Tesori da scoprire: la condizione della donna infotunata nella società


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Presentazione indagine ANMIL sulle donne vittime del lavoro
"Tesori da scoprire: la condizione della donna infortunata nella società”
con il Patrocinio del Senato

 

Si è svolta il 17 febbraio, con il Patrocinio del Senato della Repubblica, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, la presentazione dello studio condotto dall’ANMIL con il supporto tecnico delle società di indagini statistiche Datamining e Interago, dal titolo “Tesori da scoprire: la condizione della donna infortunata nella società. Un’indagine sulle donne vittime del lavoro”.
Ai lavori hanno partecipato: il Presidente del Senato Pietro Grasso; per l’ANMIL il Presidente nazionale Franco Bettoni, la Componente del Gruppo Donne per le Politiche femminili Graziella Nori e il Coordinatore dei servizi statistico-informativi Franco D’Amico che ha presentato il quadro del fenomeno infortunistico, mentre Roberto Pennacchi Amministratore unico Interago e Alessandro Sproviero Amministratore unico Datamining hanno illustrato i risultati  della ricerca.
La Componente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato Silvana Amati ha coordinato i lavori cui sono inoltre intervenuti: la Vicepresidente del Senato della Repubblica Valeria Fedeli; il Presidente Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi; il Presidente della Commissione per la tutela e la promozione diritti umani del Senato Luigi Manconi; il Presidente dell’INAIL Massimo De Felice; la Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’INAIL Antonella Ninci; il Direttore Generale Prevenzione del Ministero della Salute Giuseppe Ruocco; la Presidente di Miss Italia Patrizia Mirigliani accompagnata dall’artista Annalisa Minetti.

La Senatrice Amati ha aperto i lavori affermando che “la mancata considerazione delle specificità di genere implica una sottostima delle conseguenze degli infortuni lavorativi, sia dal punto di vista fisico che psicologico”. “Le lavoratrici disabili - ha proseguito la Amati - sono spesso vittime di fenomeni di segregazione nel mercato del lavoro, per questo è fondamentale che le misure a sostegno del reinserimento professionale siano definite integrando una prospettiva di genere”. Per raggiungere questi obiettivi la Amati ha precisato che “è indispensabile costituire un Centro per il monitoraggio della tutela di genere per i rischi professionali, presieduto dalla Consigliera nazionale di Parità all'interno del quale operino rappresentanze del mondo del lavoro e delle imprese, oltre che valorizzare le competenze e l'esperienza di associazioni come l'ANMIL che dal 1943 sostiene le persone mutilate e invalide del lavoro ed ha istituito da tempo un gruppo di lavoro sui problemi specifici delle donne infortunate”.

Il Presidente Grasso, nell’elogiare l’ANMIL per l’attività portata avanti da 70 anni, ha sottolineato il valore dell’indagine realizzata puntando l’attenzione sulla figura della donna nei suoi molteplici ruoli di lavoratrice, casalinga e madre, figura ben messa in evidenza nel Rapporto dal quale è emersa una grande quantità di dati interessanti ma preoccupanti. “Ogni anno le lavoratrici italiane colpite da infortuni sul lavoro e malattie professionali sono 235.000 – ha dichiarato Grasso – e oltre la metà di queste donne non può tornare a svolgere mansioni domestiche dopo l’infortunio mentre un quarto delle intervistate è stato costretto a licenziarsi. Dati allarmanti che devono far riflettere e far comprendere a tutti l’importanza dell’informazione e della formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Prevenzione, sicurezza e qualità della vita sono le parole chiave per un miglioramento in tal senso”.

E’ seguito l’intervento del Presidente ANMIL Bettoni che nel ringraziare sia il Presidente del Senato, per l’attenzione e la concessione di Patrocinio allo studio, che la Senatrice Amati, da diversi anni vicina all’Associazione e alle problematiche delle donne infortunate delle cui esigenze si è fatta portavoce presentando un disegno di legge ad hoc, ha rappresentato la necessità di valutare tali questioni attraverso il diretto coinvolgimento delle donne interessate. Infatti già dieci anni fa l’ANMIL si è fatta promotrice di un’indagine dalla quale erano emersi risultati significativi e che oggi meritavano di essere riletti alla luce del trascorrere di un periodo denso di cambiamenti sociali. “Dovevamo capire cosa poteva essere cambiato e quali iniziative devono essere intraprese per dare un adeguato supporto alle donne infortunate – ha commentato Bettoni - per consentirne il pieno reinserimento sociale e lavorativo. Quello che è stato condivito in questo autorevole contesto istituzionale auspichiamo diventi patrimonio informativo comune e punto di partenza per migliorare l’attuale tutela normativa il cui impianto risale al 1965”.

