Concorso 'L'altra metà del lavoro'


Per informazioni: tel. 06 54196334 - fax 06 5406776 - ufficiostampa@anmil.it

Giuria

  • Paolo Balmas. Docente universitario di Storia dell’arte contemporanea. Critico e curatore indipendente.
  • Patrizia Ferri. Storica, critica d’arte e curatrice indipendente. Titolare della cattedra di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia.
  • Angelo Capasso. Docente di Storia dell’arte contemporanea presso la facoltà di Architettura della Sapienza. Critico e curatore indipendente.
  • Linda De Sanctis. Giornalista, storica dell’arte. Collabora con il quotidiano La Repubblica. Tiene conferenze alla facoltà di Lettere dela Sapienza di Roma e lectures presso gli Istituti italiani di cultura di Madrid, Lisbona, Ankara. Ha curato testate culturali per la Rai.
  • Pino Casagrande. Collezionista.
  • Pietro Mercandelli. Presidente ANMIL.
  • Marco Stancati. Responsabile Comunicazione INAIL.
  • Antonella Ninci. Presidente Comitato Pari Opportunità INAIL.

 

  

L'ANMIL e l'INAIL si sono unite in occasione della Festa della Donna per realizzare il Concorso di Arti Visive "L'altra metà del lavoro", per suscitare l'attenzione della società civile sul tema della salute e della sicurezza delle donne sui luoghi di lavoro, delle condizioni di salute, di vita e di integrazione sociale e lavorativa delle donne vittime degli infortuni sul lavoro.
Dal concorso, riservato ai giovani artisti al di sotto dei 35 anni, sono risultate 49 opere finaliste, scelte da una qualificata Giuria presieduta dal prof. Paolo Balmas.
Tali opere sono state pubblicate in un catalogo ed esposte fino al 21 marzo a Roma nel Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria). I premi saranno consegnati in occasione di una cerimonia che si è svolta l'8 marzo, sempre nel Palazzo della Cancelleria.
Sono risultati vincitori: 1° Premio: Veronica Botticelli - Olio su tavola - Senza titolo, spettatrici 2005, Roma; 2° Premio: Alessandro Rech - Elaboraz. 3D stampa digit. "Meccanismi infausti" Roma; 3° Premio: Diego Dutto - Elaboraz. stampa digit. "Come vestita di mille bolle", Torino; 1° Premio Speciale Inail: Giacinto Occhionero - Pittura "Iron woman", Roma; Menzione Speciale Inail: Olimpia Ferrari - Fotografia "Segno sul viso", Roma; Menzione speciale INAIL: Donato Piccolo - Pittura "Ilaria 230", Roma.
Veronica Botticelli, l'autrice della tela vincitrice, intitolata "Spettatrici", ci fa vedere le donne come dei semplici numeri, senza una personalità apparente, che invece rimane nascosta e chiede aiuto dal di dentro, incapaci di protagonismo e condannate a stare ai margini di in un palcoscenico, senza poter agire, stando solo a guardare.
"Meccanismi Infausti", di Alessandro Rech, ci propone delle donne piccole piccole, anche loro senza una identità e senza espressività, amorfe, che lavorano ad un compito immane se rapportato alla loro fragilità, mentre vengono oppresse da turni massacranti, protette solo occasionalmente dalle leggi e, però, sempre fiduciose e speranzose in un domani migliore, in cui i meccanismi della società ingiusta possano rompersi per dar spazio ad una umanità migliore.
L'opera di Diego Dutto, "Come vestita di mille bolle", inquadra una giovane donna, con in volto un sorriso di facciata, mentre lavora al banco di un negozio di alimentari, in mezzo ad oggetti pericolosi come un'affettatrice e una taglierina, quasi inconsapevole, rivestita di una specie di vestito-corazza che la protegge ed allontana le paure e lo stress, senza risolvere il problema di fondo, cioè quello di un lavoro precario, che anche se non rischioso, non offre un futuro.
Giacinto Occhionero propone "Iron Woman", che prende il titolo dalla scritta su un grande ferro da stiro, pericolosamente proteso tra le vasche di un laboratorio tecnico, producendo la sensazione di un pericolo imminente: è la storia della donna che rischia continuamente, a casa come sul lavoro e che perciò deve essere veramente una donna d'acciaio, il che trasmette un senso di colpa improvviso ed acuto.
Olimpia Ferrari presenta "Segno sul viso", un primo piano fotografico di una ragazza maghrebina, con una cicatrice a sinistra della bocca, che rafforza la capacità espressiva del volto, quasi infantile, e però distaccato da chi la ritrae, mentre sta lì, sola nella sua esistenza, lontana dalla nostra, sembra quasi dirci che restiamo incapaci di offrirle una vita ed un lavoro dignitosi ed in condizioni di sicurezza accettabili.
"Ilaria 230" di Donato Piccolo, disegna una donna colpita da folgorazione e ci fa vedere gli effetti terribili del passaggio dell'elettricità nel suo corpo, che è rimasto senza capelli, pieno di cicatrici e completamente bruciato al contatto con la sorgente elettrica, mentre il suo sguardo fisso osserva con coraggio una realtà desolante, che lei accetta, ma che è anche uno schiaffo alla nostra coscienza.
I 49 finalisti del concorso sono stati: Fabio Adani, Roya Amini, Federica Antonioli, Barbara Bargagna, Veronica Botticelli, Eugenia Censi, Serena Cesca, Melania Comoretto, Antonella Conte, Kety Costantino, Mauro Curiotto, Rosa D'Avino, Marcello De Angelis, Alessandra De Laurentiis, Gloria Di Prodi, Diego Dutto, Massimo Falsaci, Pierpaolo Favia, Olimpia Ferrari, Fiamma Franchi, Silvia Garau, Alessandra Giacinti, Michela Giannotti, Gabriele Giugni, Silvia Giusti, Adriana Margarita Gonzalez Toledo, Marina Ionni, Marija Markovic, Daniel Menegoni, Giacinto Occhionero, Sabrina Ortolani, Emanuela Ostuni, M. Lucia Petrosino, Donato Piccolo, Diana Pronesti, Alessandro Rech, Erika Riehle, Chiara Rocchi, Barbara Salvucci, Elisabetta Scalvini, Massimo Schiavoni, Giuseppe Summa, Meri Tancredi, Cinzia Tedeschi, Floriana Testa, Maurizia Trinchero, Diego Valentino, Malgorzata Winnik, Francesco Zaccaria.