L'ANMIL ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica

 


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INFORTUNI SUL LAVORO. BETTONI (ANMIL): “L’elevata attenzione del Capo dello Stato e il suo grande impegno devono essere un monito per tutti e sul quale cittadini e istituzioni devono riflettere e ciascuno deve fare la propria parte”

“E’ doloroso quello che accade ogni giorno ed è, quindi, doveroso intervenire per l’importanza e la gravità del fenomeno degli infortuni sul lavoro”. Si è espresso con queste parole il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso dell’udienza con l’ANMIL, che si è tenuta il 27 novembre 2009 nel Salone delle Feste del Quirinale. "Effettivamente da quando sono qui molte volte sono intervenuto sul problema degli incidenti sul lavoro, - ha aggiunto - perché è una questione essenziale per la civiltà del lavoro e la civiltà in generale del nostro Paese. Talvolta mi sono domandato se ho esagerato o se mi sono ripetuto troppo; ma constato l'aumento dell'attenzione dell'opinione pubblica e questo mi conforta a proseguire".

L’incontro di novembre è stato un’occasione importante per rappresentare al Capo dello Stato le principali problematiche relative alla sicurezza sul lavoro e di cui l’ANMIL si occupa da oltre sessanta anni. Insieme al Presidente, Franco Bettoni, sono stati ricevuti al Quirinale circa 180 dirigenti dell’Associazione provenienti da tutta Italia.

Erano presenti, insieme all’ANMIL, la cantautrice Mariella Nava, che ha donato all’Associazione una canzone contro le morti bianche e il regista Libero De Rienzo, che ha realizzato un videoclip sulle note di questa canzone, oltre al fotografo Riccardo Venturi autore degli scatti della mostra fotografica ANMIL “NO! contro il dramma degli incidenti sul lavoro”.
All’udienza hanno partecipato il Ministro del Lavoro Sen. Maurizio Sacconi, il Presidente della Commissione Lavoro della Camera On. Silvano Moffa, il Presidente della Commissione per gli infortuni e le morti bianche al Senato Sen. Oreste Tofani, il Presidente e Commissario straordinario dell’INAIL Marco Fabio Sartori.
Particolarmente toccanti, dopo l’intervento di Bettoni, le testimonianze di due vittime del lavoro. Sono state, infatti, presentate le storie di Francesco Ragnoni, un ragazzo infortunato di Viterbo, e di Giuditta Cotena, una giovane vedova di Reggio Emilia, a cui il Presidente Napolitano ha dato un abbraccio alla fine del suo commovente racconto.

Il Presidente dell’ANMIL Franco Bettoni, nel corso del suo indirizzo di saluto, ha ringraziato vivamente il Presidente della Repubblica per la straordinaria attenzione dimostrata verso il tema della sicurezza sul lavoro e verso tutte le vittime degli infortuni: “Lei ha saputo imprimere un’accelerazione concreta all’azione di governanti, amministratori, forze politiche e sociali, affinché siano rimosse le cause degli infortuni e i provvedimenti legislativi adottati sono una prima, tangibile risposta a questa Sua autorevole sollecitazione”.
“In ogni caso – ha ricordato il Presidente ANMIL - siamo fermamente convinti che è fondamentale non abbassare la guardia di fronte ad un fenomeno che continua a provocare tre morti e migliaia di feriti ogni giorno. Per affermare una radicata cultura della sicurezza, tuttavia, non è sufficiente rafforzare la produzione normativa e consolidare gli strumenti di controllo e repressione; occorre, in parallelo, uno sforzo di lungo periodo che veda nella formazione, a partire dagli anni della scuola, un veicolo fondamentale di promozione di comportamenti virtuosi”.
Bettoni ha, infatti, ricordato che l’ANMIL sta lavorando da anni anche in questa direzione, puntando sulla formazione alla sicurezza delle generazioni più giovani, con progetti concreti in collaborazione con l’INAIL, il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Istruzione, che stanno partendo proprio in questo periodo.

Nel corso del suo intervento, il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha speso parole di apprezzamento per il ruolo sociale e l’opera di costante impegno dell’ANMIL, definendo l’Associazione “un partner privilegiato per le istituzioni” nella lotta al fenomeno”, precisando che “regole e sanzioni non bastano, ma servono obiettivi da raggiungere anche attraverso la formazione e l’informazione”.

L’Onorevole Oreste Tofani ha, invece, ricordato nel suo discorso il lavoro fatto negli ultimi anni dalla Commissione per gli infortuni e le morti bianche al Senato da lui presieduta. Tofani ha definito “gravissimo” il problema degli incidenti sul lavoro, ricordando che oltre alle importanti novità già introdotte dal Testo Unico sulla sicurezza, occorre “promuovere una più ampia diffusione della cultura della sicurezza”.

In chiusura del suo intervento, il Presidente Napolitano ha mostrato particolare apprezzamento per la proposta dell’ANMIL, che sta già lavorando a progetti da proporre alle istituzioni competenti, di inserire il tema della sicurezza del lavoro nelle celebrazioni per l'Unità d'Italia, che si svolgeranno nel 2011. "Crediamo che questo evento non possa, per così dire, dimenticare i milioni di morti e infortunati sul lavoro in questi 150 anni di vita italiana" – ha spiegato il Capo dello Stato, riferendosi non solo ai caduti del lavoro, ma anche alle vedove, agli orfani e a tutte le famiglie che, insieme alle vittime, hanno vissuto e vivono questo dramma. “Fare la storia di questi 150 anni - ha concluso - significa anche fare la storia del lavoro italiano, con i suoi meriti, le sue eccellenze e anche le sue vittime".


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