I risultati emersi dall’indagine - che ha coinvolto un campione, intervistato telefonicamente, rappresentativo del target composto da oltre 230.000 donne infortunate - elaborati dal comitato di esperti composto dagli statistici D’Amico, Pennacchi e Sproviero hanno delineato il quadro di una donna infortunata che “non si piange addosso, che affronta la nuova condizione di disabile rimboccandosi le maniche per poter adempiere al meglio alle medesime responsabiltà familiari come prima dell’infortunio e che trova nell’ambito familiare, dove continua ad essere un autorevole punto di riferimento, il suo equilibrio vitale; tuttavia, all’esterno, non solo non trova stimoli e condizioni adeguate al suo pieno reinserimento sociale, ma, ancor più gravemente, si ritrova in un mondo del lavoro che, in quanto disabile, ne rifiuta il reinserimento anche spingendola a licenziarsi.

Il Presidente della Commissione Lavoro Sacconi ha rimarcato la questione relativa al fatto che le donne devono essere tutelate anche nell’ambiente domestico, quanto al tema della prevenzione e quello dell’adeguato risarcimento sono centrali nell’attività della Commissione da lui presieduta poiché compito delle istituzioni è anche quello di garantire alle persone con disabilità il giusto reinserimento nel mercato del lavoro. Inoltre ci ha tenuto a citare l’impegno portato avanti negli anni dall’ANMIL nel mondo della scuola in particolare con il progetto SILOS, uno tra quelli di maggior successo grazie all’innovativa metodologia integrata nei programmi scolastici. Infine il Sen. Sacconi ha concluso il suo intervento ribadendo che si adopererà in Commissione Lavoro affinché venga discusso anche lo studio presentato, essendo un corollario fondamentale quello che ogni persona debba trovare nel lavoro realizzazione e soddisfazione e non una lesione.

Intervenendo poi il Presidente della Commissione Diritti umani Manconi, ha voluto puntare l’attenzione sul principio di “dignità” della persona, inteso come concetto decisivo: “Il lavoro non è solo una consapevolezza dell’ultimo secolo di storia ma è la principale risorsa per l’emancipazione della donna e da attività di ‘slancio’ non deve diventare mortificazione”.

Ha fatto un breve ma intenso intervento anche Annalisa Minetti sportiva, cantante, titolata del Concorso di Miss Italia non vedente che, attraverso il racconto della sua vita, ha mostrato un esempio di forza straordinaria dichiarando che il suo motto è sempre stato “volere è potere” e la forza di una donna deriva dalla consapevolezza di non aver limiti. Al suo intervento è stato strettamente legato quello della Mirigliani che ha voluto commentare positivamente l’indagine portata avanti dall’ANMIL, un’Associazione con cui ha avuto il piacere di realizzare una straordinaria campagna di sensibilizzazione sociale volta a far vedere in una luce diversa le donne con disabilità nella piena convinzione che anche un semplice concorso come quello di Miss Italia può essere portatore di interessi sociali.

Il Presidente dell’INAIL De Felice ha brevemente accennato all’importante esperienza dell’Istituto sul progetto Open data, nato lo scorso giugno per offrire a tutti un quadro del fenomeno infortunistico in tutti i suoi aspetti, grazie all’immenso e prezioso patrimonio informativo di cui l’INAIL dispone e che trovano in iniziative come quella dell’ANMIL un riscontro concreto.

Il Direttore del Ministero della Salute Ruocco ha colto l’occasione dell’indagine per rimarcare l’attenzione e l’impegno del Ministero della Salute nella riduzione degli infortuni sul lavoro e sull’importanza di non abbassare mai la guardia su questo tema soprattutto in tempi di crisi, ribadendo l’ìesigenza di promuovere la formazione anche in ambito scolastico e rivolgendo un sentito ringraziamento all’ANMIL per il suo impegno.

La Presidente del CUG INAIL Antonella Ninci nel condividere la validità di iniziative come quella dell’ANMIL, ha incentrato il suo intervento sul tema dell’eliminazione delle discriminazioni di genere che possono incidere fortemente sulla salute e sicurezza in ambito lavorativo e devono vedere riconoscimento e lattuazione piena in normative ad hoc nel nostro Paese in recepimento di normative europee.

La Senatrice Amati ha chiuso i lavori con la lettura del messaggio della Vicepresidente del Senato Valeria Fedeli - impossibilitata per le contingenze politiche a rimanere fino al termine dell’incontro – in cui ha sottolineato l’esigenza di superare la neutralità di genere per meglio tutelare le donne, eliminando ogni pretesa di poter trattare in modo eguale condizioni e situazioni che sono diverse, come diversi sono uomini e donne, allo scopo di definire un piano volto a garantire la salute e la sicurezza delle donne nei luoghi di lavoro, considerando fondamentali, all’interno delle politiche del lavoro, le politiche di conciliazione tra vita privata, familiare e lavorativa.