“Omero - la forza della narrazione": un Progetto sulla gestione del rischio e la differenza di genere


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L'ANMIL HA PRESENTATO IL 6 MARZO 2013 I RISULTATI DEL PROGETTO "OMERO - la forza della narrazione" presso la Sala "G" della Sede di Confindustria in Viale dell'Astronomia

 

Su questo fenomeno e con l’obiettivo di offrire concrete opportunità di diffondere in modo efficace la cultura della sicurezza sul lavoro, l’ANMIL ha presentato il 6 marzo, alle ore 10.00, i risultati del Progetto “OMERO - la forza della narrazione”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha puntato sul coinvolgimento e la collaborazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). L’evento è stato organizzato in collaborazione con Assosistema, che ha sposato i principi e le finalità del Progetto ospitando la manifestazione nella Sala “G” della sede di Confindustria (in Viale dell’Astronomia n. 30).
Per l’ANMIL a presentare il Progetto, dopo i saluti del Presidente nazionale Franco Bettoni, ci sono state la Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne Marinella de Maffutiis e il Responsabile Scientifico ANMIL Sicurezza Mariella Giovannone, che hanno coordinato anche i lavori; le rappresentanti del Gruppo per le Politiche Femminili e il Coordinatore servizi statistico-informativi Franco D’Amico.
Sono intervenuti inoltre Paolo Varesi Segretario Confederale UGL; Claudio Iannilli Responsabile Salute CGIL; Patrizia Ferri Segretario Generale Assosistema; Antonio Napolitano Direttore INAIL Lazio; Caterina Crupi Dirigente Vicario INAIL Lazio; Sergio Mustica del Laboratorio delle Idee; Giovanna Alvaro Consigliera Nazionale di AiFOS e Coordinatrice Nazionale del Comitato Donne “Sheri Sangji” e Maria Pia Ganzer del Comitato Nazionale Pari Opportunità INAIL Roma.
Sono stati inoltre presenti diversi RLS e rappresentanti di aziende che hanno sperimentato il Kit per la sicurezza del Progetto Omero e alcune donne infortunate sul lavoro che si sono rese disponibili per la realizzazione del progetto stesso.
Nel corso dell’incontro sono stati divulgati dati sul fenomeno infortunistico al femminile ed è stato mostrato il Kit del Progetto, prodotto in 8.000 copie, contenente numerosi materiali informativo-formativi, che è stato messo a disposizione gratuitamente di aziende e Responsabili della Sicurezza.

Suscitare e sviluppare un approccio di genere al tema degli infortuni sul lavoro, accrescere una “catena della consapevolezza” che abbia come protagonisti le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, le associazioni imprenditoriali e di categoria: questo è l’obiettivo che si pone l’ANMIL - come Associazione di tutela e di testimonianza rispetto al dramma degli incidenti sul lavoro - attraverso il Progetto “Omero”.

Scopo qualificante del progetto è, infatti, quello di rafforzare la figura dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) come soggetto non burocratico, ma fortemente proattivo di promozione della cultura della sicurezza, in modo tale che - attraverso di essi - le lavoratrici possano davvero esercitare alcuni diritti fondamentali che sono parte integrante di una quotidianità lavorativa sicura: diritto all’informazione; diritto alla formazione; diritto alla partecipazione; diritto al controllo.

La normativa vigente non attribuisce agli RLS alcun potere decisionale in merito alle scelte in materia di prevenzione infortuni effettuate dal datore di lavoro e questo ne rafforza, rispetto ai lavoratori, il ruolo formativo e informativo e quello di promozione di una cultura della sicurezza in cui non ci si limita a svolgere una funzione burocratica, ma si cerca di adempiere ad un ruolo nevralgico e decisivo di rafforzamento del benessere all’interno dell’organizzazione produttiva.
In questo quadro, alla fine del percorso individuato dal progetto, gli RLS si dovranno caratterizzare per un sistema di competenze che sappia andare oltre l’obbligatorietà di alcuni contenuti, la burocratizzazione dei percorsi e lo schematismo degli approcci. Atteggiamenti che hanno generato un disamore di massa rispetto alla sicurezza, acuito anche dal fatto di ignorare ogni differenziazione non solo a livello di mansione lavorativa, ma anche dal punto di vista delle specificità di genere.
L’approccio, da cui dovrà emergere una metodologia di informazione per le donne sulla sicurezza, sarà fortemente caratterizzato dal ruolo e dalla funzione della testimonianza di donne infortunate, elemento che in questo contesto assume un ruolo centrale.
Alla luce dei risultati e delle indicazioni emerse da analisi desk e focus group si procederà poi alla progettazione e realizzazione di una campagna di formazione/informazione rispetto egli elementi di genere nella valutazione del rischio infortuni.