Dettagli articolo

Ape sociale: firmato il decreto attuativo >>
 
Data: 20/04/2017
 

Il Presidente del Consiglio ha firmato, il 18aprile, il decreto attuativo dell’Ape sociale, ovvero, l’indennità-ponte per i lavoratori.

Destinatari del provvedimento sono i lavoratori con almeno 63 anni di età che si trovino in specifiche situazioni di svantaggio sociale: disoccupati che abbiano concluso integralmente la prestazione di sostegno al reddito loro spettante da almeno tre mesi e siano in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni; soggetti che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni; soggetti che hanno una riduzione della capacità lavorativa uguale o superiore al 74% (accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile) e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni; lavoratori dipendenti al momento della decorrenza dell’Ape sociale, che svolgono specifiche attività lavorative “gravose” da almeno sei anni in via continuativa, per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.

Il testo dovrà ora superare il vaglio del Consiglio di Stato prima di approdare in Gazzetta Ufficiale. La norma in questione, a differenza dell’Ape di mercato, non prevede alcun coinvolgimento di banche e assicurazioni, essendo l’anticipo completamente finanziato dallo Stato.

I soggetti che hanno diritto al beneficio riceveranno un trasferimento monetario direttamente dall’Inps, pari alla pensione certificata al momento della richiesta (se è inferiore a 1.500 euro lordi) o direttamente 1.500 euro lordi (se la pensione futura certificata fosse maggiore). Bisognerà fare domanda all’Inps tra il 1° maggio prossimo e non oltre il 30 giugno per rientrare nella prima finestra utile di pagamento della prestazione, che dovrebbe scattare tra settembre e dicembre. L’anno prossimo, invece, le domande di accesso all’Ape sociale dovranno essere presentate tra il primo gennaio e il 30 marzo per la finestra dei pagamenti che si apre in giugno. La misura, vale ricordarlo, ha una natura sperimentale, il che significa che solo dopo la prossima legge di Bilancio si saprà se il Governo intenderà renderla strutturale.

Secondo le stime governative i lavoratori 63enni che si trovano in condizioni di difficoltà e che potrebbero beneficiare dell’anticipo Ape social (che non prevede alcun rimborso a carico del percettore) potrebbero essere tra i 30 e i 35mila quest’anno e un poco meno nel 2018. La misura è finanziata quest’anno con 300 milioni che salgono a 609 l’anno prossimo, 647 nel 2019, 462 milioni nel 2020. Dal 2021 la curva di spesa scende a 281 milioni per andare a esaurimenti nei due anni successivi essendo sostituita con le pensioni dei beneficiari. 

 

Indietro

GestCookies