglie;
  • Fase 2 Iscrizione: i volontari raccoglieranno le schede di rilevazione e delle adesioni al mercatino solidale;
  • Fase 3 Inventario: i volontari inventarieranno il materiale messo a disposizione dagli utenti e lo sistemeranno in esposizione in uno dei locali delle sedi provinciali ANMIL, in attesa della successiva distribuzione sulla base dei bisogni rilevati;
  • Fase 4 Avvio attività: i volontari si impegneranno nell'allestimento e realizzazione del mercatino, sono previsti almeno 6 incontri annuali che daranno modo alle famiglie di scambiarsi beni usati all'insegna del risparmio e del consumo sostenibile, in un’ottica anticonsumistica.

Premessa sui Partner box 24
Il progetto del Servizio Civile ha diversi partner tra cui Università, enti profit e no profit nonché quelli interni al Patronato ANMIL, ovvero il Caf ANMIL e l'ANMIL ONLUS che supporteranno i volontari nelle diverse attività di progetto.
Si è data notevole importanza alla pubblicità del progetto, per questo si è realizzato un protocollo di intesa tra Patronato ANMIL e Keep Radio srl (radio internazionale e web tv che pubblicizzerà il progetto attraverso i suoi canali web: sono stimati 300.000 ragazzi contattati).
Mentre altri come Unaat, Asvci e Nomina srl supporteranno le attività di formazione specifica e di monitoraggio mettendo a disposizione il materiale didattico e risorse strumentali; le risorse umane dei tre enti saranno, infatti, a disposizione del progetto.
Altri enti pubblicizzeranno il progetto presso i loro associati e presso i loro portali.
Infine, ci sono anche i partner Universitari come l’Università di Siena per Stranieri e il Politecnico di Bari con l'associazione studentesca.

CRITERI DI SELEZIONE
  • Pregressa esperienza lavorativa e/o volontaria presso l'Ente che presenta il progetto o in alternativa esperienza nel settore d’impiego simile a quello a cui si riferisce il progetto.
    Le esperienze si possono cumulare fino al raggiungimento del punteggio massimo.
    Max 6 punti (0,25 punti per ogni mese o frazione di mese superiore a 15 giorni)
  • Esperienza di studio all'estero (Master, Programmi linguistici, Erasmus, SVE o programmi culturali simili)
    N.B. allegare certificazione che attesti data di inizio e fine dell’esperienza o autocertificazione specificando le suddette informazioni, il ruolo e la mansione svolta.
    Non verranno prese in considerazioni esperienze lavorative (a modo di esempio camerieri, animatori, ecc...)
    N.B. allegare certificazione dell’Ente che attesti data di inizio e fine dell’esperienza e le attività realizzate o autocertificazione specificando le suddette informazioni.
    Max 6 punti (0,25 punti per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni)
  • Titoli di studio (per i punteggi si prende quello conseguito più alto)
    • Diploma di scuola superiore (5 punti)
    • Laurea I livello (6 punti)
    • Laurea II livello magistrale, ovvero laurea magistrale a ciclo unico, laurea specialistica, laurea specialistica a ciclo unico (12 punti)

La votazione del titolo, di qualsiasi livello, ivi compresi i diplomi di strumento musicale rilasciati dai Conservatori di musica statale o da Istituti musicali pareggiati, deve essere rapportata su base 110.

  • Altri titoli
    • Dottorato di ricerca: al conseguimento del titolo (1 punto)
    • Diploma di specializzazione pluriennale o diploma di specializzazione sul sostegno (1 punto)
    • Diploma di perfezionamento universitario o Master universitario di durata annuale con esame finale, corrispondente a 1500 ore e 60 crediti (1 punto)
    • Attestato di corso di perfezionamento universitario, di durata almeno annuale con esame finale, nonché attestati di pari (1 punto)
    • Altri Attestati rilasciati da Enti di Formazione o Società private sul Primo Soccorso, Bls, Antincendio, Protezione Civile (fino a 2 punti; 0,25 punti a titolo)
    • - Corsi di preparazione sul Servizio Civile Nazionale ed Internazionale Corsi sul Project Management e Cooperazione Internazionale o altro attinente ai temi della Pace, della Non Violenza rilasciati da Enti o da Istituzioni competenti in materia. Si valutano solo con il rilascio di attestazione di frequenza, durata, firma del docente e programma allegato del corso (fino a 12 punti; 0,25 punti a titolo)
    • Certificazioni informatiche e digitali e linguistiche (2 punti). Si valuta solo il titolo di grado più avanzato di ogni specifico settore.
    • ECDL o MICROSOFT (2 punti)
    • Certificazioni linguistiche – inglese (o altre lingue) (fino a 6 punti).
      Si valutano attestati di frequenza e di partecipazione a corsi di lingua straniera con un livello minimo di conseguimento del B1
      • Livello QCER B1 - punti 0,50
      • Livello QCER B2 - punti 1
      • Livello QCER C1 - punti 1,50
      • Livello QCER C2 - punti 2

Ricordiamo che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile nazionale, da scegliere tra i progetti inseriti nel presente bando e tra quelli inseriti nei bandi regionali e delle Province autonome contestualmente pubblicati. La presentazione di più domande comporta l’esclusione dalla partecipazione a tutti i progetti inseriti nei bandi innanzi citati, indipendentemente dalla circostanza che non si partecipi alle selezioni.

 

Per informazioni complete si invita a consultare il bando pubblicato sul sito www.serviziocivile.gov.it

 

UFF. "SERVIZIO CIVILE" ANMIL

 

Resp. Dott. Concetto Iannello

Via Adolfo Ravà, 124
00142 Roma (RM)

 

Contatto email:

serviziocivile@anmil.it